Don Antonio Mazzi

Don Antonio Mazzi

UN PRETE IN TV

di Massimo Emanuelli


Una ventina d’anni dopo Padre Mariano, proverbiale col suo “pace e bene a tutti”, e dopo altri preti in tv (reali ma anche nella fiction, da Padre Brown e Don Matteo), Don Antonio Mazzi è uno dei primi preti “televisivi”. Non assomiglia per niente a Padre Mariano, ma i tempi sono cambiati, è un prete moderno. Molti e noti i suoi passaggi in Rai, qui ricordiamo, sulle private, la rubrica Mazzi quotidiani (Videomusic), Dove nasce la speranza, Il diavolo e l’acquasanta, Tele fratello (Telenova) e Bussa alla mia porta (Odeon Tv), non è invece stato realizzato il titolo provocatorio di una trasmissione da lui proposta: Sono Mazzi tuoi. Gli attuali programmi di Don Mazzi vanno in onda su Sat 2000: Caro amico, @tu per tu, Dammi il 5!;  e Odeon Tv SCHIAMAZZI, CONFESSIONI AD ALTA VOCE, rubrica di costume e società. 

Don Antonio Mazzi nasce a San Massimo di Verona il 30 novembre 1929. Il 26 maggio 1956 viene ordinato a Ferrara Sacerdote nella Congregazione dei Poveri Servi della Divina Provvidenza (Opera Don Calabria). Prima vice-direttore e poi direttore di alcuni centri di formazione dell’Opera a Ferrara, quindi a Verona e, successivamente, a Roncà, dal 1962 al 1968 è responsabile del centro giovanile della Parrocchia S.Filippo (affidata ai sacerdoti dell’Opera) nella borgata Primavalle di Roma. Nel 1968 è a Verona direttore del Centro di Formazione Professionale Don Calabria di Roveggià. Da vita alle prime case di alloggio per i giovani handicappati e si dedica con rinnovato impegno ed entusiasmo al potenziamento delle attività di riabilitazione fisico-motorie del centro, creando un centro medico-riabilitativo. Nel 1974 sottoscrive una convenzione con il Ministero della Difesa, Ufficio Levadife, per gli obiettori di coscienza. E’ fra i primi ad introdurre in Italia l’esperienza delle case-famiglia per l’assistenza.
Nel 1979 Don Mazzi arriva a Milano e diventa direttore dell’Istituto Don Calabria, a ridosso del Parco Lambro, tragicamente famoso in quegli anni come il più grande mercato europeo dello spaccio. Fin da subito si rende conto della gravità del fenomeno della tossicodipendenza. Pulisce il parco con le forze vive del territorio: operai, aclisti, studenti, mamme coraggio e forze dell’ordine. Dopo due anni di lavoro e con il parco tornato vivibile, apre la Cascina Molino Torrette, dietro al parco stesso, la sede del progetto Exodus. Progetto innovativo (le carovane) nel campo del recupero della tossicodipendenza che gradualmente si trasforma prima in gruppo Exodus e dall’agosto 1996 in Fondazione Exodus Onluss di cui è presidente. Oggi conta 30 sedi sparse in tutta Italia, con interventi diversificati nel campo del recupero e della prevenzione. Don Mazzi è fra i primi a rendersi conto della necessità di “andare incontro” ai giovani tossicodipendenti raggiungendoli nelle stazioni e nelle piazze da loro abitualmente frequentate, e nel 1985, in collaborazione con gli operai della Rizzoli e ad un gruppo di genitori, da vita alla prima Unità Mobile, precursore con diversi anni di anticipo di quelle leggi che oggi vengono definite “attività di strada”. Tifoso dell’Inter, grande amico dell’ex sindaco di Milano Paolo Pillitteri: “senza di lui – mi ha detto un giorno Don Mazzi – il Parco Lambro sarebbe ancora in balia degli spacciatori”. Don Mazzi ha lottato e lotta per la realizzazione concreta del reinserimento sociale e lavorativo degli ex detenuti e degli ex terroristi, molti di questi hanno collaborato e collaborano fattivamente nelle sue varie esperienze. Nel 1995 gli è stata conferita dall’Università di Palermo la laurea honoris causa in pedagogia. E’ membro dell’Unesco, presidente dell’Associazione Nazionale di Promozione Sportiva delle Comunità, associazione benemerita del Coni. Nel biennio 1994-96 ha insegnato all’Università di Cassino (facoltà di lettere, scuola per assistenti sociali). Nel settembre 1997 è stato nominato coordinatore dell’Area della riabilitazione del dipartimento 3d (dipendenze, devianze, disagio) dell’Asl Fr, dipartimento sperimentale monitorato dalla Regione Lazio, al cui interno per la prima volta lavorano fianco a fianco, con pari dignità, Enti e Associazioni del Privato sociale. Ben nota è l’intensa attività di pubblicista sulle più importanti testate giornalistiche televisive. Ha pubblicato molti libri, fra di essi ricordiamo: Parco Lambro, Breviario straordinario, Pinocchio e i suoi fratelli, Nel paese dei balocchi, Tacere è peccato,m La risposta è vivere, Non rubatemi le parabole, Lettera alla solidarietà, Agenda tremenda, Frittata con peperoncino a colazione, Signore da che parte staii?, Un’ala di riserva, Il filo degli aquiloni.
Don Mazzi è diplomato in organo ed è un grande conoscitore della musica classica; si avvicina al mondo del rock grazie all’amicizia con cantanti come Renato Zero, Antonello Venditti, Enrico Ruggeri e Laura Valente, conosciuti nelle loro visite alla sua comunità. Collabora con Renato Zero al progetto di una “città della musica”, Fonopoli, alle porte di Roma, destinata al recupero di giovani emarginati. All’inizio degli anni ’90 interviene come ospite alla trasmissione di Rai1 Il coraggio di vivere condotta da Riccardo Bonacina. La partecipazione fissa alla trasmissione Domenica In dal 1993 al 1998 ha significato un sofferto ma decisivo passo avanti per spingere la testimonianza cristiana e cattolica a manifestarsi utilizzando in maniera più diversa i più moderni mezzi di comunicazione. Il suo impegno instancabile all’interno e all’esterno delle istituzioni rappresenta una forte spinta per la realizzazione di nuovi servizi, accomunati da un’unica filosofia di fondo: la ricerca della persona disagiata. La ricerca di tutti coloro che sono esclusi dalla comunità e dimenticati dai servizi sociali, insomma un viaggio continuo nell’emarginazione completa, nella scoperta di sacche sociali lontane da quei servizi che sono istituzionalmente preposti a prestare assistenza, la ricerca del disadattamento per certi versi più scomodo per l’istituzione, per dare nuove e concrete risposte.
La sua capacità intuitiva gli ha sempre permesso di essere un innovatore e un precursore, anche se ciò non ha significato essere compreso a pieno. Nella stagione 1995/96 ha condotto su Videomusic la rubrica Mazzi quotidiani, nel periodo prenatalizio del 1997 ha presentato su Telenova Dove nasce la speranza, nell’autunno 1999 conduce con Gabriella Carlucci, sempre su Telenova, il talk-show settimanale Il diavolo e l’acquasanta. Nel 1999 Don Mazzi presenta con Susanna Messaggio e Olivia Gobetti il programma di Rete4 Sabato4, nel 2000, in contemporanea alla messa in onda del reality show Il grande fratello, conduce su Telenova il talk-show Tele fratello durante il quale discute sul programma di Canale5 con ospiti in studio e telespettatori in contatto telefonico.
don antonio mazziDon Mazzi si è anche dedicato alla realizzazione di grandi eventi come Le mille chitarre, importante momento aggregativo realizzato attraverso la musica (migliaia di giovani in piazza hanno suonato assieme a grandi artisti italiani una Sinfonia popolare per sole chitarre), Mille giovani per la pace, meeting che ha avuto come tema fondante la pace in tutti i suoi aspetti: politici, sociali ed economici. Don Mazzi ha fondato il Comitato Speranza in Gioco, che raccoglie gli altri preti coraggio come lui impegnati sul fronte del disagio e che, con la collaborazione della Nazionale Italiana Cantanti, organizza eventi sportivi e di spettacolo come la Partita del Cuore, con finalità di prevenzione e di sensibilizzazione.
Nel 2000 ha portato nei principali festival italiani, nelle piazze, nelle scuole e nelle carceri, il musical Abele è vivo, sviluppatosi partendosi dalla rilettura della vicenda biblica di Caino e Abele, e lo spettacolo teatrale Buchi nel sole, liberamente ispirato al libro Un prete da marciapiede, una serie di testimonianze sul problema droga raccolte dal giornalista Lello Gurrado e commentate da lui stesso.
Rai2 gli dedica una serata, La tremenda voglia di vivere, condotta da Monica Leoffredi, nella quale sono intervenuti diverse personalità del mondo dello spettacolo, delle istituzioni, della cultura, tutti amici da anni di Don Mazzi che nel 2004 interviene, non senza polemiche, alla seconda edizione de L’ISOLA DEI FAMOSI come opinionista.
Dal 2005 Don Mazzi è in onda su Sat 2000 con Caro amico (dal lunedì al venerdì alle 19,30) rubrica nella quale risponde a tutte le persone in difficoltà; @tu per tu (dal lunedì al venerdì alle 15,20) rubrica nella quale risponde a lettere di giovani adolescenti; Dammi un 5!, in onda dal lunedì al venerdì, due ore interamente pensati agli under 20, tanti appuntamenti pensati su misura per loro come Sarò breve che propone i provini effettuati per trovare cinque volti nuovi, e Cortomio, una selezione di cortometraggi inviati dai telespettatori che nello spazio massimo di 15 minuti trasformano pensieri e idee in immagini per fare televisione insieme. Momento clou di questo palinsesto pomeridiano è 1×1, programma in diretta sul mondo degli adolescenti. Nella stagione 2006/2007 Don Mazzi è in onda su Sat 2000  con  A TU PER TU LETTERA A DON MAZZI e su Circuito Marconi con IO LA PENSO COSI’. Dalla stagione televisiva 2007/2008 conduce su Odeon Tv SCHIAMAZZI, CONFESSIONI AD ALTA VOCE, rubrica di costume e società.

libro don antonio mazzi

Negli ultimi anni ha aperto il blog Don Mazzi da i numeri. Nel 2017 ha pubblicato il libro Amori e tradimenti di un prete di strada. Il 9 aprile 2018 in un’intervista al Corriere della Sera Don Mazzi dichiara: “Io il Vaticano lo brucerei, lo svuoterei e vorrei vedere tutti i cardinali missionari in Africa.”

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