Gianni Rodari

gianni rodari immagineGianni Rodari, scrittore, pedagogista e giornalista famoso per la sua fantasia e originalità, specializzato in testi per bambini e ragazzi tradotti in moltissime lingue, attraverso racconti, filastrocche e poesie, divenute in molti casi classici per ragazzi, ha contribuito a rinnovare profondamente la letteratura per ragazzi.
Giovanni Francesco Rodari, detto Gianni Rodari, nacque il 23 ottobre 1920 ad Omegna, in provincia di Novara, sul lago d’Orta, il padre faceva il fornaio e si era spostato in seconde nozze con Maddalena Ariocchi, commessa nella bottega. Rodari frequenta la scuola fino alla quarta elementare ad Omegna. Rimasto orfano di padre a soli dieci anni, Gianni si trasferisce con la madre e i due fratelli Cesare e Marco a Gavirate (Varese), paese natale della madre, dove frequenta la quinta elementare. Nel 1931 Gianni entrò nel seminario cattolica di San Pietro Martire di Seveso, in provincia di Milano, poi si iscrisse alle scuole magistrali, prende anche lezioni di violino e si appassiona alla musica suonando in alcune osterie della zona. Nel 1935 si iscrisse all’Azione Cattolica, nel 1936 pubblicò otto racconti sul settimanale cattolico L’azione giovanile e iniziò una collaborazione con Luce diretto da Monsignor Sonzini. Conseguito il diploma magistrale iniziò a fare il precettore a Sesto Calende presso una famiglia di ebrei tedeschi fuggiti dalla Germania. Nel 1939 si iscrisse alla Facoltà di Lingue dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, abbandonando però i corsi dopo pochi esami. Insegnò in seguito a Brusimpiano, Ranco e Cardana di Besozzo. Come egli stesso disse la sua scuola non fu grandiosa a causa della sua giovane età, tuttavia si rese conto che fu una scuola divertente dove i bambini utilizzavano la fantasia addirittura per aiutarlo a correggere le sue stesse opere: questa, insieme a molte altre, fu una delle caratteristiche basilari di Rodari, che lo faranno sempre riconoscere per la sua originalità.
Durante la Seconda guerra mondiale venne esonerato dal servizio militare a causa della salute cagionevole. Intanto vinse il concorso per maestro e insegnò come supplente a Uboldo. Nel dicembre del 1943 venne richiamato alle armi dalla Repubblica di Salò e assegnato all’ospedale milanese di Baggio. Traumatizzato dalla perdita dei suoi due migliori amici (Nino Bianchi, morto nel naufragio della nave Calipso nel Mediterraneo all’inizio della seconda Grande guerra, e Amedeo Marvelli, deceduto durante la campagna di Russia) e dall’internamento del fratello presso un campo di concentramento nazista in Germania, prese contatti con la Resistenza lombarda, gettò l’uniforme ed entrò in clandestinità; quindi si avvicinò al Partito Comunista Italiano, a cui si iscrisse il 1º maggio 1944.
Dopo la Liberazione del 25 aprile 1945 iniziò la carriera giornalistica in Lombardia, dapprima con il giornaletto ciclostilato Cinque punte, poi dirigendo L’Ordine Nuovo, periodico della Federazione Comunista di Varese. Nel frattempo pubblicò alcune trascrizioni di leggende popolari e dei racconti anche con lo pseudonimo di Francesco Aricocchi. Nel 1947, approdò a L’Unità di Milano, su cui, due anni dopo, iniziò a curare la rubrica “La domenica dei piccoli”, quindi è capo cronista ed inviato speciale. Mentre lavora come giornalista incomincia a scrivere racconti per bambini. Nel 1950 il Partito lo chiama a Roma a dirigere il settimanale per bambini, il “Pioniere”, il cui primo numero esce il 10 settembre 1950, Rodari fonda il settimanale con Dina Rinaldi e ci lavora per una decina d’anni fino alla cessazione della pubblicazione stessa.
In piena guerra fredda, nel 1951, dopo la pubblicazione del suo primo libro pedagogico Il manuale del Pioniere, venne “scomunicato” dal Vaticano, che lo definì “ex-seminarista cristiano diventato diabolico”. Per tale motivo le parrocchie bruciavano nei cortili il Pioniere e i libri di Gianni Rodari. Nel 1951 escono anche il suo primo libro per ragazzi, Il libro delle filastrocche e Le avventure di Cipollino (il titolo originale era Il romanzo di Cipollino, poi ristampato nel 1959 col titolo Le avventure di Cipollino). Nel 1952 compie il primo dei diversi viaggi che farà Urss, escono Le carte parlanti, Il treno delle filastrocche, Cipollino e le bolle di sapone, Il libro dei mesi. Nel 1953 sposa Maria Teresa Feretti, dalla quale quattro anni dopo ha la figlia Paola, il 13 dicembre 1953 fonda Avanguardia, giornale nazionale della FGCI, Federazione Giovanile Comunista Italiana. Nel 1953 pubblica La gondola fantasma. Dal 1954, per una quindicina di anni, collaborò anche a numerose altre pubblicazioni: scrisse articoli su quotidiani e periodici; curò libri e rubriche per ragazzi. Fra il 1954 e il 1955 escono i libri: Le avventure di Scarabocchio, Il viaggio della freccia azzurra, Compagni fratelli Cervi.
GIANNI RODARI FRDal settembre 1956 al novembre 1958 torna a lavorare all’Unità diretta da Pietro Ingrao. Farà l’inviato e poi il responsabile della pagina culturale e infine il capocronista. Nel 1957 supera l’esame da giornalista professionista. Dal 18 agosto 1955 al 25 ottobre 1956 Rodari tiene su L’Unità una rubrica dal titolo Il libro dei perché, che poi riprenderà sotto il nome di La posta dei perché. Le simpatiche questioni dibattute dal compianto scrittore italiano in quella rubrica sono state raccolte nel 1984 da Marcello Argilli in un volume intitolato appunto Il libro dei perché. Il 1° dicembre 1958 passa a lavorare a Paese sera. Si realizza finalmente la scelta che contrassegnerà tutta la sua vita: affiancare al lavoro di scrittore per l’infanzia quello di un giornalismo politico non partitico. Nel 1959 esce il libro Gelsomino nel paese dei bugiardi, nello stesso periodo iniziò a collaborare con Rai e BBC, come autore del programma televisivo per l’infanzia Giocagiò.
GIANNI RODARINel 1960 incomincia a pubblicare per Einaudi e la sua fama si diffonde in tutta Italia. Il primo libro che esce con la nuova casa editrice è Filastrocca in cielo ed in terra nel 1959. Nel 1960 vince il premio Prato, nel 1961 in Unione Sovietica uscì anche un cartone animato su Cipollino, recentemente tradotto e diffuso in Italia per il mercato home video. Solo nel 1962-63 Rodari raggiunge una certa tranquillità economica grazie alla collaborazione a La via migliore e a I quindici. Altri libri pubblicati in questo periodo sono: Favole al telefono, Gip nel televisore. Favola in orbita o Gip nel televisore e altre storie in orbita, Il pianeta degli alberi di Natale, Il castello di carte (1963), Il cantastorie. Storie a piedi e in automobile, La freccia azzurra, Il libro degli errori (1964), nel 1965 vince i premi Catello e Rubino, nel 1966 esce La torta in cielo.
Dal 1966 al 1969 Rodari non pubblicò libri, limitandosi a una intensa attività di collaborazioni per quanto riguarda il lavoro con i bambini. È questo un periodo molto duro per lui soprattutto a causa delle sue condizioni fisiche e della gran mole di lavoro.
Nel 1968, stanco di Paese Sera pensò di accettare l’offerta di Giulio Einaudi Editore, che con Editori Riuniti pubblicava allora i suoi libri, e di trasferirsi a Torino, ma aveva da poco traslocato nel quartiere Gianicolense in attesa di andare a vivere in una nuova casa a Manziana, e poiché la moglie lavorava e non volevano creare traumi di trasferimento nella figlia in età scolare, rimase a Roma. Dopo la morte di Ada Gobetti, assunse la direzione del Giornale dei genitori (incarico che tenne fino all’inizio del 1977). Nel 1969 pubblica il libro Venti storie più una.
Nel 1970 Gianni Rodari lascia Paese sera, esce il film La torta in cielo per la regia di Pino Zac tratto dall’omonimo libro di Rodari che nello stesso anno vince il Premio Andersen, il più importante concorso internazionale per la letteratura dell’infanzia, che accresce la sua notorietà in tutto il mondo, Rodari è l’unico italiano a ricevere questo prestigioso premio, un record rimasto tutt’ora tale. libri usciti all’inizio degli anni ’70 sono: Le filastrocche del cavallo parlante (1970), Tante storie per giocare (1971), Filastrocche in cielo e in terra, Gli affari del signor gatto, Il palazzo di gelato e altre otto favole al telefono (1972). Nel 1973 uscì il suo capolavoro pedagogico: Grammatica della Fantasia; introduzione all’arte di inventare storie, saggio indirizzato a insegnanti, genitori e animatori nonché frutto di anni di lavoro passati a relazionarsi con il campo della “fantastica”. La Grammatica della fantasia è, come dice il sottotitolo, un'”introduzione all’arte di inventare storie”. È l’unico volume di Rodari non di narrativa, ma di contenuto teorico. Nasce ufficialmente a Reggio Emilia, dalla paziente trascrizione a macchina da parte di una stagista di alcuni appunti rimasti a lungo dimenticati. Gli appunti in questione, scritti intorno agli anni ’40, facevano parte della raccolta del Quaderno della fantasia. Vennero recuperati in seguito ad un comizio che si terrà proprio nella città emiliana dal 6 al 10 marzo 1972. L’opera si sviluppa in 45 capitoli e si potrebbe dire tranquillamente che la stragrande maggioranza dei temi e degli episodi della poliedrica attività di scrittore e di studioso di Gianni Rodari sopra citati nella biografia siano ripresi anche nel corso delle argomentazioni e degli esempi che le accompagnano.
Con il celebre pseudonimo di “Benelux”, Rodari teneva su Paese Sera una rubrica-corsivo quotidiana molto seguita. Si recò più volte in Unione Sovietica, dove i suoi libri erano diffusi in tutte le scuole delle repubbliche. Intraprese viaggi anche in Cina e in Bulgaria.
Nel 1973 escono I viaggi di Giovannino Perdigiorno e Novelle fatte a macchina, cui seguono, nel 1974, La filastrocca di Pinocchio e Marionette in libertà

Gianni Rodari in tv
http://www.youtube.com/watch?v=kXKxANC3ozs

Altri libri scritti da Rodari negli ultimi anni sono: C’era due volte il barone Lamberto, Il teatro i ragazzi la città (1978), Parole per giocare, Bambolik (1979), Il gioco dei quattro cantoni, I nani di Mantova, Piccoli vagabondi. Rodari fu autore anche della prefazione di un libro del giornalista Aldo Biscardi, suo collega a Paese Sera, Rodari, parlando di Biscardi, così scriveva: “… di una partita di calcio Biscardi parla come di un processo, i suoi eventi vanno trattati come eventi storici: è permesso il giudizio da niente, magari il sarcasmo, l’umorismo in piccole dosi pesa sulla bilancia politica, con Biscardi si può litigare per telefono e in diretta, ma non si corre il rischio di essere o di sentirsi presi per il bavero”. Questa presentazione e il celebre PROCESSO ALLA TAPPA di Segio Zavoli, che andava in onda sul primo canale della Rai (come si diceva allora) alla fine di ogni tappa del Giro d’Italia e nel quale intervennero grandi intellettuali del tempo, ispirarono Biscardi nel scegliere quale titolo della trasmissione che preparò per la neonata Rai3 Il CI VUOLE UN FIOREprocesso del lunedì. Gianni Rodari interviene anche su Millecanali, la più prestigiosa rivista italiana del settore radiotelevisivo, nata nel 1974, oggi del gruppo Il Sole 24 Ore, in merito alla realizzazione di alcuni documentari e cartoni animati rivolti ai giovani. Fino all’inizio del 1980 Gianni Rodari continuò le sue collaborazioni giornalistiche e partecipò a molte conferenze e incontri nelle scuole italiane, con insegnanti, genitori, alunni, gruppi teatrali per ragazzi. Suoi i testi pacifisti sono stati musicati da Sergio Endrigo e da altri cantautori italiani.
Il 10 aprile 1980 Gianni Rodari si fece ricoverare in clinica a Roma, per farsi operare alla gamba sinistra, data l’occlusione di una vena; morì quattro giorni dopo, il 14 aprile, per collasso cardiaco. Aveva 59 anni. Le sue spoglie sono sepolte nel Cimitero del Verano, tomba n° 60, reparto 131. Dal 1980 (anno della sua morte) sono state scritte decine di opere che parlano di Gianni Rodari, ed esistono anche centinaia di parchi, circoli, biblioteche, ludoteche, strade, e scuole materne ed elementari intitolate a lui. Il “Parco Rodari” più importante si trova ad Omegna, suo paese natale, mentre a Roma gli è stata intitolata la biblioteca comunale del Municipio Roma VII a Tor Tre Teste. Postumi sono usciti: Esercizi di fantasia, Filastrocche lunghe e corte (1981). Giochi nell’URSS: appunti di viaggio (1984),Chi sono io?: primi giochi di fantasia (1987), Io e gli altri: nuovi giochi di fantasia (1988), Il giudice a dondolo (1989). Nel 1990, in occasione del decennale della morte e del settantennale della nascita, escono varie ristampe delle sue opere, nel 1996 esce il film a cartoni animati La freccia azzurra, tratto dall’omonimo libro di Rodari, nel 1998 è la volta de Il teatro delle filastrocche: laboratorio delle parole e della fantasia. Nel 2001 in occasione del ventennale della scomparsa e dell’ottantesimo della nascita escono altre ristampe varie, cui seguono Il ragioniere pesce del Cusio, Un giocattolo per Natale, Il mago di Natale (Interlinea, Novara, 2001), Le avventure di Tonino l’invisibile (2004) e I cinque libri (raccolta del 2005). Nel 2010, 90º anniversario della nascita, 40º anniversario del ricevimento del Premio Andersen e 30º anniversario della morte, in Italia e all’estero, sono state realizzate numerosissime iniziative per ricordarlo; tra esse le nuove ristampe per l’occasione. Sebbene molte vie e piazze siano state a lui dedicate, la principale “piazza Gianni Rodari” sorge proprio a Omegna davanti all’omonimo “Parco della Fantasia” La Fondazione Aida ha realizzato il documentario Un sasso nello stagno, storia e storie di Gianni Rodari, partendo dall’archivio Rai, televisivo e radiofonico, e attingendo agli scritti, è stato realizzato un film che ripercorre le tappe della formazione di Gianni Rodari e l’evoluzione del suo pensiero poetico, guardando soprattutto agli aspetti che hanno inciso e continuano ad incidere sull’immaginario contemporaneo. L’opera è destinata a un pubblico ampio che va dalle famiglie alle scuole, dalle biblioteche alle università; quindi a genitori, insegnanti, educatori, ma anche a bambini e ragazzi guidati nella scoperta della biografia di uno dei più fedeli e geniali compagni dell’infanzia di tre generazioni.
La moglie e la figlia di Gianni Rodari ancora oggi vengono spesso invitate nelle scuole italiane intitolate allo scrittore, in occasione di iniziative “rodariane”.

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