Toto Cutugno

Toto Cutugno

L’ITALIANO VERO

di Massimo Eanuelli

Un giovane Toto Cutugno premiato da Nini Turconi di Radio Stramilano.

Salvatore Cutugno, in arte Toto, nasce a Fosdinovo in provincia di Massa Carrara il 7 luglio 1943, suo padre è di origine siciliana, fa il maresciallo di marina, sua madre è una casalinga toscana. Dopo pochi mesi dalla nascita di Salvatore la famiglia Cutugno si trasferisce a La Spezia, per ragioni di lavoro del padre. E’ proprio il padre, ottimo suonatore di tromba, ad incoraggiarlo e a convincerlo a suonare la batteria da autodidatta. A tredici anni Toto partecipa a un concorso regionale dove arriva terzo. Toto si diploma in ragioneria, nel frattempo impara a suonare la fisarmonica, il pianoforte e la chitarra e la batteria, ed entra in gruppi musicali locali. Fino a diciannove anni suona in gruppi locali: “poi mi accorsi che la vita di provincia iniziava ad andarmi stretta. Entrai così nel gruppo musicale del maestro Manusardi, che mi propose una tourneè di sei mesi in Finlandia”. Toto inizia così a girare per l’Europa, torna in Italia a metà degli anni ’60 e sul finire del decennio da vita al gruppo dei Toto e Tati, che gira per l’Italia con un repertorio di successi e di brani da lui composti.
Nel 1969 Toto arriva per la prima volta a Milano: “si sentiva ancora il boom economico, anche se la contestazione era già iniziata, mi presentai al sesto piano di Galleria del Corso numero civico 4, dove c’erano le mitiche edizioni Curci, quelle di Giovanni D’Anzi. Avevo scritto alcune canzoni e le proposi al titolare della Curci, che mi diede fiducia, firmai subito un contratto. Realizzai così il mio sogno di fare l’autore, le mie canzoni vennero date ad altri interpreti, l’esibirmi con il gruppo era per me un diletto. Io ero timido e riservato, non volevo apparire, se ho iniziato a cantare le mie canzoni come solista, è stato un puro caso, Allorquando sono diventato vent’anni dopo conduttore televisivo devo dire che è stata la tv a farmi vincere definitivamente la mia timidezza, entrare nelle case della gente mi ha aiutato molto, ma ancora oggi non amo frequentare i luoghi mondani, ho pochi amici, ma i pochi che ho li conoscono e li frequento da molti anni.”
All’inizio degli anni ’70 Cutugno fonda il gruppo Toto e i Tati, poi Toto, quindi Albatros, con i quali gira l’Italia, scrive la sua prima canzone Questo fragile amore e l’album Come ieri, come oggi, come sempre. Nel 1974 con il gruppo dgli Albatros che presenta il brano Africa (grandissimo successo in Italia e in Francia), nel 1975 il brano Africa viene inciso da Joe Dassin e arriva al primo posto della hit parade francese con il titolo di L’etè indienne, un grande successo internazionale. Altro successo nel 1974 con gli Albatross: Volo A-Z 504 (terza a Sanremo nel 1976, pari merito con Sandro Giacobbe), cui segue Gran Premio (Sanremo 1977). Con gli Albatross, Cutugno si esibisce in tour, al Santa Tecla di Milano viene a vederli Mike Bongiorno, nel 1978 il gruppo si scioglie. “Decisi allora di continuare nella professione di autore di canzoni, era quella la mia aspirazione, data la mia timidezza…” Inizia un sodalizio con Pallavicini con il quale scrive canzoni di successo per il mercato francese: Nel cuore nei sensi (L’etè indiennne cantata da Joe Dassin, due milioni di copie vendute con centoventi edizioni di tutto il mondo). Altri motivi li scrive per Dalida, Jonny Hallyday e Shela. Il binomio Pallavicini-Cutugno dura però poco: “ Pallavicini disse in giro che come aveva creato me, poteva creare qualsiasi altro, e così iniziai a scrivere canzoni da solo in attesa che qualcuno le interpretasse. Pochi mesi dopo, all’inizio del 1978, mi telefonò Mike Bongiorno: ti ho sentito al Santa Tecla, tu hai la faccia da italiano, canti bene, scrivi delle belle canzoni, fammene una per la mia trasmissione Scommettiamo?. Proposi a Mike Donna donna mia, dicendogli che avremo dovuto trovare un interprete, per il mio carattere volevo continuare a fare soltanto l’autore. Provai la canzone a Mike che mi disse: “no, niente interprete Toto, questa canzone la devi cantare tu, mi convinse e il brano, che ebbe molto successo anche in Francia, divenne la sigla di Scommettiamo?, passai così dall’altra parte e cominciai. Non ero ancora molto convinto, tanto è vero che, appena iniziò la trasmissione me andai in vacanza in Polinesia, la canzone intanto era arrivata al primo posto in classifica, Mike disse: “Toto l’ho lanciato io, ora lo voglio ospite a Scommettiamo?. Mike era disperato, per parecchi giorni non riuscì a trovarmi: a Bora Bora non c’era il telefono, dovettero fare un ponte telefonico con Taithi. Quando tornai in Italia accontentai Mike ed intervenni ad una puntata di Scommettiamo?, ero così emozionato che, quando Mike mi annunciò: “ecco a voi Toto Cutugno!” mentre entravo in scena caddi a terra, Mike disse: “ma non sai neanche camminare”, Mike è un uomo straordinario: invece di dirmi se mi era fatto male, mi rimproverò, Mike è così: prendere o lasciare… Abbiamo in comune la passione per la pesca, il mare, la subacquea”” Per Mike Bongiorno Cutugno scriverà e interpreterà un’altra sigla di un altro programma di successo: Flash (sigla della trasmissione omonima).
Negli anni ’80 ha inizio la carriera di solista di Toto Cutugno che partecipa a parecchie edizioni del Festival di Sanremo, giungendo cinque volte al secondo posto, e vincendolo nel 1980 con Solo noi. Fra gli altri suoi successi: Innamorati (1980), Flash (sigla dell’omonimo programma tv di Mike Bongiorno, 1981), L’italiano (1983), Serenata (1984), Azzurra malinconia (1986), Figli (1987), Una domenica italiana (1988), Emozioni (1988). Le mamme (1989), quest’ulima è nata dal testo di una poesia che aveva scritto quando mancò, all’età di 48 anni, sua madre, è una delle sue più belle canzoni: “le mamme sognano, le mamme invecchiano, le mamme amano”
E ancora: La mia musica, Mi piacerebbe andare al mare il lunedì, Francesca non sa, Voglio l’anima. Fra i suoi album ricordiamo La mia musica (1981), L’Italiano (1983), Solo noi (1984), Azzurra malinconia (1986), Innamorata, innamorato, innamorati (1987).
Gli anni ’80 sono quelli magici per Toto, per l’Italia e per la canzone all’italiana di cui è uno dei massimi esponenti, Cutugno scrive oltre ai suoi grandi successi scrive anche bellissimi brani per altri artisti, per Adriano Celentano, ad esempio, ha scritto dodici canzoni “ad una sono particolarmente affezionato, Il tempo se ne va, l’ho scritta per Rosita, la figlia di Adriano. Un giorno era nella casa di Celentano ad Asiago, Rosita aveva da poco compiuto 14 anni e, come tutte le ragazze di quell’età, era nella fase della pubertà. Viveva i problemi di una ragazzina: il guardarsi allo specchio, il vedere se tutto cresceva bene, mettersi i vestiti della mamma, i tacchi a spillo. Adriano le disse: “vai a toglierti la cipria, sei ancora una bambina…”, poi si rivolse a me e disse: “hai visto mia figlia, sembra una signorina” con molto rimpianto e con molta malinconia. Una settimana dopo assieme al mio amico Minellono composi Il tempo se ne va. “e intanto il tempo se ne va, e non ti senti più bambina, si cresce in fretta alla tua età, non me ne sono accorto prima, e intanto il tempo se ne va, fra giorni e le preoccupazioni, fra giorni e preoccupazioni, le calze a rete han preso già il posto dei tuoi calzettoni” Cutugno ha scritto per Celentano: Soli; Amore no; Innamorata, incavolata a vita; L’orologio; Manifesto; Non é Se non é amore; Spettabile signore; Una parola non ci scappa mai; Un pó artista, un pó no; Non se ne parla nemmeno.
Cutugno, oltre che per Celentano, ha composto anche per: Domenico Modugno, Gianni Nazzaro, Ricchi e poveri, Paolo Mengoli, Ornella Vanoni, Fiordaliso, Stefano Borgia, Luis Miguel, Sandro Giacobbe, Claudia Mori, Drupi, Fausto Leali, Gigi Sabani, Gigliola Cinquetti, Marina Fabbri, Marcella, Santino RoCchetti, Franco Califano, Peppino di Capri. E, fra per i cantanti stranieri: Momo Yang, Palladium, Kenji Sawada, Tony Holiday, Peppermint 2, Gate N, Tony Pacino, Tom Rod, Shake, Mister X & Co, Lena Vilaitis, Anne Ventura, Benny, Carlos, Claude Francois, Yvelle Horner, Carene Cheryl, Dave, Jean Pierre Viale, Robert Carpentier, Vicky Leandros, Peter Condo, Petula Clark, Joies, Olivia Newton John, Ringo, Mayra, America, Ray Charles, Joe Dassin, Dalida, Mirelle Mathieu, Herve’ Vilard, Michel Sardou, Francois Miet, Lili’ Montes, Chocolat’s, Gilla, Miguel Bose’, Jocelyn. Ben 59 cantanti!
Cutugno è anche talent scout: è lui a portare al festival di Sanremo Louis Miguel (Noi ragazzi di oggi, secondo posto nel 1985), Stefano Borgia (altro secondo posto negli emergenti sanremesi), e al secondo posto sembra essere proprio affezionato: oltre ai suoi cinque di Sanremo già menzionati e ai due sopra citati, secondo è anche come autore allo Zecchino d’Oro, di una canzone interpretata da un bambino siciliano.
Gli anni ’90 si aprono con l’ennesima partecipazione a Sanremo con Gli amori, presentata in coppia con Ray Charles), quindi presenta gli album Toto (1990), Piacere Raiuno (1990), Non è facile essere uomini (1992). Nel 1995 è ancora a Sanremo con Voglio andare a vivere in campagna, cui segue l’album omonimo, è ancora al Festival nel 1997 con Faccia pulita, l’album del 1997 si intitola Canzoni nascoste.
Sempre negli anni ’90 diventa un personaggio televisivo: Domenica In, Piacere Raiuno, fino a I fatti vostri, da cui si congeda nel 2000. Nella sua carriera Cutugno ha inciso 14 dischi, fra i quali due in spagnolo ed uno in francese, Cutugno è l’unico italiano, dopo la Cinquetti, ad avere vinto l’Eurofestival, nel 1990 a Zagabria, con il brano 1992 Unite Europe. Sul finire del decennio decide di esibirsi esclusivamente all’estero, mancava dall’Italia da quattro anni. Ma perché l’Italia è così poco grata con chi la porta nel mondo con grande dignità e successo? “Non sono l’unico, ci sono anche Eros Ramazzotti, Zucchero, Laura Pausini, I Ricchi e Poveri, Albano e altri. Io scrivo canzoni popolari, a Sanremo ho litigato con un giornalista, e da allora molti tuoi colleghi hanno iniziato a scrivere che sono la brutta copia di Celentano, che parlo solo di mamme, nonne, figli, zie. Ma quando ricevono molte lettere mi accorgo che la gente mi vuol bene, l’importante per me è che la gente capisca che le cose che faccio le faccio con il cuore, in modo molto semplice, io non ho fatto il Conservatorio, sono un autodidatta e so scrivere questo tipo di canzoni, le canzoni mediterranee, le canzoni che ci appartengono, le canzoni italiane, e ne sono fiero di scriverne ancora.”
Per lui è stata coniata l’etichetta di cantante per l’italiano medio per lui creata: “ne vado orgoglioso: “nel settembre 1999 era a fare un concerto ad Hammamet, Bettino Craxi mi ha voluto conoscere, sono andato da lui. Abbiamo passato ore a parlare dell’Italia, di cosa succede fra la gente, di come sono cambiati i nostri gusti. Ero fiero di fargli sentire il polso comune, presentargli in qualche modo la società di quelli che non fanno tendenza, dei non vip. Io sono italiano, ed ero contento quando in Francia tutte le ragazze cantavano: je suis un italien.”
Con il nuovo millennio Cutugno è trascurato dal mercato italiano ma ha continua a vendere in Spagna, Francia, Germania, e in Russia, nell’estate 2003 ha spopolato in Kazakistan con un tour. In Italia non gli hanno mai perdonato il “canto da italiano vero”, l’essere nazional-popolare, forse si arriverà ad una rivalutazione che Cutugno merita.
Il suo brano più noto, L’italiano, è stato riproposto in versione remix nel 2002 da un d.j. americano con grandissimo successo. Nel corso della sua carriera Toto Cutugno ha vinto oltre 60.000.000 di dischi.
Ogni giorno alla Siae arrivano da ogni parte del mondo richieste per i suoi dischi, i suoi dischi li vogliono gli emigranti che rivivono l’Italia grazie alle sue canzoni, li vogliono i figli di emigranti che l’Italia non l’hanno mai vista. Cutugno ha suonato al Boscioi di Mosca, all’Olympia di Parigi, in oltre centinaia di teatri mondiali, ha battuto diversi record: primo cantautore puro a vincere il festival di Sanremo (edizione 1980), 27 canzoni da lui firmate presentate al festival di Sanremo, primo e unico cantautore italiano a vincere l’Eurofestival (nel 1992).
Questo 2004 è stato l’anno del suo rientro in Italia, seppur part-time: “continuo infatti ad esibirmi all’estero”, la sua Gli amori è diventata colonna sonora del film Non ti muovere per la regia di Sergio Castellitto con Penelope Cruz, che vuole inciderla per il mercato americano. Dopo cinque anni in giro per il mondo a rappresentare la musica melodica italiana, Cutugno si è presentato nuovamente al pubblico italiano con un nuovo album, Il treno va, contenente dieci brani inediti e tre vecchi successi, fra cui L’italiano. L’abbiamo recentemente visto accanto a Paola Perego nello show del sabato sera Sanremo estate, ha partecipato al Gran Premio della canzone italiana vincendolo con la sua nuova canzone, è stato membro della giuria al festival per voci nuove di Castrocaro. Nell’ottobre 2004 Cutugno torna ad esibirsi in un tuor mondiale, nel 2005 partecipa al festival di Sanremo con Come noi nessuno al mondo.
Cutugno è recentemente tornato ad esibirsi a Milano, il 14 luglio, nel corso di una stupenda serata all’Ottagono, in Galleria Vittorio Emanuele, proprio a due passi da dove ha iniziato la sua avventura discografica e milanese. Toto è uno dei cantanti che, complice il mio maestro Maurizio Seymandi, posso dire di avere “visto ragazzotti”, come recitava il titolo della canzone sigla di Superclassifica show del Telegattone. Sessantun anni portati benissimo, è ancora molto giovanile, semmai sono io ad avere perso i capelli… Mi ricorda che Seymandi lo batteva sempre a tennis ed altri anedotti su Mike. Nonostante debba iniziare il concerto e poi ripartire per Mosca, dove si esibirà l’indomani, Toto è, come sempre, disponibile. “Dopo Mosca andrò a Castrocaro, quest’estate mi esibirò nel sud d’Italia: Calabria, Sicilia, Puglia”, italiano fra gli italiani… Quando arrivai a Milano era già una città mista, composta da tantissimi meridionali, anche se io ho sposato una milanesona. Oggi è una città multietnica, siamo diventato come le altre grandi metropoli dove mi sono esibito. L’Italia è un grande mercato comune, dobbiamo parlare d’Europa, anche ai cantanti giovani dico: “se avete difficoltà in Italia, potete tentare la fortuna in Francia, in Germania, in Spagna. Oggi c’è la possibilità di viaggiare, le distanze si sono accorciate in maniera incredibile, l’unico problema è il caro euro. Un disastro… Non riesco poi a capire come mai tantissimi giovani che hanno un talento musicale enorme vogliono scimmiottare troppo gli americani e dimenticano che noi abbiamo la nostra musica mediterranea che ci invidia il mondo intero, i ragazzi oggi si rifiutano di fare questa musica…”
Cutugno ha riproposto alcune sue hits, poi ha suonato al pianoforte O mia bella Madonnina, e ha cantato Innamorati a Milano di Memo Remigi, è riuscito, come suo solito, fra i pochissimi in Italia, a far cantare il pubblico. Cutugno è accompagnato dagli amici di sempre: Franco Nisi, che lo introduce, Giuseppe il suo assistente, poi chiama sul palco l’imitatore Luca Birago, lo chiama sul palco, Birago si esibisce in Io amo, canzone scritta da Cutugno, imitando Fausto Leali, Claudio Baglioni e Vasco Rossi, con le cui voci canta. Birago mi dice: “io devo ringraziare Toto Cutugno per la mia piccola storia, ci siamo conosciuti a Napoli, mi portò a Domenica In, credette subito in me e mi lanciò”. Cutugno si esibisce in Gli Amori, e ricorda Ray Charles, recentemente scomparso, un grande della musica leggera, interprete di due sue canzoni.
Milano oggi? “Ci vengo raramente, come del resto sono raramente in Italia, essendo spesso in giro per il mondo a suonare. Conservo però ancora il mio ufficio in Galleria del Corso, oggi è chiuso, ma c’è ancora il mio nome sulla porta, dentro vi sono le fotografie, i ritagli di giornali, le hit parade, francesi, tedesche ecc. che ai conservo giustamente”
Programmi per il futuro? Un nuovo tour mondiale a partire da ottobre. Cutugno è un classico della storia della canzone italiana, come grandezza deve essere paragonato a Morandi e a a Celentano, ma temporalmente più che con gli anni ’60, decennio di questi artisti, Cutugno è per antonomasia il cantante italiano de

Ha partecipato al Festival di Sanremo 2010 con il singolo Aeroplani. Durante la serata dedicata ai duetti, è stato accompagnato da Belén Rodríguez. Il brano viene eliminato dalla finale. Subito dopo esce la raccolta antologica I miei Sanremo. Il 30 novembre 2010 pubblica una raccolta di brani rari intitolata RitrattoNel 2013 torna al Festival di Sanremo come ospite, riceve il premio alla carriera e canta conil coro dell’Armata Rossa L’italiano e Volare.  Nel 2016 esce Le nostre mani, brano benefico scritto con  Christian Moretti e Gianni Pescini ed intreptato dallo stesso Cutugno con Albano e   da Fausto Leali, semprenel 2016 scrive perAdriano Celentano e Mina ilrbano Ti lascio amor

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