Flo Sandon’s

1953 SORRISI 9 flo sandon's

Flo Sandon’s (nome d’arte di Mammola Sandon, Vicenza, 28/6/1924- Roma, 16/11/2006): figlia di un ritrattista di chiese, a pochi mesi venne portata dal padre a Cleveland, in America, qui si guadagna il diminutivo di Flo, ricavato dalla traduzione di Mammola in “flower”.    Nel 1936 il padre parte per l’Africa, mentre lei torna in Italia con la madre e il fratello, vive a Roma dove studia lingue, e si impiega presso la Croce Rossa Americana come interprete, qui canticchia e viene invitata ad esibirsi per la festa di compleanno del comandante interpretando Sturdast (Polvere di stelle) è il 1944. Nel 1946 si esibisce in un quartetto vocale, quindi si trasferisce a Milano per perfezionare la sua voce. Una sera al Trocadero, un locale alla moda sotto la Galleria (oggi scomparso) dove suonano fra gli altri Fausto Papetti al sax, Lelio Luttazzi al pianoforte e Pupo De Luca alla batteria, prova il brano Laura, accompagnata da Luttazzi al pianoforte. Viene scritturata per 4000 lire a serata, firma un contratto con una casa discografica incidendo in inglese le canzoni americane allora in voga.  Nel 1948 entra alla Rai esibendosi prima con l’orchestra Segurini, poi con quella Zeme, infine con quella di Kramer, qui incontra per la prima volta Natalino Otto,  che fa parte dell’organico.  Flo Sandon’s esplode incidendo la prima versione italiana di Verde luna, dal film Sangue e Arena. L’originale cognome d’arte nacque da una svista tipografica sull’etichetta del suo primo disco.  Negli anni ’50 si trasforma in cantante melodica, senza rinunciare al suo esotismo e al suo swing, nel 1951 le viene assegnato il microfono d’argento. Nel 1952 presta la voce a Silvana Mangano nel film Anna per la regia di Alberto Lattuada (con Vittorio Gassmann e Raf Vallone), interpretando T’ho voluto bene (incisa successivamente da Nat King Cole con il titolo di Non dimenticar) e Il negro zumbon, due brani che fanno il giro del mondo e che le fruttano il primo disco d’oro italiano. Nel 1953 approda al Festival di Sanremo che vince con Viale d’autunno, in coppia con Carla Boni, interpretata con particolare swing, qui incontra nuovamente Natalino Otto di cui si innamora. Nel 1954 è di nuovo a Sanremo dove porta in finale Non è mai troppo tardi e Con te scritta da Totò.  Il 2 giugno 1955 Flo Sandon’s si sposa con Natalino Otto, dopo la nascita della figlia Silvia, Flo si ripresenta a Sanremo nel 1957 con Estasi e Ancora ci credo, porta al successo inoltre Casetta in Canada.  La coppia Otto-Sandon’s il 24 settembre 1958 in una sala da ballo di Cremona rimane incuriosita da un complesso di studenti di ragioneria alla cui voce solista, Anna Maria Mazzini, offrirono un provino discografico. Fu il lancio di Baby Gate, poi Mina.   Nel 1958 Flo Sandon’s vince la prima edizione del Burlamacco d’Oro.

Nel 1959 Flo Sandon’s pubblica Africal rituals songs, danze rituali africane, sempre nel 1959 porta al successo Pani e Galopeira, due popolari motivi sudamericani. Nell’estate 1959 lancia Il marombo (una danza latino-americana), Il tuo sorriso, Concertino (di Kramer) e Arrivederci (di Umberto Bindi). Durante le feste natalizie del 1959 parte con Natalino Otto per un lungo giro che tocca Svezia, Norvegia, Filippine, Danimarca, Olanda e Inghilterra.  Nel 1960 è ancora al Festival di Sanremo con A come amore, un pezzo swing di Bruno Martino, nel giugno 1960 vince il Festival di Napoli con Serenata Margelina. Grande successo ottiene anche con Un paradiso da vendere (di Umberto Bindi), ‘O suonno tiene vent’anne, Se non se chiama ammore, Controluce. Ancora a Sanremo nel 1962 e nel 1963, nel 1964 riprende i suoi pellegrinaggi per il mondo girando l’America e il medio oriente, partecipando ovunque a trasmissioni radiofoniche e televisive e tenendo applauditissimi concerti. Nel 1966 partecipa a Un Disco per l’Estate con Vieni con me, nel 1967 dopo l’ennesima trionfale tournèe in Canada, torna a Milano ed apre un negozio di dischi.  Nel 1969 muore  Natalino Otto Flo Sandon’s abbandona le scene limitandosi a qualche sporadica apparizione televisiva, deve vendere il negozio di dischi e la casa di Milano. Nel 1979 torna in sala d’incisione realizzando Io italiana io straniera, un piacevole album in cui rivisita alcuni suoi vecchi successi di respiro internazionale. Nel 1980 chiude il negozio e riprende a cantare professionalmente, seguono tournèe, recital e trasmissioni televisive. Sul finire degli anni ’80 si ritira definitivamente dalla scene. Fra i brani portati al successo da Flo Sandon’s ricordiamo ancora: Put the blame on mame boys, Verde luna, T’ho voluto bene (Non dimenticar), Maria Cristina, Buffalo Bill, Mi hai stregato, La samba dell’uccellino, Johnny Guitar, Baio for balancar. Altre canzoni celebri del repertorio della Sandon furono Vorrei volare, Kiss me, I love Paris, Passa il tempo, Concerto d’autunno, Verde luna, Domani, Que sera sera, Bevi con me.  Flo Sandon’s è stata una delle colonne della musica leggera italiana degli anni ’50, ritiratasi definitivamente dalle scene, negli anni ’90 si perdono le sue tracce, pare che negli ultimi anni si fosse ritirata in una casa di riposo. La notizia della sua morte, avvenuta a Roma il 26 novembre 2006, viene data tramite alcuni necrologi dai suoi colleghi di un tempo: Carla Boni, Gino LatillaGiorgio Consolini e Narciso Parigi, in televisione è stata ricordata soltanto da Fiorello e da Iva Zanicchi, per il resto niente. Flo Sandon’s ha interpretato un’epoca, incantando milioni di persone.

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