Paolo Bosisio

Paolo Bosisio

IL SIGNORE DEL TEATRO MILANESE

di Massimo Emanuelli

(tratto da L’Opinione delle Libertà 30/3/2003)

Paolo Bosisio, docente di storia del teatro e dello spettacolo all’Università Statale di Milano e al Piccolo Teatro di Milano, fra le sue innumerevoli attività ha fatto anche televisione.
All’inizio degli anni ’70 Paolo Bosisio come regista ha diretto un gran numero di Caroselli fra i quali ricordiamo alcune serie Brookylin, Bosisio ha inoltre realizzato uno spot per il Gianduiotto Talmone, andato in onda nel 1971, prodotto da Bruno Bozzetto. Una piccola serie dedicata a due fidanzatini, uno era Maurizio Nichetti, collaboratore e creativo dello studio Bozzetto. I due fidanzati passeggiano per Torino e mangiano Gianduiotti Talmone. Nella stagione 1988/1989 ha condotto su Telereporter Cronache dello spettacolo.


Paolo Bosisio nato a Milano il 4 marzo 1949, può essere considerato “il signore del teatro milanese”, oltre all’attività accademica, alla sua robusta formazione storico-filologica, ha compiuto diverse esperienze nel campo teatrale e culturale.
La sua prima abitazione milanese è in Via Bellini, dietro Via del Conservatorio: “il mio cognome è brianzolo, mio padre è al 50% brianzolo e al 50% piacentino, ma è nato a Milano, mia madre è nata a Milano da genitori parmigiani”. Nel 1953, all’età di quattro anni, mi trasferii in Via del Conservatorio 28, attuale Via Mascagni 15. Ricordo che allora, in pieno centro, a trecento metri da piazza San Babila, c’era un prato, l’attuale Via Mascagni negli anni ’50 era un prato fino a Viale Bianca Maria. Noi bambini non potevamo giocare su quel prato, allora non si permetteva ai ragazzi di frequentare la strada. Fin da bambino ebbi la fortuna di frequentare il Teatro alla Scala con la mia famiglia, mia nonna era un’appassionata di musica, fu quello il primo impatto con il mondo dello spettacolo. Il teatro milanese dove entrai per la prima volta fu il Teatro Nuovo, allora gestito da Remigio Paone, vi recitava la compagnia Besozzi-Toccafondi, si rappresentava un giallo. Mia madre era un’amica d’infanzia di Nino Besozzi, chiamato da tutti “il cumenda”, Besozzi allora era un signore di mezza età, mia madre me lo presentò in camerino, rimasi colpito da Besozzi, fu un ulteriore stimolo ad interessarmi al teatro. Besozzi è stato un grandissimo attore, purtroppo oggi dimenticato, ebbi la fortuna di incontrarlo nuovamente anni dopo sul set di un Carosello di cui facevo il regista, e gli ricordai del mio primo incontro con lui.
Paolo Bosisio frequenta le elementari presso la scuola di Via Enrico Dandolo, “in quinta elementare contattai la direttrice della scuola, Maria Saturno, amica di Sarah Ferrati, altro grande personaggio teatrale, e le chiesi il permesso di organizzare uno spettacolino per la scuola, animaii i burattini, facevo il presentatore, di fatto fu la mia prima regia, vinsi la medaglia d’oro della scuola e la direttrice mi soprannominò il bambino dalla testa vulcano”. Bosisio dopo avere frequentato il liceo Berchet si iscrive alla facoltà di lettere all’Università Statale di Milano, “ero indeciso se scegliere il Dams di Bologna, da poco nata, o se restare a Milano e fare un percorso di studi più classico, optai per Milano forse per una ragione di pigrizia, non volevo spostarmi dalla mia città natale. Laureatosi in lettere moderne Bosisio inizia la propria attività accademica come assistente del professor Bezzola, titolare della cattedra di letteratura italiana all’Università Statale di Milano.
Dal 1978 al 1986 collabora stabilmente con la “Gazzetta di Mantova” come critico drammatico, conseguendo l’iscrizione all’Ordine nazionale dei giornalisti. Sul versante accademico, partecipa a numerosi congressi nazionali e internazionali in veste di direttore scientifico, presidente e relatore, e tiene cicli di conferenze in Italia e all’estero (tra l’altro nelle Università della Sorbona di Parigi, di Harvard e Providence, USA, Dublino, Innsbruck, Varsavia, Cracovia, Londra, Stoccolma, Sydney, Pechino).
Nel 1987, dopo quindici anni di assistentato, Paolo Bosisio diventa titolare della cattedra di storia del teatro e dello spettacolo. Dopo Mario Apollonio, primo titolare di cattedra di Storia del teatro all’Università Cattolica di Milano, è Paolo Bosisio il secondo docente di tale materia a Milano, si può dire che è stato lui ad inventare tale cattedra alla Statale.
Bosisio all’attività accademica compie parecchie esperienze sul campo e conosce i grandi dello spettacolo milanese ed italiano: è aiuto regia di Fantasio Piccoli, realizza regie televisive, allestisce Il Conte di Carmagnola al Teatro Manzoni di Milano per la regia di Lamberto Puggelli, lavora al Piccolo Teatro di Milano, collabora con Luchino Visconti, Ernesto Calindri, Anna Proclemer, Maurizio Nichetti, Carla Gravina ed altri grandi dello spettacolo. Bosisio da un decennio insegna storia del teatro anche alla scuola del Piccolo Teatro, con cui collabora anche come drammaturgo. Bosisio è altresì coordinatore della “Sezione Spettacolo” entro il dipartimento di Storia delle Arti, della Musica, e dello Spettacolo, Paolo Bosisio ha dedicato al teatro tutta la sua vita professionale, accostandolo da differenti angolazioni e conducendo significative e differenziate esperienze. Dal 1974 nel corso della stagione estiva lavora a Gargnano, sede staccata dell’Università Statale di Milano, come docente, conferenziere e direttore, dal 1990 organizza anche I Quaderni del Teatro e La settimana del teatro, riunendo un centinaio di giovani studiosi, laureandi e studenti di discipline teatrologiche delle Università milanesi per porli a confronto con le figure più significative della scena contemporanea. Dal 1999 al 2002 Bosisio è direttore artistico del Teatro del Vittoriale di Gardone Riviera del quale reimposta interamente la programmazione e la struttura organizzativa, rilanciandone l’attività fino a quadruplicare in sole tre stagioni il numero degli spettatori (da 6.000 a oltre 23.000), facendone un polo significativo dello spettacolo teatrale, soprattutto nel settore dell’opera e del balletto.
Dal 1994 al 1995 Bosisio è Vice presidente dell’ISU dell’Università degli Studi di Milano, Bosisio ha inoltre messo a frutto le sue esperienze nel campo della comunicazione e dello spettacolo progettando e dirigendo numerosi eventi di grande impegno (conventions, presentazioni, mostre, sfilate, celebrazioni) per molte aziende italiane e internazionali, fra le quali Peugeot, Swatch, Alfa Romeo, Omega, Fiat, Tissot. Si è anche occupato di formazione del personale con particolare riferimento alle tecniche della comunicazione in pubblico, alla gestione delle riunioni, alle problematiche connesse con l’immagine televisiva. In tale veste ha progettato e diretto seminari e stages per molte aziende italiane, fra le quali Publitalia alle cui attività di formazione partecipa stabilmente come docente.
Per la sua esperienza nel settore della comunicazione audiovisiva, della pubblicità, dello spettacolo e dell’editoria, viene ripetutamente nominato Consulente Tecnico d’Ufficio presso il Tribunale civile di Milano.
Nel 2002 Bosisio ritorna alla regia dirigendo La vedova allegra di Franz Lehar, Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni e Pagliacci di Ruggiero Leoncavallo, Il paese dei campanelli di Lombardo e Ranzato, dal 2003 lavora per i teatri di Mantova e Piacenza.
Accanto all’attività di docente universitario Bosisio oggi è Direttore Artistico del Farnese Opera Festival di Piacenza e del premio Arlecchino d’oro promosso dalla Fondazione Mantova capitale europea dello spettacolo; dirige presso l’editore Bulzoni in Roma le collane: “Le fonti dello spettacolo teatrale” e “Quaderni di Gargnano – I protagonisti del teatro contemporaneo” e, presso l’editore Mursia di Milano, la collana “Invito a teatro”; fa parte del Comitato di redazione delle riviste di studi teatrali “Il Castello di Elsinore” e “Tess”; è docente presso la Scuola del Piccolo teatro, già diretta da Giorgio Strehler e presso il Master in comunicazione d’impresa di Publitalia; dal 1989 fa parte del collegio docenti del dottorato di ricerca in Teoria e storia della rappresentazione drammatica, di cui, dal novembre 2001, è il coordinatore; è socio effettivo dell’Accademia dei Filodrammatici di Milano; è consulente del Piccolo teatro di Milano per il quale ha operato e opera in molte vesti differenti.
Vastissima è la bibliografia di Bosisio, che comprende libri, saggi, articoli scientifici ed edizioni critiche di classici del teatro, oltre sessanta titoli, fra i quali ricordiamo: Cinque anni di teatro a Milano (1978-1983), La parola e la scena. Studi sul teatro italiano fra ‘700 e ‘900, Goldoni e il teatro comico, Teatro dell’Occidente. Elementi di storia della drammaturgia e dello spettacolo teatrale, Dizionario di teatro, Tutto il teatro di Giuseppe Patroni Griffi, Il teatro di regia alle soglie del terzo millennio, Dialogo con Massimo Castri, Dialogo con Gianfranco De Bosio, Dialogo con Luigi Squarzina, Dialogo con Mario Missiroli, Giorgio Strheler una vita per il teatro, Dialogo con Pietro Garinei, Dialogo con Maurizio Scaparro, L’Arlecchino di Goldoni da Mandajors a Strehler, e l’imminente, Il teatro di regia in Italia, in corso di pubblicazione.
A conclusione dell’intervista mi sorge spontanea una domanda: quale è stato il maggior personaggio del mondo teatrale milanese? Bosisio risponde Giorgio Strehler, mentre per quanto riguarda gli attori cita Tino Carraro e Mariangela Melato.

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