Rai: le nomine (o la lottizzazione) del “governo del cambiamento”

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Girano grossi nomi  famosi e anche quelli di travet pentaleghisti, fra i nomi famosi quello del giornalista e fondatore di Forza Italia Paolo Del Debbio (gradito ai leghisti e a Silvio Berlusconi, azionista di minoranza della ditta Di Maio/Salvini dopo l’ok dato a Marcello Foa), per il conduttore Mediaset si parla della direzione del Tg1, comunque una poltrona per Del Debbio (direzione di rete o altro) pare sia stabilita. Il Tg1 è rivendicato dai 5 Stelle, ma Alessandro Morelli (ex direttore di Radio Padania e responsabile della comunicazione della Lega) ha dichiarato: “i 5 Stelle hanno giù avuto l’ad Salini. Le trattative fra Lega e 5 Stelle per spartirsi la Rai proseguono.  Il famoso manuale Cencelli prevedeva la ripartizione dei posti di potere a seconda delle percentuali ottenute dai partiti (e anche alle singole correnti).  Bettino Craxi parlò di 6431111, non era un numero di telefono ma la ripartizione dei posti in Rai (sei democristiani, quattro comunisti, tre socialisti, un socialdemocratico, un repubblicano e un liberale).  Con l’avvento della seconda Repubblica alla direzione del Tg1 andava un esponente della coalizione vincitrice delle elezioni, il Tg2 e Rai2 al centro destra, Rai3 e il Tg3 alla sinistra. La tradizione dunque assegnerebbe Rai1 ai 5 Stelle, Rai2 alla Lega, Rai3 alla sinistra. Resterebbe però fuori Forza Italia, inoltre vi è la competizione fra Lega e 5Stelle per avere Rai1. Rumors indicano quale possibile soluzione  Rai1 alla Lega, Rai2  a Forza Italia e Rai3 ai 5 Stelle. Sarebbe quindi escluso il Pd, evento di rilevanza storica: infatti è dal 1979 (anno di nascita della terza rete che i comunisti e i post comunisti imperano su Rai3.

Lega e 5 Stelle potrebbe trovare un accordo su Giovanni Floris alla direzione del Tg1 anche se Alessandro Morelli smentisce dichiarando: “per quanto riguarda la Lega ci poniamo degli obiettivi e le persone le valuteranno il cda e l’amminstratore delegato. I nostri obiettivi sono quelli della promozione in ogni occasione delle sedi regionali e dei centri di produzione che in questi anni hanno vissuto ai confini dell’impero. Questo è l’obiettivo primario, poi ci sono i telegiornali dove occorre ristabilire quella necessità di servizio pubblico che sia oggettivo e che dia voce a tutte le voci e non le cancelli come è accaduto durante il periodo renziano”.

Per il Tg1 si fanno i nomi di Francesco Piccinini e Gennaro Sangiuliano. E’ tramontata la candidatura di Alberto Matano a causa di faide interne grillne (nei 5 Stelle ci sono le correnti…). Francesco Piccinini direttore di Fanpage, una delle testate più lette sul web, piace molto a Di Maio, Beppe Grillo (che non ama i giornalisti) andò a fare visita alla redazione di FanPage a Napoli e poi portò tutti quei ragazzi a mangiare la pizza. Se la direzione del Tg1 a Piccinini, Sangiuliano sarà comunque alla guida del Tg2,
Circola anche il nome di Enrico Mentana, ,ma, sempre Alessandro Morelli, precisa: “magari  ci fossero direttori del suo livello a disposizione del servizio pubblico. C’è il piccolo problema che per il servizio pubblico sono stati fissati dei tetti di stipendi che magari, in rapporto a editori privati, sono sicuramente più bassi”.

Enrico Mentana piace anche ad alcuni deputati pentastellati, anche se è stato definito da una consigliera comunale grillina e da un rappresentante dei lavoratori (simpatizzante per i 5 Stelle) non obiettivo…

Dall’Usigrai però si invita il “governo del cambiamento a non assumere giornalisti esterni ed aumentare così le spese. “Noi ricordiamo che se si vuole cambiare un direttore innanzitutto bisogna spiegare il perché. Inoltre, se si vuole chiamare un direttore esterno bisogna spiegare per quale ragione nessuno dei 1700 giornalisti della Rai sia in grado di assumere quel ruolo. Per di più, continua il sindacato dei giornalisti Rai, con l’arrivo di un esterno si imporrebbe un aggravio di costi. E dato che si tratta di soldi dei cittadini, faremo tutte le verifiche per accertare l’eventuale danno erariale”.

Se ai soldi spese dai pentastellati per la comunicazione e varie consulenze si aggiungessero anche i compensi per i neoassunti in Rai aumenterebbe il defcit dello Stato, mancano i soldi per realizzare in toto abolizione legge Fornero (quota 41 infatti non si farà), reddito di cittadinanza e flat tax…

Una volta nominati i direttori delle trereti televisivee dei tre tg, si passerà alle direzioni delle reti minori (Rainews24, Rai4, Rai5, Rai Sport ecc.), vice direzioni, testate giornalistiche regionali, indi, lereti radiofoniche, considerate fino ad oggi le Cenerentole. Eppure sul rilancio della radio giura Alessandro Morelli (proveniente da Radio Padania), all’interno della rosa dei candidati per Radio Rai circola il nome di un giornalista che avrebbe un sostegno trasversale (ma non penta leghista), ciò suscita lo stupore e l’ilarità del diretto interessato.

Le nomine saranno decise per la fine di ottobre ci sarò tutto il tempo per placare l’appetito grillino. L’adagio, fin dal giorno successivo alle elezioni, sono le parole del vecchio sindacalista socialista Ferdinando Santi adattate ai grillini_ “io quelli li conosco bene, non hanno mai mangiato, ora si siedono alla tavola del governo, si abbufferanno e non si alzeranno più”.

Altre anticipazioni saranno date giovedì 11 ottobre alle ore 18 nel corso della trasmissione radiofonica L’angolo della scuola in onda su Radio Italia Stoccarda solo Musica Italiana.

Vi aspetto sabato 13 ottobre alle ore 22 su Radio Hemingway
per ascoltarci cliccate
http://www.radiohemingway.net

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