Pensioni ci sono i SE e i MA (tanti paletti) sulla quota 100, Salvini “non ci sarà quota 41” e così coloro che avevano creduto in Salvini cantano “volevo andare a vivere in campagna, ora vado da nonno Silvio e si vendemmia…”

 

Vi aspettiamo mercoledì 10 ottobre alle ore 13 su Radio Blu Italia
per ascoltarci cliiccate
http://www.radiobluitalia.net/conduttori-palinsesto/

Mercoledì 10 ottobre alle ore 13 su Radio Blu Italia parleremo di pensioni, quota 41 soprattutto, con Luciano Cecchin (del Comitato Lavoratori Uniti 41 per tutti) che al termine della trasmissione sarà ricevuto dal vicepremier e ministro del lavoro Luigi Di Maio. Le speranze dei “quota 41” sono esili, ormai nelle mani dell’esperto e diplomatico Cecchin e del vicepremier Di Maio. Matteo Salvini, infatti, oggi ha dichiarato ai microfoni di Rtl 102,,5: “Non ci sarà ‘quota 41’ già da quest’anno, non abbiamo la bacchetta magica: i tempi sono per l’anno prossimo, abbiamo 5 anni davanti”.

Nel corso della trasmissione durante la quale Luciano Cecchin parlerà anche dei suoi ricordi scolastici e della sua esperienza di studente lavoratore (precoce), si parlerà dettagliatamente di pensioni.  Non è la prima puntata dedicata all’argomento pensioni: settimana scorsa sono sorte alcune polemiche poiché un’ospite che dovrebbe rappresentare i lavoratori precoci rappresenta anche il Movimento 5 Stelle (per sua ammissione è consigliere…)

Scrive Roberto Occhiodoro del Comitato Lavoratori Precoci Uniti a tutela dei propri diritti: “A proposito dei LAVORATORI PRECOCI in particolare e dei 41isti più in generale oggi 8 Ottobre 2018 possiamo dire ( con un pò di amarezza) che la MONTAGNA HA PARTORITO IL CLASSICO TOPOLINO ( anzi neanche quello). Infatti, stando alle dichiarazioni del Sottosegretario al Lavoro Onorevole Durangon quota 41 per i precoci ed i 41isti ” costa troppo”. Riconosciamo a questo governo di aver adottato alcuni provvedimenti che riportano un minimo di giustizia sociale e che appoggiamo ( reddito di cittadinanza e pensioni di cittadinanza), ma nello stesso tempo non possiamo non notare che vengono disattese promesse fatte in campagna elettorale e il rincrescimento è ancora più grande ripensando ad alcune immagini che riprendevano leader dei partiti di maggioranza con indosso la nostra maglietta e che annunciavano “urbi et orbi” che 41 anni di lavoro, soprattutto se iniziato in età adolescenziale, erano il massimo sopportabile per una persona.  Ora ci dicono che mandarci in pensione ” costerebbe troppo”!  Beh…… questo ce lo avevano detto anche coloro che c’erano prima e come a loro noi rispondiamo che è FALSO! ( e siamo pronti a dimostrarlo in un incontro se e quando il governo dovesse decidere di incontrarci). Vorremmo qui ricordare brevemente alcuni punti che forse non sono stati bene considerati da questo governo:

A) 80 miliardi di risparmio procurati dalla legge Fornero dal 2012 al 2020 ( anche se decurtati delle spese per le salvaguardie degli esodati e per quelli spesi per l’APE Sociale ed Opzione Donna ne rimangono almeno ancora una sessantina)
B) 900 miliardi di risparmio procurati dalla legge Fornero fino al 2060 pari a 60 punti di pil ( guarda caso quell’abbattimento che l’Europa richiese nel 2011 nella famosa lettera)
C) Spesa pensionistica DIMINUITA per via dell’ AUMENTO della MORTALITA’ nel 2015 e nel 2017 e per l’innalzamento dei requisiti che servono per uscire dal mondo del lavoro effettuati dalla legge Fornero
D) Ancora non si parla della separazione tra PREVIDENZA ed ASSISTENZA ( che vale più del 4% della spesa totale della Previdenza ( circa 8 miliardi)
E) con questa specie di quota 100 ( che in realtà è quota 38 in quanto 38 è l’unico elemento fisso nel rapporto età/contributi) si privilegia chi è entrato nel mondo del lavoro a 24 anni ( 62-38= 24) rispetto a chi invece ha iniziato il proprio percorso lavorativo a 14/15/16 anni (e certamente non in posti di “responsabilità” o di “concetto”, ma “sporcandosi le mani” con i lavori più umili e soprattutto più FATICOSI)
Capiamo che sicuramente i 62enni sono di più rispetto ai precoci ma per favore allora non parliamo di un ritorno all’ ETICA che deve guidare le mosse di un governo: questo è solo ed esclusivamente calcolo elettorale.
F) Aumento dell’età pensionabile dovuto all’aspettativa di vita: vista la mortalità aumentata pensavamo che almeno venisse bloccato lo scatto del 2019: anche questo “costa troppo” per cui LAVOREREMO 5 MESI IN PIU’ .

Da una ” manovra del popolo” francamente ci aspettavamo un maggior RISPETTO verso coloro che alla fine della fiera saranno quelli che nel corso della loro vita potranno ( mestamente) affermare che detengono un record: saranno coloro che avranno lavorato di più in assoluto; e che detta manovra partisse proprio da coloro che PIU’ DI CHIUNQUE ALTRO avrebbe il diritto di godere della pensione. C’è molta delusione ed amarezza nel constatare che anche quello che credevamo fosse il ” governo del cambiamento” ha invece nei confronti dei LAVORATORI PRECOCI e dei 41isti lo stesso identico atteggiamento di chi in precedenza privilegiava i ” poteri forti”.A questo punto ci viene da pensare che è colpa nostra: forse dovevamo nascere dopo. Nel frattempo speriamo di essere smentiti dai fatti.Saluti a tutte/i.

Nel corso della trasmissione interverrà l’imitatore Gianfranco Guarnieri (con la voce di Beppe Grillo, Silvio Berlusconi e Matteo Renzi), Matteo Salvini (il vero Salvini, con sue vecchie interviste) e lo chansonnier Pardo Fornaciari che presenterà un remake de IL GATTO E LA VOLPE di Edoardo Bennato. Ancora una volta facendo satira qualcuno ha indovinato, il ritornello recita: “quanta fretta ma dove corri, dove vai? Se aspetti novanta giorni capirai, lui è Giggino e io Matteo stiamo in società di noi ti puoi fidare, fai un contratto e vedrai… noi la Fornero ti assilla, ci pensiamo noi… povero credulon…”

E così, salvo colpi di scena, il “governo del cambiamento” ha gabbato i lavoratori  precoci preferendo mandare in pensione, al posto dei lavoratori con 41 anni di contributi, coloro che hanno 38 anni di contributi…

Il più prudente e diplomatico Luciano Cecchin, che ascolterete in radio, comunque non dispera ancora e non tira (giustamente) conclusioni affrettate, mercoledì, al termine della trasmissione, si incontrerà con Luigi Di Maio.

Riascolteremo anche spezzoni di alcune interviste a Matteo Salvini concesse a Massimo Emanuelli e Roberto Poletti in merito a Rai, scuola e, naturalmente, pensioni. Salvini diceva fra l’altro: “dopo avere per anni insistito per l’abolizione della legge Fornero se andrò al governo e non la abolirò chiunque sarebbe titolato a dirmi: quello è un buffone”.

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Dopo avere fatti parlare i precari della scuola e diplomati maestri magistrali, gabbati dai 5 Stelle, ecco un’altra putata dedicata al tema delle pensi ni.  Eleonora Melidoni, rappresentante de precari delle Gae ha dichiarato in trasmissione: “I 5 Stelle sono stati peggio del Pd” (che di danni con la “buona scuola” ne aveva fatti tanti…  Nel corso delle prossime puntate avremo ospite Ettore D’Aleo (rappresentante dei diplomati magistrali, maestro e psicologo), Gianni Cafaro (Movimento Disabili Italiani), Carlo Marnini (Partito Liberale Italiano), diamo voce a chi non ha voce è il nostro motto.  Da 28 anni prima su radio locali quindi su radio web informiamo e diamo spazio a chi è escluso dai grandi media. Il tutto condito dalla satira di Gianfranco Guarnieri e Pardo Fornaciari. La satira l’abbiamo sempre fatta su tutti i governi (e scherzando spesso abbiamo indovinato l’amara realtà) nessuno aveva mai tentato di censurarci fino a quando non è arrivato chi vuole mettere un bavaglio  ai grandi media (ma ora anche ai piccoli) considerati “di regime”. Paragonare Massimo Emanuelli  ad Enrico Mentana, Gianfranco Guarnieri e Pardo Fornaciari a Maurizio Crozza  quali “esempio di faziosità” e di “satira illegale” per noi è stato solo un onore…. Etichettare Massimo Emanuelli ora col Pd (pro Renzi o pro Zingaretti), ora con la Lega di Matteo Salvini (ma qualcuno scrive anche con la Lega di Bossi), o con Forza Italia, ha fatto soltanto ridere esponenti locali e nazionali di quei partiti con i quali abbiamo fraternamente discusso e fatto satira. E’ il pensiero del totalitarismo di esponenti di un gruppo politico immemori che fummo fra i primi a dare loro ampio spazio. Fino a quando si criticava e si faceva satira su Renzi, Salvini e Berlusconi eravamo icone, quando  abbiamo iniziato  fare satira e ad avere dubbi sul “sacro verbo della rete” siamo diventati di regime. E’ il pensiero totalitario: chi non lo condivide è per forza del Pd, della Lega o di Forza Italia. A proposito di Forza Italia e del suo fondatore, Silvio Berlusconi, Pardo Fornaciari sta riscrivendo un brano di Toto Cutugno.

Voglio andare a vivere in campagna

voglio la pensione tolta da Forneragna

io grullo che ho creduto in Matteo, e non mi piace più

in questo governo bestiale

la solitudine ti assale e ti butta giù

che bella la mia gioventù

Voglio ritornare alla campagna

voglio zappar la terra e fare legna

ma vivo qui in città, la quota 41 non c’è più

non si può più comunicare con Matteo

qui non si può più respirare il cielo non e più blu

e io non mi diverto più

Al mio paese si balla, si balla, si balla

in questa notte un po’ gitana di luna piena

al mio paese c’è festa che festa che festa

tutti in piazza ed affacciati alla finestra

e un sogno e niente più

che bella la mia gioventù

Io che sono nato in campagna

ricordo nonno Silvio e la vendemmia

ma vivo qui in città, dove sei nata tu

ma la nevrosi e generale

la confusioni che ti assale ti butta giù

e io non mi diverto più

Vi aspettiamo mercoledì 10 ottobre alle ore 13 su Radio Blu Italia

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