Peter Van Wood

PETER VAN WOOD: L’ECO E IL RIVERBERO DELLA CHITARRA ELETTRICA, STELLA DELLA MUSICA

PETER VAN WOOD

Peter Van Wood negli anni ’70 si era esibito sulla mitica TeleAppula.

Il 10 marzo 2010 è morto dopo lunga malattia al Policlinico Gemelli di Roma il chitarrista e astrologo Peter Van Wood, aveva 83 anni. Il simpatico personaggio, opinionista dei salotti televisivi italiani era nato all’Aia in Olanda nel 1927. A quattordici anni comincia a suonare la chitarra, a studiare al conservatorio e ascoltare i grandi chitarristi jazz. Fa i primi passi in piccole formazioni in Olanda e all’estero. Nel 1946 si esibisce al Palladium di Londra: è uno dei primi ad usare la chitarra elettrica e gli effetti speciali con l’eco e il riverbero. Tra il 1947 e il 1948 si esibisce in tutto il mondo con concerti anche all’Olympia di Parigi e alla Carnegie Hall di New York. Nel 1949 si stabilisce per la prima volta in Italia e dopo una serie di spettacoli a Napoli viene contattato per formare un trio da Renato Carosone e Gegè Di Giacomo, e incide con loro vari dischi per la Pathé. Nel 1954 si da alla carriera di solista con canzoni che segnano un’epoca come “Butta la chiave”, diventata celebre anche per il dialogo tra Van Wood e la sua chitarra che si immagina dia le risposte di una ragazza che non vuole farlo entrare in casa: “Gelsomina… Apri il portone… va bene, butta la chiave allora…” è l’incipit della canzone; è il primo ospite per l’apertura della Bussola di Sergio Bernardini in Versilia: Peter fa impazzire il pubblico con “Butta la chiave” e la sua chitarra elettrica e poi “Via Montenapoleone”, “Tre numeri al lotto”, “Carolina” e “Capriccio”.  Nel 1950 Van Wood venne ingaggiato unitamente ai compagni Carosone e Di Giacomo da Nevio Franceschi, già titolare de “La Capannina” di Forte dei Marmi (Lucca),  che aveva impiantato in una stupenda villa di proprietà dell’attrice Grace Field e del comico Monty Bank un nuovo locale a Capri: “La canzone del mare”, un night club che segnò praticamente l’inizio di una stranissima era mondana tra la quieta isola tirrenica e la Versilia. Lo sconosciuto trio per due anni richiamò un pubblico d’eccezione.  Il grande successo  lo portò stabilmente in Versilia come primo ospite per l’apertura della Bussola di Sergio Bernardini a Marina di Pietrasanta (Lucca) dove faceva impazzire il pubblico con la sua chitarra elettrica. Passò poi al Caprice di Viareggio nelle vesti oggi poco ricordate di amabile musicista e tomber de femme: il suo debutto ebbe del favoloso. Negli anni 1955-56 fu di scena al Principe di Piemonte di Viareggio a raccogliere nuovi successi.  Nel 1957 al Carillon di Marina di Pietrasanta.  Mentre la Versilia è inebriata dal boom dei suoi migliori anni ruggenti, Peter nel 1959 partecipò ad un’ultima partita di calcio de “L’allegra olimpiade”, torneo tra giornalisti e professionisti da una parte e musicisti e cantanti dall’altra, e decise di lasciarla per trasferirsi a Milano.  A Milano apre negli anni Sessanta un locale, l’Amsterdam 19, in Galleria Passarella, dove spesso si esibisce come cantante chitarrista. Studioso della stupenda scienza delle stelle ama i suoi libri di astrologia alla quale si dedica in pieno formulando oroscopi per giornali e riviste. Nel 1982 incide la sigla del programma televisivo La Domenica Sportiva. In tv torna alla ribalta nel 1993 con la partecipazione alla trasmissione Quelli che il calcio, condotta da Fabio Fazio che sulla falsariga del suo cognome crea la squadra calcistica Atletico Van Goof. Nel 2007 fa causa al gruppo inglese Coldplay per plagio in Clocks della sua canzone Caviar and Champagne (Ruggero Righini).

 http://www.youtube.com/watch?v=h8W5PhobY08

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