Eugenio Finardi spopola a Radio City, la tre giorni della radio a Milano

eugenio finardi

Nostalgici del rock, della vecchia radio, persone che hanno superato gli anta, ma anche giovani e giovanissimi hanno ascoltato ieri alla Triennale di Milano Eugenio Finardi in diretta anche su Radio In Blu.  Finardi ha parlato di musica ma anche del suo amore per la radio.  Fare radio non è semplice non ci si improvvisa, la radio si inizia a fare da giovani.  Finardi che conduce su Radio Inblu La musica è ribelle ha iniziato a fare radio quando era ancora studente universitario negli States, sono poi seguite le esperienze di Radio Milano Centrale e di Radio Popolare. “La radio è un’esperienza positiva che mi porta a quell’epoca di grande liberta, perché non ho avuto alcun tipo di condizionamento né sui contenuti né sui testi. Ho avuto in passato varie offerte per condurre trasmissioni che, però, erano codificate, limitate. Fare invece radio totalmente liberi, cioè senza mediazioni, è una forma d’arte. Perché permette di condividere un’esperienza con gli ascoltatori”.

Eugenio Fianrdi

INNAMORATO DEL BLUES E DELLA RADIO


Eugenio Finardi fu uno degli animatori di  Radio Milano Centrale, storica emittente milanese dalla quale nacque successivamente Radio Popolare. La canzone La radio gli venne in mente mentre usciva dagli studi dell’emittente milanese, tornato a casa la scrisse di getto. La radio si può considerare il simbolo delle emittenti libere degli anni ’70, Finardi la eseguì anche dal vivo negli studi di Radio Milano Centrale. Dall’ottobre 2017 Finardi conduce il programma La musica è ribelle per il circuito radiofonico Inblu.  

Eugenio Finardi nasce a Milano il 16 luglio 1952, cresce in una famiglia d’arte (padre italiano Enzo, un tecnico del suono bergamasco, madre americana, Eloise Degenring), la sua prima casa milanese è in via Vincenzo Monti.

“Amavo la musica già prima di nascere. Sono stato assalito dalla musica quand’ero nell’utero di madre, un soprano che non ha mai smesso di intonare arie. La musica è componente innata della mia vita, quasi una condanna”. Nel 1960 Eugenio ha nove anni ed esordisce con una canzone per bambini, Palloncino rosso fuoco. Adolescente Eugenio, con Alberto Camerini e Walter Calloni, da vita al gruppo Il Pacco che si esibisce nei locali dell’hinterland milanese e del nord Italia. Fra il 1969 e il 1970 inizia a suonare imitando con la voce e con l’armonica il decano del blues americano John Mayall, all’inizio degli anni ’70 esegue pezzi alla Joe Cocker con il complesso di Marino Marini al Wanted di Milano. Eugenio frequenta l’università in America e trasmette da una radio una radio universitaria statunitense facendo ascoltare musica italiana e straniera. Rientrato in Italia incide il suo primo album, in inglese, nel 1973 con la Numero Uno, la casa discografica di Battisti. Entra quindi in contatto con Claudio Rocchi e gli Stormy Six, darà anche vita al gruppo di effimera durata Il Pacco. Nel 1974 pubblica non gettate alcun oggetto dai finestrini con la collaborazione di Alberto Camerini (chitarristista poi anch’egli cantautore) per la Cramps, una delle cosidette “etichette alternative”. Inizia a fare serate, il suo primo successo di folla è al concerto del Parco Lambro del 1975.
Fra il 1975 e il 1976 esplode a Milano il boom delle radio libere, Eugenio trasmette ed è uno degli animatori di Radio Milano Centrale, storica emittente milanese dalla quale nacque successivamente Radio Popolare. La canzone La radio gli venne in mente mentre usciva dagli studi dell’emittente milanese, tornato a casa la scrisse di getto. La radio si può considerare il simbolo delle emittenti libere degli anni ’70, Finardi la eseguì anche dal vivo negli studi di Radio Milano Centrale.
Nel 1976 esce il secondo album di Finardi, Sugo, che contiene Musica ribelle , sorta di manifesto musicale delle “nuove generazioni”, nonché la già citata LA RADIO. Seguono Diesel (1977), Blitz (1978), Roccando rollando (1979). Gli anni ’80 segnano una svolta per Finardi, si distacca dal politichese e presenta album sentimentali, sempre musicalmente validi: Finardi (1981), Secret streets (1982), Dal blu (1983), Strade (1984), Colpi di fulmine (1985), Dolce Italia (1987), Il vento di Flora (1989). Negli anni ’90 Finardi, continua, seppur con minore successo rispetto ai decenni precedenti, ad incidere dischi: La forza dell’amore (1990), Millennio (1991), Acustica (1993), Occhi (1996), nel 1999 presenta al Festival di Sanremo Amami Laura. Nel 2001 pubblica La forza dell’amore 2 e Fado, nel 2002 pubblica l’album Cinquant’anni, tredici brani meno noti del suo repertorio, ma tuttavia degni di non cadere nel dimenticatoio. Alla fine del 2003 esce Lo spirito e il silenzio. Rocker della prima ora, cantautore politicizzato negli anni ’70, Finardi ha abbandonato tale strada accorgendosi come fossero velleitarie le idee di allora (subì contestazioni, “autoriduzioni”, ecc.), e negli anni ’80 e ’90, pur senza perdere le proprie origini rockettare, si è rivolto ad un repertorio più melodico. Nel 2005 esce Anima blues.
L’Eugenio Finardi del 2005 è un uomo maturo, con tre amori nel cuore: la musica, la radio e Milano. Nel 2007 esce il triplo cd Un uomo, raccolta antologica che ripercorre i diversi iomenti della sua carriera. Nel 2008 Eugenio debutta in Teatro con Suono, esordio al Filodrammatici di Milano, uno spettacolo in cui racconta attraverso monologhi e canzoni oltre trent’anni di carriera. Finardi si cimenta quindi con la musica classica contemporanea ed esegue le canzoni del poeta russo Vladimir Vysockij, l’album Il cantante al microfono vince la Targa Tenco per a migliore interpretazione.  Nel 2009 partecipa all’album di Mauro Pagani Domani 21/04.2009 i cui proventi saranno devoluti alle popolazioni colpite dal terremoto dell’Aquila. Sempre nel 2009 collabora con Claudio Baglioni, nel 2010 debutta con successo al Teatro alla Scala di Milano. Nel 2011 publica con Antonio G.D’Errico il libro Spostare l’orizzonte- come sopravvivere a 40 anni di rock. Dopo l’Eugenio eugenio finardiFinardi Tour 2011 torna a sropresa al Festival di Sanremo presentando E tu lo chiami Dio, quindi esce l’album triplo con cinque inediti Sessanta. Nel 2011 apre il concerto del primo maggio con l’Inno di Mameli, al concertone interverrà anche nelle edizioni 2012 e 2013.  Nel 2014 esce quello che ad oggi è il suo ultimo album Fibrillante, la cui title track è ispirata ad una malattia che lo ha colpito e dalla quale è fortunatamente guarito. Nell’estate 2016 partecipa gratuitamente al Festival dell’alta felicità organizzato dal movimento No Tav e Vanus in Val di Susa.  Dall’ottobre 2017 Finardi conduce il programma La musica è ribelle per il circuito radiofonico Inblu. L’8 agosto 2018 a San Mauro di Romagna nell’ambito della finaledel contest per emergenti sarà conferito ad Eugenio Finardi il Premio Pascoli alla carriera. 

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