Dario Baldi

tv sorrisi e canzoni dario baldiDario Baldi nacque a Cremona il 3 febbraio 1927, milanese di adozione, iniziò la sua carriera giornalistica a Roma lavorando come inviato sportivo a IL MESSAGGERO, successivamente lavorò con Lamberto Sechi a LA SETTIMANA INCOM. Baldi quindi seguì l’amico Lamberto Sechi ad ARIANNA, inizialmente come caporedattore della rivista femminile, indi come direttore.  Nel 1967 giunse alla direzione di TV SORRISI E CANZONI Baldi cambiando quasi tutti i giornalisti, molti veterani quali Rodolfo D’Intino ed Ennio Caretto, lasciano il giornale come fece anche Antonio Lubrano, suo predecessore alla direzione del settimanale.

“Appena giunto alla direzione di SORRISI – ricordava Dario Baldi a 35 anni di distanza – mi accorsi che gli uffici e la redazione erano una sorta di porto di mare. Giornalisti che andavano e venivano negli uffici, essendo la sede di SORRISI nel centro in Roma, a due passi dal Vaticano, molti degli ex collaboratori venivano a salutare gli ex colleghi, ricordo di avere intravisto, nei primi mesi della mia direzione, Rodolfo D’Intino, che aveva da poco lasciato il giornale, un jazzista, titolare di un negozio di camicie, molto noto a Roma, ed Ennio Caretto, che poi passerà al CORRIERE DELLA SERA per cui è ancora oggi inviato a New York.”

A SORRISI arrivò una schiera di nuovi giornalisti portati da Baldi: Cesare Carassiti, Carlo Berti, Sandro Montini, Gianni De Chiara, Nino Gatti e Rodolfo De Castellarquata, Graziella Peron e Paola Dessy.  Così lo stesso Dario Baldi ricordava i suoi giornalisti a 35 anni di distanza:

“Molti erano collaboratori esterni, avevano altre aspirazioni, collaboravano a SORRISI per un breve periodo, poi, quando trovavano una collaborazione giornalista più confacente alle loro aspirazioni, lasciavano il nostro settimanale. Ricordo Giorgio Gironi, un valido esperto di politica interna, la politica era la sua massima ispirazione, e infatti poco dopo fu assunto a L’AVANTI!. Paola Dessy e Graziella Peron, due giovani giornaliste scomparse prematuramente, le assunsi io, la Dessy e la Peron si occuparono inizialmente di attualità e facevano le interviste ai cantanti, quindi si occuparono di cinema e di programmi televisivi.   Gastone Caron, altro giornalista da me assunto, era un esperto sportivo che firmava i suoi articoli anche con lo pseudonimo di Gianni Carrera, in modo da far figurare che non era l’unico giornalista sportivo di SORRISI. Caron aveva la fama di essere un duro, lo assunsi come redattore-capo per mettere un po’ d’ordine all’interno della redazione, per far cessare quell’andarivieni, quei lunghi baci  ed abbracci con gli ex colleghi che venivano a trovare i giornalisti in redazione. Caron il duro però lo fece forse oltre a questi compiti e si fece molti nemici, si vantava di tenere al guinzaglio i giornalisti della redazione, quasi fossero cani…  A volte dovevo intervenire io in difesa dei giornalisti, io avevo inizialmente lasciato i rapporti dei giornalisti a Caron in qualità di ordine capo perché volevo rinnovare il giornale soprattutto dal punto di vista grafico.  Lavoravo infatti soprattutto a contatto con i grafici e con Jacolucci, l’impaginatore. Jacolucci lavorava a L’ESPRESSO e collaborava part-time con SORRISI, fin dall’inizio intendevo puntare sul rinnovamento grafico e ne parlai a Giorgio De Fonseca, che si occupava direttamente della stampa del giornale e che coordinava gli uomini delle rotative.  Inizia con il rinnovamento della grafica dei programmi televisivi, qualche anno dopo rinnovai la classifica dei dischi, trasformata graficamente e passata dalla denominazione I PIU’ VENDUTI a SUPERCLASSIFICHE.  Il mio obiettivo era il giornale interamente a colori, ma De Fonseca si manifestò perplesso, solo verso il termine della mia direzione De Fonseca si convinse dell’utilità del giornale interamente a colori ed iniziammo così a stampare SORRISI interamente a colori.”

Fra i nuovi giornalisti arrivati a SORRISI nell’autunno 1967 si distinse un giovane promettente che si rivelerà ben presto più bravo degli altri e che diventerà il braccio destro di Baldi: Gigi Vesigna.  Gigi Vesigna mi ha raccontato che era stato chiamato da Lubrano per essere assunto a SORRISI nel luglio 1967 da Antonio Lubrano, “ero in vacanza convinto di passare a SORRISI, in pieno agosto Lubrano mi telefonò per comunicarmi che l’avevano licenziato. Gli veniva imputato un lieve calo di vendite, a settembre mi chiamò comunque Giuseppe Campi che mi disse di venire a lavorare a SORRISI, firmai il contratto con l’editore e mi presentai a Dario Baldi”.

Dario Baldi, ricorda Paolo Cucco, decano dei giornalisti di SORRISI, poi direttore del settimanale TELEPIU’, e attualmente capo-redattore di SORRISI, era un gentiluomo di stampo anglosassone, i Campi lo chiamarono alla direzione di SORRISI dopo la breve parentesi di Lubrano e la reggenza pro-tempore di Giorgio De Fonseca, il socio degli stessi editori.

Dario Baldi resterà direttore di Tv Sorrisi e Canzoni fino al 1973 quando sarà sostituito da Gigi Vesigna, il direttore più longevo della testata grazie al quale Sorrisi vivrà la sua migliore stagione. Lasciata la direzione di Sorrisi Baldi tornerà a collaborare con Lamberto Sechi dirigendo i supplementi di Panorama, quindi sarà vice direttore di Argos, rivista di cani, gatti ed animali,  direttore di A.M., giornale automobilistico della Giorgio Mondadori Editore, infine di Vivimilano, supplemento del Corriere della Sera.

Dal libro di Massimo Emanuelli 50 anni di storia italiana attraverso la stampa radiotelevisiva, Greco & Greco Editori

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