Nicola Grauso il fondatore di Videolina

NICOLA GRAUSO

Nicola Grauso, detto Nichi, nasce a Cagliari il 23 aprile 1949, diploma di maturità liceo classico, quindi si laurea in giurisprudenza, dopo aver fatto il fotografo e il musicista, il 19 giugno 1975 fonda Radiolina e Videolina, le prime emittenti radiofoniche e televisive e private in Sardegna. Grauso ricorda i tempi pionieristici delle due emittenti: nacquero entrambe il 19 giugno 1975, i primi conduttori furono Michele Rossetti, Francesco Atzeni, Giancarlo Testa e Giampaolo Loddo, anche lo stesso Grauso, memore del suo passato artistico, va in video. Grauso ricorda i tempi eroici di Videolina, “quando si doveva cambiare ogni notte postazione per non fare trovare il trasmettitore Siemens da venti watt e scappa dai funzionari dell’Escopost“. Ma il periodo pionieristico dura poco poiché già nel 1976 l’emittente si da una struttura aziendale ed un palinsesto fra i migliori in Italia in quel periodo. Sport, informazione locale, il programma di Maurizio Seymandi SUPERCLASSIFICA SHOW, COME IL CACIO SUI MACCHERONI, il programma BUONA CENA condotto da Maurizio Costanzo, I SOGNI NEL CASSETTO condotto da Mike Bongiorno, sono alcuni dei programmi in onda su Videolina che in Sardegna è più seguita della Rai. Collaborano con Nicola Grauso molti dei pionieri dell’emittenza privata locale italiana come Paolo Romani e Raimondo Lagostena. Sempre negli anni ’80 viene inaugurato la nuova sede di viale Marconi, al palinsesto sempre più ricco si aggiungono programmi di folcklore, dibattiti, avvenimenti sportivi, reportage. Una cinquantina di dipendenti sul libro paga e un centinaio di collaboratori esterni. In DIRETTA SARDEGNA, uno dei primi tentativi di sperimentare le news nella fascia di mezzogiorno, appaiono per la prima volta in video Maria Luisa Busi e Giorgio Porrà, oggi stimato volto di Sky.  Anche Gianni Pilo per otto anni lavora al fianco di Nicola Grauso.

Il 1985 è l’anno del decennale per Videolina, il migliore della sua storia: l’emittente allarga la propria area di copertura con altri ripetitori, Grauso acquista anche l’emittente Rete Nord di Sassari. Nel 1985 va in onda un’interminabile diretta della visita sull’isola di Giovanni Paolo II, ma il clou tramandato negli anni di Videolina resta il talk-show firmato da Riccardo Coco, giornalista veneziano (un mito in Sardegna), all’interno del quale partivano spezzoni di film d’epoca doppiati in sardo. Il popolare Perry Mason diventa l’avvocato Perra, Cary Grant trasmette ai suoi alleati dalla radio di bordo sotto il fuoco nemico. Partecipano negli anni ai talk-show artisti del calibro dei Platters, Lucio Dalla, Zucchero, Giancarlo Giannini, Erika Blank, Minnie Minoprio, Pamela Prati.

Il 17 maggio 1985 Nicola Grauso acquista dall’avvocato Salvatore Del Prato il quotidiano L’UNIONE SARDA, si dice che questo avvocato fosse un fiduciario di Nino Rovelli, ma Grauso non ha mai avuto conferma. Grauso a questo punto è l’editore più importante della Sardegna (e non solo): con Radiolina, Videolina e L’Unione Sarda. Maurizio Costanzo propone su Videolina il programma BUONA CENA, alla direzione del tg di Videolina intanto al posto di Patrizio Mulas è arrivato Francesco Birocchi, coaudivato da Andrea Cocco. Grauso rifiuta le offerte di Silvio Berlusconi che vuole acquistare Videolina, e, anzi, rileva dal gruppo Mondadori l’emittente La Voce Sarda (testa di ponte di Rete4 nell’isola) e Tele Costa Smeralda (testa di ponte di Italia1). Nel 1989 Grauso realizza la prima tv privata in Polonia, ed acquista e ristruttura ZCIE WARSAVIE, il più antico quotidiano di Varsavia.

24 anni dura l’avventura di Videolina gestione Nicola Grauso, l’impero da lui costruito viene venduto a Sergio Zuncheddu nel 1999: “fui costretto a cedere le mie emittente e LA VOCE SARDA dalla magistratura cagliaritana (Carlo Piana e Gian Giacomo Pisotti),  venne portata avanti una campagna contro i cinquanta casi di incompatbilità ambientale negli affari giudiziari cagliaritani. Magistrati parenti fra di loro e con avvocati. Casi scandalosi di prescrizione per gravi reati, quando il difensore di imputati eccellenti era il collega di studio del pm che aveva il processo (fu il caso dell’avvocato De Angelis, dell’avvocato Schirò, di Flavio Carboni ecc.).  Vi furono denunce di suicidi in carcere di imputati rivelatisi innocenti e non interrogati per sei mesi dopo il loro arresto (Aldo Scardella).”  Grauso ha liberato dai sequestratori Silvia Melis: “era ostaggio da nove mesi, riuscii a fare ciò che la magistratura non era riuscita a fare”.  “Le mie aziende – ricorda sempre Grauso – furono commissariate pur non avendo un decreto ingiuntivo ed un sequestro. La semplice azione di commissariamento e l’intenzione della Magistratura di volermi sottrarre giornale, radio e tv, furono sufficienti a destabilizzare le aziende e a farmi perdere il “fisiologico” sostegno da parte del sistema finanziario. Dovetti vendere per 120 miliardi tutto il gruppo a Sergio Zuncheddu”.

Costretto a vendere il suo impero Grauso, che ha sette vite come i gatti, non si da per vinto e realizza il primo internet provider italiano, Videoline, dal quale sono nate tin.it e tiscali.  Nell’ottobre 2004 nasce il quotidiano Epolis, che dal 28 settembre 2006 sbarca anche a Roma e a Milano, le due nuove edizioni si aggiungono così a quelle già in distribuzione in 12 province italiane. Epolis ha una tiratura su scala nazionale di oltre 2.000.000 di copie.  Grauso non si fermerà qui: il fondatore di Vol, fra i primi provider internet a fornire connettività per la rete agli italiani, già pensa a sedi di EPOLIS a Bologna e Napoli, con l’obiettivo dichiarato di raggiungere entro il 2007 il numero di 35 sedi della testata, sparsi per tutto il Belpaese.

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