Natalino Otto

natalino ottoNatale Codignotto nacque a Sampierdarena (Genova) il 24 dicembre 1912, inizia a lavorare come sarto, quindi prende lezioni di musica, poi si accoda ai complessi di Genova e fa il batterista. Assunto il nome d’arte di Natalino Otto a sedici anni si imbarca su un transatlantico Conte di Savoia come batterista di bordo, e in tale veste canta al megafono. Lavora sui transatlantici che fanno la spola fra l’Europa e l’America, conosce così la musica d’oltreoceano, i nuovi generi musicali jazz e swing.  Nel 1935 a New York conosce un jazzista che lo fa scritturare da una stazione radiofonica italo-americana, indi suona per un pubblico internazionale, già avviato alle canzoni di gusto moderno. Dopo due anni in America Natalino torna definitivamente in Italia con dischi, spartiti musicali e un microfono che va a sostituire un vecchio megafono, quindi si esibisce con Franco Grassi in Italia prima e in Abissinia, dove i soldati combattono, poi. Tornato dall’Africa si stabilisce a Roma dove suona con l’orchestra diretta da Armando Fragna, nel 1937 si esibisce a Viareggio presentò per un pubblico di bagnanti, accompagnato da Gorni Kramer, un repertorio in Copertina tv sorrisi e canzoni n.24 1955 flo sandon's e natalino otto sposigran parte americano, o di gusto americano. Fra i suoi grandi successi ricordiamo: Polvere di stelle (di Carmi Chael), Maestro Paganini (Mister Paganini) (Coslow-Devilli), La tristezza di San Luigi (Saint Louis Blues), Sturdast (Polvere di stelle). ra la fine degli anni ’30 e l’inizio degli anni ’40 Natalino Otto porterà al successo brani italiani sui ritmi delle cover americane da lui cantate fino a quel momento. Per un decennio Natalino Otto è stato la voce moderna della canzone italiana. Ideatore della melodia sincopata dando una svolta alla canzone italiana fino a quel momento ancorata alle melodie di Carlo Buti e di Carlo Latilla, fu l’iniziatore del genere swing in Italia. Fra i maggiori successi italiani di Natalino Otto ricordiamo: Domani la rivedrò, Rosamunda, Soltanto un bacio, Lungo il viale, Arriva Cosimo, Op op trotta cavallino, Il ritmo dell’amore, Gioia del ritmo, Professor ritmo, Mister swing, La scuola del ritmo, Violetta prestami un bacio, Pennsylvannia Polka, Copertina tv sorrisi e canzoni n.3 1955 natalino ottoHo un sassolino nella scarpa, Mamma voglio anch’io la fidanzata, Bambina tu mi piaci, Che ritmo!, Un campo di stelle, La canzone del boscaiolo, In cerca di te (Solo me ne vo per la città), Violetta prestami un bacio, Adeste Fideles, Ritmo per cinque, Ma cos’è questo ritmo, Rimpiangerai bambina, Genovesina, La signora dell’Upim, Don Ciccio pasticcio, Olga Fornacelli. Protagonista del film Tutta la città canta di Riccardo Freda, con Vivi Gioi, per il grande schermo recitò anche in La casa senza tempo per la regia di Andrea Forzano. Boicottato dall’Eiar per i suoi atteggiamenti esterofili Otto costruì il suo successo quasi interamente coi suoi dischi. Natalino Otto divenne comunque talmente popolare che, come per Rabagliati (Quando canta Rabagliati) il suo nome finì nei titoli di alcune canzoni: Natalino studia canto, Natalino canta, Natalino slow.  Nel clima dell’immediato dopoguerra Natalino Otto conosce ancora discreto successo grazie al clima di avida curiosità per la musica americana, ma una volta che arrivarono sul mercato i motivi originali d’oltreoceano, i successi di Natalino scemeranno, resterà comunque sulla scena anche negli anni ’50, interpreterà Pinocchio (dedicata al burattino di Collodi), nel 1955 tornerà sul grande schermo interpretando un cameo in Carosello del varietà per la regia di Aldo Quinti e Aldo Bonaldi.   Nella seconda metà degli anni ’50 Natalino Otto arriva al Festival di Sanremo, ma il palco sanremese non fa per lui. Vi sale per la prima volta nel 1954 e, pur portando in finale quattro delle cinque canzoni assegnategli (Mogliettina, Una bambina sei tu, Notturno per chi non ha nessuno, Donnina sola Con te, una canzone di Totò che interpreta in duetto con Flo Sandon’s sua futura moglie) ma non ottiene grande successo. Nel 1955 è ancora a Sanremo con Canto nella valle (terzo posto), I tre timidi, Una fotografia nella cornice, e con Ci ciu ci cantava un usignol, che ottiene  un discreto successo discografico.  Il 2 giugno 1955 Natalino Otto si sposa a Roma con Flo Sandon’s, i due cantanti vengono scritturati dalla Rai, Natalino tornerà a Sanremo portando al successo Il pericolo numero uno, Un certo sorriso Un filo di speranza. Nel 1958 presenta a Sanremo una canzone swingante, Fantastica, in coppia con Jonny Dorelli, nel 1959 ultima apparizione a Sanremo con Avevamo la stessa età, Così così La luna è un’altra luna, motivetti ritmati. I gusti del pubblico stanno cambiando, è esploso il “ciclone Modugno”, Natalino incide ancora qualche disco di successo come Amami o lasciami, La rosa tatuata, La più bella del mondo, Refrain, Mia cara Carolina, Bacio di fuoco, Perché tu non vuoi, Che peccato, Istambul, Un bacio a mezzanotte, L’autunno come è triste, Il tuo bacio è come un rock, che incide con il solito swing. Fra gli altri suoi successi ricordiamo: Io cerco la Titina, Dottor swing, Stormy weather,Ho comprato un piano elettrico, Il valzer del boogie-woogie, Laura,Per chi canto, Pensylvannia polka, Tristezze, Mamma mi piace il ritmo, Voglio amarti così, Suona balalaika, A-Ka-li-Ka-Li-Ko, Illusione (deep purple), Ohi Marì, Hanno rapito la luna, Ho licenziato la cameriera, Conosci mio cugino, Alfabeto musicale, Son belle, Mogliettina, Buona notte avvocato,   La classe degli asini, Una fotografia nella cornice, Canto nella valle, Mon amour, I tre timidi, Canto ma sottovoce, Non ti posso dar che baci, Mamma mi sono fidanzato, Non è Angelina, Pioggia d’ottobre.

natalino otto discoNegli anni ’50 fonda le case discografiche Bolero (la prima ad incidere le canzoni di Fred Buscaglione) e Telerecord. Negli anni ’60 ripropone suoi vecchi successi alternati a nuove canzoni (Niente, Quando se ne va l’estate, Ehi tu, Personalità, successo di Caterina Valente di cui da una splendida versione), nel corso della sua carriera Natalino Otto ha inciso oltre 3000 canzoni. Soprannominato il “Sinatra” italiano grazie alla sue riletture di classici americani, negli ultimi anni della sua vita Natalino Otto si dedicò alla vendita di dischi in un piccolo negozio da lui gestito, solo di tanto in tanto, quasi per scherzo, tornò in sala d’incisione, non per riprendere i suoi successi irripetibili, ma per trasferire in ritmi di bossa nova brasiliana certe canzoni in dialetto genovese. Negli ultimi anni della sua vita diresse un locale alla moda di Milano, Il Conte Biancamano. Qualche mese prima di morire si era messo a cercare i suoi vecchi dischi che, come tanti, non aveva conservato. Aveva un progetto che lo faceva sorridere e lo emozionava: un microsolco dedicato alle prime canzoni sincopate italiane, in questo disco Otto avrebbe naturalmente avuto una parte di primo piano. Ma il destino volle che tale lavoro non fosse portato a termine: Natalino Otto si spense infatti a Milano il 4 ottobre 1969.

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