Gino Santercole

gino santercole fotoGino Santercole è nato a Milano il 23 novembre 1940, di origine pugliese, Gino è figlio di Rosa, sorella di Adriano Celentano che quindi è lo zio, pur avendo solo due anni più di lui, come lo zio Gino cresce in via Gluck, studia al Trotter di Mila, scuola di avviamento agrario e fa disparati lavori: lattaio, fattorino orologiaio. Gino si diletta con il canto, impara a suonare la chitarra, ha una voce roca e sensuale, come molti dei giovani della sua generazione si appassiona al rock and roll. Esordisce con i Rock Boys, il primo gruppo di Celentano, prendendo il posto di Ico Cerruti, il 18 maggio 1957 partecipa al primo Festival del Rock and Roll italiano che si svolge al Palazzo del GINO SANTERCOLE I RIBELLIGhiaccio di via Piranesi a Milano.  Nel 1958 i Rock Boys si trasformano ne I Ribelli, fra i membri ci sono Clem Sacco, Ricky Gianco e, appunto, Gino Santercole alla chitarra. Il gruppo accompagna Celentano ma porta al successo anche propri brani: Ribelli in blues (1960), Enrico VIII (1961), La cavalcata (19629; Alle nove al bar (1963), Chi sarà la ragazza del clan (1964).  Gino è con Don Backy e Pilade fra i fondatori del Clan Celentano. Nel 1964 debutta come solista con Attaccata al soffitto/Se vorrai, disco che passa inosservato; dopo un ultimo disco con il gruppo, Chi sarà la ragazza del Clan?/Quella donna (legato al lancio come cantante di Milena Cantù, all’epoca fidanzata di Celentano), Santercole lascia i Ribelli e continua ad incidere da solo.

http://www.youtube.com/watch?v=lTQh38NHTAI

Nel frattempo la parentela con Celentano si rafforza: Adriano infatti, abbandonata Milena Cantù, la “ragazza del Clan”, ha sposato l’attrice e cantante Claudia Mori, Gino si innamora e poi sposa la sorella di Claudia, Anna Moroni, diventando quindi il cognato di suo zio, da Anna avrà due figli. Con Celentano compare come comprimario nei film: San Remo, la grande sfida di Piero Vivarelli (1960), Io bacio… tu baci di Piero Vivarelli (1961), Uno strano tipo di Lucio Fulci (1963), Super rapina a Milano di Adriano Celentano (1964).  Nel 1964 incide il suo primo brano da solista, Sono un fallito, che presenta nello show televisivo Adriano Clan n.1, il brano è una cover di Busted di Ray Charles, viene pubblicato in un ep inciso con Celentano e Don Back e sarà poi riproposto anni dopo dallo stesso Celentano nell’album I miei americani. Gino scrive alcune fra le più celebri e rilevanti canzoni della musica leggera italiana, fra queste alcune di grande successo. La prima, che ottiene un notevole riscontro, diventando con il tempo un evergreen della musica leggera italiana, è Una carezza in un pugno, riproposta più volte da Celentano nei suoi programmi televisivi.  “Una carezza in un pugno la inserimmo in un disco insieme ad Azzurro. Furono vendute tante copie, in tutto il mondo, proprio grazie e solo alla canzone Azzurro. In seguito i fans di Celentano si “accorsero” che anche la melodia sul retro era bella, per cui Una carezza in un pugno diventò un successo con la conseguenza che quel disco riprese ad essere venduto alla grande…”

gino santercole stella d'argentoNel dicembre 1964 incide Stella d’argento, nel 1965 porta a al successo Oh Rosè Rosetta, poi è la volta di Questo vecchio pazzo mondo, nel 1966 partecipa al Festival di Sanremo presentando, in abbinamento con lo zio, Il ragazzo della via Gluck, insieme a Ico Cerruti e Pilade con la denominazione di Trio del Clan, ma vengono eliminati nella prima serata.  Altri successi di Santercole sono: Il nostro tempo, Auto stop, Libera uscita (cover di pezzi internazionali), partecipa a Un Disco per l’Estate, nel 1967 è la volta di Questo vecchio pazzo mondo: cover di Eve of Destruction di Barry McGuire, brano col quale Gino partecipa al Cantagiro  1967; la stessa versione verrà poi incisa nel 1984 da Adriano Celentano (e riproposta da quest’ultimo insieme a Luciano Ligabue nella prima puntata del programma televisivo Francamente me ne infischio nel 1999), nel 1968 Gino incide Jane John, cui segue, nel 1969, Povero Gino.  Per Celentano scrive anche le colonne sonore dei film Er più, Yuppi du, Segni particolari bellissimo, quindi lavora nel cinema dapprima in alcuni musicarelli, poi in Serafino per la regia di Pietro Germi. A questo punto la svolta: inizia a lavorare con registi del calibro di Mario Monicelli, Luciano Salce, Ettore Scola, Giuliano Montaldo, Pietro Germi, Luigi Comencini, Florestano Vancini; come attore e come autore di colonne sonore.  Vivere il set da lontano non gli basta più, vuole “entrarci”, farne parte, e allora diventa attore. L’avventura continua: partecipa a film con registi del calibro di Dino Risi, Ettore Scola, Pietro Germi, Luigi Comencini, Mario Monicelli.  Fra i film ai quali Santercole partecipa ricordiamo: Infanzia, vocazione e prime esperienze di Giacomo Casanova, veneziano, regia di Luigi Comencini (1969), Il giovane normale, regia di Dino Risi (1969).

Santercole non abbandona però l’attività di cantante, nel 1970 partecipa a Un Disco per l’Estate, con Il re di fantasia. Ancora cinema: Er più – Storia d’amore e di coltello, regia di Sergio Corbucci con Adriano Celentano, Claudia Mori, Maurizio Arena (1971), Il sindacalista, regia di Luciano Salce (1972).

Nel 1972 Gino si trasferisce a Roma dopo il film sui bulli romani dei primi del ‘900: “Roma mi piaceva già fin da piccolo perchè avevo uno zio che ci abitava, mi era rimasto il desiderio di venirci a vivere da grande. Dopo questo film conobbi la mia prima moglie romana, la sorella di Claudia Mori, Anna Moroni, ci sposammo a Milano e poi venimmo a vivere a Roma. Mi sono stabilito nella capitale sia perchè mia piaceva, sia per lavoro.”

Ancora cinema: Li chiamavano i tre moschettieri… invece erano quattro, regia di Silvio Amadio (1973), Yuppi du di Adriano Celentano, film nel quale è attore ed autore della colonna sonora, memorabile Such a cold night tonight, inclusa nel film e nel disco; I figli di nessuno, regia di Bruno Gaburro (1974), Milano odia: la polizia non può sparare, regia di Umberto Lenzi (1974), Amore vuol dir gelosia, regia di Mauro Severino (1975). 

Gino apre l’Osteria del 13 giugno in via Agri 25, al quartiere Parioli dove abita per un lungo periodo, poi si trasferisce al Nuovo Salario, quindi a Mentana (fuori città) e infine all’inizio della Cassia.

Nel 1976 scrive per Adriano Svalutation, un brano rock con la chitarra elettrica in evidenza, contenuto nell’album omonimo (disco interamente firmato da Santercole, contenente anche i brani La barca e La camera 21), Un bimbo sul leone, Straordinariamente (inizialmente scritta per Mina, con testo di Luciano Beretta). Ancora cinema per Gino: L’Agnese va a morire, regia di Giuliano Montaldo (1976), Geppo il folle, regia di Adriano Celentano (1978), Viaggio con Anita, regia di Mario Monicelli (1978), Mani di velluto, regia di Castellano e Pipolo (1979), Sono fotogenico, regia di Dino Risi (1980).   Gino non lascia però la canzone: nel 1978 propone Giovanna, nel 1980 Cambiare per cambiare, no;  nel 1981 Adriano ti incendierò, nel 1982 L’amore non è blu, quindi recita in tv nel Marco Polo diretto da Giuliano Montaldo, ed ottiene un ottimo di critica con la colonna sonora del film Segni particolari bellissimo (1982), nel 1985 compare nel film Joan Lui – Ma un giorno nel paese in arrivo io di lunedì per la regia di Adriano Celentano.

Per Celentano Gino ha scritto i seguenti brani: Inutile davvero (con Mogol, 1964), Due tipi come noi (con Miki del Prete e Luciano Beretta, 1965), Una carezza in un pugno (con Miki del Prete e Luciano Beretta, 1968), Un bimbo sul leone (con Miki del Prete e Luciano Beretta, 1968), La lotta dell’amore (con Miki del Prete e Luciano Beretta, 1968), La tana del re (con Miki del Prete e Luciano Beretta, 1968), Il grande sarto (con Miki del Prete e Luciano Beretta, 1968), Miseria nera (con Miki del Prete e Luciano Beretta, 1968), Come farai (con Vito Palllavicini, 1968), Straordinariamente (con Luciano Beretta, 1969), La pelle (con Miki del Prete e Luciano Beretta, 1969), Il forestiero (con Miki del Prete e Luciano Beretta, 1969), Brutta (con Miki del Prete e Luciano Beretta, 1970), Svalutation (con Vito Pallavicini, Luigi Beretta ed Adriano Celentano, 1976).

Personaggio all’ombra di Celentano, la popolarità dello zio finisce per sminuirlo, passa così inosservata Ma che freddo stasera, versione italiana di un brano cantato in inglese nel film Yuppi du. 

Il matrimonio con la sorella di Claudia Mori va in crisi, è proprio Adriano a fargli capire che sua moglie lo tradiva: “mio zio è famoso per le sue parabole, per i suoi lunghi discorsi in cui gira attorno al punto cruciale… Anche con me usò questa tattica: cominciò a raccontarmi di un suo ipotetico amico la cui moglie aveva una relazione segreta… Alla fine capii…” Un divorzio pesante che lo porta ad una depressione dalla quale ne esce con la psicoterapia, Gino trascorre una parte della sua vita sui lettini degli psicologi: “mi ci sono pure addormentato! Ad un certo punto mi sono detto: ma non sarebbe meglio prendermi un bel caffè e dormire a casa mia, che sarebbe anche più economico?”

Gino hai un rapporto di amore-odio con lo zio, in Adriano ti incendierò cantavi come se lo volevi sul rogo.

“Ma no, quella canzone non era uno scherzo! Serviva a sottolineare che sul piano professionale lui è stato la mia fortuna ma qualche volta anche una sfortuna. All’epoca tutti pensarono che avevo scritto una canzone contro di lui… diventò il gossip, il tormentone dell’anno. Eppure quando il disco uscì lui fu il primo a telefonarmi e a dirmi che era molto bello. Mi invitò persino a cantarla in un suo programma. Non si offese per niente, deludendo i maligni che ci speravano”.

Non si offese nonostante nella tua canzone Claudia Mori facesse la parte della strega. E se magari un pò strega lo fosse?
“Ahi ahi questa è una brutta domanda, mi avvalgono della facoltà di non rispondere…. Comunque ripeto: ora con Adriano ho un ottimo rapporto, ci siamo sempre voluti bene”.

In seguito succede qualcosa che blocca Gino e che lo porta sull’orlo della depressione, un baratro profondo in cui scende piano piano, ma inesorabilmente, afflitto da un dolore senza fine.  All’inizio degli anni ’80 si risposa con Melù Valente, dolce e paziente, che lo aiuta ad uscire dalla depressione. “Una donna bellissima, mi è stata accanto con tanto amore. Melù era un attrice e una cantante molto brava, la conobbi sul set di un film. Dico “era” in quanto per me ha lasciato il cinema, abbiamo fatto tante cose assieme, anche delle serate, degli spettacoli, e un figlio, Adriano. Poi abbiamo aperto un ristorante a Milano che si chiamava 13 giugno, Melù che è anche architetto ed un’ottima cuoca lo aveva fatto diventare un locale speciale; infatti ebbe molto successo. C’è ancora adesso. Io suonavo, cantavo…  Ma dopo cinque anni decisi di andare a Roma per continuare la carriera di attore. A Roma abbiamo aperto un altro locale, un’osteria, che abbiamo tenuto per tredici anni, anche questa si chiamava 13 giugno, la data del compleanno di Melù e del nostro matrimonio… io rimanevo sempre e solo il nipote di un grande personaggio come Adriano, inoltre non ero un leccapiedi che andavo in giro a chiedere aiuto o scritture. Pertanto venni messo un pò da parte, inoltre mi trascinavo il fardello della depressione, tanto che anche con Melù iniziammo una terapia di coppia.

Nel 1989 Gino torna in tv a Una rotonda sul mare dove propone una memorabile versione di Una carezza in un pugno, ormai evergreen, una delle più belle canzoni della storia della musica leggera italiana.

http://www.youtube.com/watch?v=lAouAeRpqpA

Nel 1992 il cantante ed imitatore Fiorello realizza una cover di Una carezza in un pugno, inclusa nel suo album Nuovamente falso.

http://www.youtube.com/watch?v=StJm8G31tBw

Nel 1999 Santercole collabora alla realizzazione del nuovo disco di Pio Trebbi, cantante del Clan Celentano che sta attraversando un periodo di difficoltà economiche: insieme i due scrivono la canzone L’ultimo del Clan. E proprio per aiutare l’amico, Santercole contatta Celentano, il quale decide di far partecipare i due ad una puntata del suo programma televisivo Francamente me ne infischio. L’avvenimento sigla la pace tra i due dopo che in passato vi erano stati alcuni dissapori. Sempre nel 1999 collabora con  Nel 2000 Gino reincide i suoi maggiori successi nell’album Gino Santercole,   Il 23 gennaio 2007 Santercole accetta di partecipare a Varese alla festa per il cinquantesimo anniversario del rock and roll in Italia, insieme a Guidone, I Ribelli, Brunetta, Ghigo Agosti ed altri. Nel settembre 2008 è ospite al Festival di Venezia con Adriano Celentano per la nuova uscita di Yuppi du.  Nel giugno 2009 Gino Santercole compare nel programma di Rai2 Stracult show, presentato da Marco Giusti, si esibisce in uno sketch comico con Nicola Vicidomini e Stefano Sarcinelli.

gino santercole albumIl 13 aprile 2010 incide il disco Nessuno è solo, nuovo album con canzoni inedite, con la moglie Melù canta Cambiare per cambiare, brano in cui traspare un certo disagio relazionale e il desiderio di una svolta. Nel 2010 Gino è ospite di Michele Mirabella dove presenta il suo disco, sempre nel 2010 è ospite a L’ANGOLO DELLA SCUOLA programma radiofonico per studenti, insegnanti, e per tutti coloro che amano ricordare i tempi della scuola.

Il 23 novembre 2010 Gino è diventato nonno, è infatti nato il nipotino Cristiano, figlio di Simone. Nel 2011 ha interpretato il film De Sancta Quiete, con Nicola Vicidomini: “una persona speciale, giovane, eclettica, creativa, regista, attore, musicista. Come regista ricorda Petrolini, Carmelo Bene…”

I rapporti con Adriano sono migliorati? Vi riunirete sul piano artistico? “Non lo so, mi ha telefonato il giorno del mio compleanno per farmi gli auguri. Proprio a mezzanotte… Mi ha reso veramente felice. Ogni tanto butta li che forse avrebbe un progetto. Adriano è un uomo eccezionale, unico, carismatico, positivo, veramente di grande talento.  Da bambini eravamo sempre insieme, ci volevamo tanto bene! Giocavamo sempre per strada, in via Gluck; due ragazzini vivaci, scatenati. Penso inoltre che Adriano sia un uomo molto affascinante.  Nel 2014 Gino Santercole incide un nuovo album dal titolo Voglio essere me e interviene alla trasmissione radiofonica Stile italiano la storia della canzone italiana raccontata dai suoi protagonisti. 

gino santercole concertoGino informa e dialoga costantemente con i suoi fans tramite il social network faceook, nel 2018 ha in preparazione il nuovo cd Non sono Celentano, che annuncia tramite facebook il 18 maggio, intanto prepara un concerto che avrebbe dovuto svolgersi il 23 giugnio a Uggiate Trevano, ma Gino muore improvvisamente stroncato da un infarto la notte fra l’8 e il 9 giugno 2018 

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