Alceo Moretti

ALCEO MORETTI

L’INVENTORE DELLA COMUNICAZIONE POLITICA TELEVISIVA IN ITALIA,

L’UOMO CHE VENDETTE TELEMILANO A SILVIO BERLUSCONI

Una lunga carriera, quella di Moretti, non solo in Italia, ma anche all’estero: si divide fra Milano e l’America, dove firma la campagna di comunicazione per due presidenti destinati a fare la storia dell’America e non solo, Richard Nixon e John Kennedy, tra le sue tante collaborazioni, quella con il “Corriere della Sera”, di cui curò per anni l’immagine, in qualità di esperto di comunicazione, e “La Gazzetta dello Sport”. Un personaggio con la “p” maiuscola, Alceo Moretti, che seppe cavalcare tanti successi negli anni in cui l’Italia era tutt’altro che un Paese bloccato dalla recessione: nel 1973 fonda Telemilanocavo, tv via cavo che qualche anno dopo venderà a un certo Silvio Berlusconi. 

di Massimo Emanuelli  

alceo morettiAlceo Moretti nasce a Pesaro il 13 maggio 1921, da una famiglia commercianti, studente all’Università Bocconi, ufficiale dei Bersaglieri, giovanissimo è attivo nella Resistenza, aderisce al Partito d’Azione ancora nel periodo di clandestinità, conosce personalmente Ugo La Malfa.  Durante la Resistenza opera fra la Romagna e le Marche e alla data della Liberazione diventa membro del governo provvisorio del Comitato di Liberazione nazionale delle Marche. Nel dopoguerra Moretti arriva a Milano, interessato, oltre che alla sua attività professionale, allo sviluppo del Partito d’Azione, soprattutto fra i giovani. Moretti si dedica allo sport ottenendo il primato nazionale di atletica (lancio del peso e del disco).  Nel 1946 allena la Nazionale Under 21 di atletica leggera che si laureò a Milano campione d’Europa, quindi allenò la Vis Pesaro e l’Ancona Calcio (Anconitana) ad alti livelli. Fu Moretti come allenatore dell’Anconitana a portare la squadra per la prima volta in serie B, dopo uno spareggio a Bologna con la Biellese con il primo tempo chiuso in svantaggio sull’1 a 0, la squadra riuscì a vincere 4 a 2. Come allievo ufficiale dei Bersaglieri da Pola andava spesso in licenza a Trieste, dove si era formato parecchie amicizie. A Trieste gli viene l’idea di convincere un gruppo di giovani, fra i quali Cesare Rubini (che divenne poi il famoso “principe” del basket italiano), Fabio, Di Tacco, Pellarini ed altri, a trasferirsi a Milano, alceo moretti fausto coppidove li fece alloggiare in una modesta pensione sui Navigli.  Con questi giovani Moretti fonda nel 1948 l’Olimpia Basket (poi Armani Basket) .  Ricordandosi di Sergio Raganella (suo compagno dei bersaglieri e olimpionico di basket, diventato in seguito il direttore generale della Borletti) lo convince a finanziare l’iniziativa. Nasce così l’Olimpia Pallacanestro Borletti (oggi Olimpia Armani) di Milano, abbinò alle mitiche scarpetta rosse le famose macchine da cucire Borletti. Fu il primo caso di sponsorizzazione in Italia. Moretti usa la parola “sponsor” oggi, nel nuovo millennio, ma allora non si parlava di sponsor e di sponsorizzazioni, si può dire anzi che la sponsorizzazione fu lui a inventarla in Italia, così come fu primo in molte altre situazioni.  Si trasferì quindi in America dove si laurea in “businnes comnunication” nel Massachusetts nel 1953, allora un vero evento. Nel 1957 celebrò il matrimonio della Tricofilina, la famosa brillantina e crema da barba, alla squadra di Fausto Coppi e Federico Martin Bahmontes. Moretti fu anche manager di Gastone Nencini, Federico Martin Bahamontes e Michele Gismondi, ottenendo anche la vittoria al Tour de France. Proprio al Tour de France, nel 1958, Moretti con Gianni Brera e Sergio Zavoli, fu il primo a lanciare un appello per la campagna anti-doping dopo la tappa Saint Etienne-Grenoble, un vero personaggio, un precursore in tutto. All’inizio degli anni ’60 diede vita alla Federazione Italiana di Pubbliche Relazioni (F.E.R.P.I) di cui sarà poi presidente, e svolge attività di public relation man e di pubblicitario.   La sua attività professionale si divide fra Milano e l’America, dove firma la campagna di comunicazione per due presidenti destinati a fare la storia dell’America e non solo, Richard Nixon e John Kennedy.  E fu proprio Moretti a riabilitare l’immagine sbiadita del vecchio Presidente arrogante, ormai perdente che rischiava di non essere rieletto, spostando una sedia in occasione di una conferenza stampa. “Nixon – ricordava Moretti in un’intervista televisiva – dovette adagiarsi e parlare con voce normale, da conversazione di salotto, suadente, persuasivo, argomentativo, riuscì a farsi rieleggere”.

Le esperienze giornalistiche e nell’ambito della relazioni pubbliche l’hanno portato a vivere a Roma, Milano, America del Nord e America del Sud, seguendo campagne di informazione e comunicazione anche in Europa, Africa. Moretti fu anche produttore cinematografico per Raffaella Carrà e lancio film di Frank Sinatra, per il lancio del film I cannoni di Navarone della Columbia Pictures riceve un premio mondiale, successi ovunque: a Tokyo, a Bali, Hong Kong, Singapore. Giornalista per oltre quarant’anni ha collaborato con il Corriere della Sera La Gazzetta dello sport, ha diretto le testate giornalistiche come Teleflash (Roma), Relazioni Pubbliche (Milano), La Gazzetta del Limo (Milano), Panorama italiano (Rio de Janeiro, Brasile).

manifesto priNel 1968 Moretti creò i treni pubblicitari, famosi i quattro della moda di Gioia che gli valsero l’Oscar europeo della pubblicità. In America Moretti apprende tecniche e novità che porta in Italia, parallelamente prosegue la sua attività politica seguendo Ugo La Malfa nel P.R.I. Uomo di fiducia dello stesso La Malfa, Moretti estese le sue capacità innovative e creative anche nel mondo dei partiti, divenendo un vero e proprio public relation man. Moretti verrà incaricato nel 1972 di curare la campagna elettorale, dal punto di vista pubblicitario, per il P.R.I., è lui a coniare lo slogan POTETE E POSSIAMO FIDUCIA: VOTATE PRI, VOTATE LA MALFA. E’ sempre Alceo Moretti a decidere di fare una campagna pubblicitaria anche su TV SORRISI E CANZONI: era la prima volta che unpartito repubblicano italiano partito si rivolgeva ad un settimanale, per di più popolare come SORRISI, per fare una campagna pubblicitaria. Fino a quel momento infatti le campagne elettorali erano state fatte con manifesti e comizi nelle piazze. Sulle pagine del settimanale più letto dagli italiani nella primavera del 1972 compare un’intera pagina con il simbolo dell’edera e la scritta: “BISOGNA METTERE L’ITALIA SULLA BUONA STRADA I REPUBBLICANI VI DICONO CHE ORA SI PUO’”, creata da Alceo Moretti.  Nelle case di una famiglia italiana su due entra TV SORRISI E CANZONI e pertanto tutti possono leggere lo slogan, la vicenda suscita reazioni negative da parte dei lettori ai quali così risponde il direttore in un suo editoriale: “…molti lettori ci hanno scritto o telefonato per rimproverarci di essere repubblicani dopo aver visto una pagina di pubblicità del PRI pubblicata su SORRISI.  Il nostro settimanale – come è ormai sua tradizione ventennale – è un organo libero-indipendente, apartitico, ne fanno fede, oltre che le nostre pagine di oggi e di 20 anni fa, la nostra assoluta obiettività d’informazione e l’assenza di ogni polemica di carattere politico. Il fatto che poi si pubblichi pubblicità a pagamento per qualsiasi partito è perchè la si prende come la ditta X o la ditta Y che vogliono reclamizzare i propri prodotti…”

A partire dal numero successivo TV SORRISI E CANZONI pubblicherà infatti pubblicità a pagamento anche di altri partiti:  PSDI, PSI, e DC. Gli altri partiti seguono dunque l’esempio di Moretti e del PRI e si convertono alla pubblicità elettorale sui settimanali, soltanto i misoneisti comunisti guardano con diffidenza a tale forma propagandistica e non la usano. Di pubblicità in televisione non si parla, vi è soltanto la tribuna politica di Jadar Jacobelli, ma è ancora una volta Moretti ad anticipare i tempi.  Durante la campagna elettorale, viaggiando su un treno che lo porta da Torino a Milano, Moretti legge su LA DOMENICA DEL CORRIERE un articolo inerente Peppo Sacchi e TeleBiella e pensa di dar vita a una televisione via cavo, non per informare o per intrattenere la comunità locale, come sta facendo Sacchi, ma per fare propaganda politica.  Arrivato a Milano nel parla col suo collega di partito Giacomo Properzy che ne rimane entusiasta, i telemilano cavodue ne parlano a La Malfa che risponde loro: “fate pure questa televisione, chiedetemi tutto ma non i soldi”.  Moretti e Properzy costituiscono quindi da soli a Milano 2, dove entrambi abitavano Telemilanocavo, Moretti aveva già fondato un settimanale, LOMBARDIA DOMANI, per propagandare le proprie idee, ma è convinto che il futuro sarà della televisione. “Il settimanale – ricorda Moretti ad anni di distanza – era d’area laica repubblicana, ma non schierato, avrei voluto come direttore Gino Palumbo”.  Accorgendosi che Milano2 era cablata Moretti si accorge che sarebbe stato facile far nascere una televisione via cavo: “io e Properzy affidammo l’incarico di cablare 5000 appartamenti a nostri uomini di fiducia. “ Milano 2 (Segrate) era allora considerata zona periferica, non erano molti (a differenza di oggi) i milanesi che ci abitavano, chi aveva costruito case era un giovane e intraprendente imprenditore, tale Silvio Berlusconi, che tre anni dopo sarà nominato Cavaliere del Lavoro, il più giovane d’Italia, e da allora viene chiamato “il Cavaliere”.  Berlusconi era quindi il “padrone di casa” di Moretti e Properzy, ma era ancora un imprenditore del settore edile, un “palazzinaro”, come dicevano dispregiativamente gli invidiosi, che, con il passare degli anni e dei successi, aumenteranno.
AlceoMorettiProperzy e Moretti vogliono dare vita ad una televisione a scopo politico, al fine di fare aumentare i consensi del partito dell’edere in quel di Milano 2, e, arrivando a collegare anche la zona di Lambrate, in Milano città.         Il 15 marzo 1974 viene costituita la società Telemilanocavo, soci Giacomo Properzy e Alceo Moretti, tre mesi, tolte le vacanze estive, di intenso lavoro:  si effettuarono circa 500 collegamenti nelle case di altrettanti residenti in Milano2, si cercò l’aiuto (gratuito e volontario) di amici tecnici per gli studi televisivi (molto spartani) e il materiale: due microfoni, una sola telecamera, scenografia inesistente, si parte comunque l’1 settembre 1974 hanno inizio le trasmissioni di Telemilanocavo che trasmette da un negozio sotto i portici di Milano 2.  Una piccola vetrina, un piccolo locale, 50 metri quadrati compresa la cantina, questa la prima sede di quello che diventerà il primo network privato italiano. Moretti ricorda che Telemilanocavo era una “tv di condominio”: nell’ambito della trasmissione IL CONDOMINIO infatti venivano invitati alle trasmissioni (rigorosamente in onda soltanto alla sera) i condomini di Segrate centro. “Quella della tv era una scusa per conoscersi fra residenti di una zona dormitorio, per parlare, ci si incontrava nella sede di Telemilano, si comunicava fra di noi e intanto si andava in onda, si entrava nelle case di altri residenti che non erano usciti.” Oltre a questo programma stile assemblea condominiale in diretta televisiva, venivano mandati in onda alcuni film (tre alla settimana, a quell’epoca la Rai ne mandava in onda ancora solo uno alla settimana), qualche cartone animato, tutti in bobina, pellicole e videonastri, non esistevano naturalmente dvd e videocassette.  Ma la novità più sconvolgente di Telemilanocavo, che fu anche l’origine della sua nascita, furono le tribune politiche.  Moretti si ispira agli Stati telemilano cavoUniti d’America e alle tribune televisive ivi esistenti. “Fin dai tempi di Kennedy la campagna elettorale in America era televisiva, come pubblicitario trascorrevo molti mesi negli Usa per lavoro, e avevo avuto occasione di guardare le campagna elettorali in tv, i politici in Usa erano poi presenti tutto l’anno, non solo nei periodi elettorali”.  E Moretti importa anche questa idea e fa condurre un programma di interviste ai politici a un giornalista che anticipò così di quarantenni Bruno Vespa, purtroppo né Moretti né il suo socio di allora (Giacomo Properzy) ricordano il nome di questo giornalista.  “A volte – ricorda Moretti – quando il giornalista (che lavorava per una quotidiano milanese e che faceva la trasmissione gratuitamente) era impegnato perché doveva effettuare servizi per la carta stampata, conducevamo io e Properzy”. Ospiti? Beh inizialmente gli esponenti del Pri, poi, soprattutto in occasione delle elezioni amministrative del 1975 e delle successive politiche del 1976 anche esponenti di altri partiti, coloro che credevano nell’efficacia del mezzo televisivo (pochissimi), allora non vi era ancora la legge della par condicio, furono i partiti ad acquistare poi degli spazi (ecco i primi guadagni per Properzy e Moretti dopo tante spese) che erano autogestiti. Altri programmi dell’antenata di Canale5? Lezioni di bridge, ricette di gastronomia, un film serale, Moretti si ricorda anche di memorabili interviste con gli afgani profughi in Italia e con l’ex sindaco di Milano Pietro Bucalossi. Qualche documentario regalato dalla Mondadori (ad esempio LA STORIA DELLA FERRARI in onda in 6 puntate, monoscopio e musica dopo le 23, questo il primo palinsesto. Ma i primi guadagni ottenuti con la campagna elettorale del giugno 1976 non servono a coprire gli alti costi sostenuti fino a quel momento, Telemilanocavo aveva anche due dipendenti, uno di essi fa ancora oggi il cameraman in una tv locale lombardo, ma spese di affitto, tecniche, di cablatura ecc. erano insormontabili, nonostante l’aiuto volontario di amici come Mario Nicora, regista e titolare di un’azienda di audiovisivi.   Dopo le elezioni non arrivano altri introiti, nessuna impresa credeva allora nella pubblicità televisiva, a un certo punto si pensò di dare vita ad una cooperativa fra gli utenti, i condomini dei palazzi di Milano2, che avevano voglia di fare e di avere la televisione, ma i debiti accumulati sono troppi, sfiorano i 200 milioni cifra molto elevata per quei tempi (1976).    Telemilanocavo è per Moretti un hobby, il suo lavoro continua ad essere quello del pubblicitario, Moretti si accorge che i tempi non sono maturi per un’Italia dove ancora vige il monopolio, l’hobby inizia ad essere costoso, Alceo deve recarsi in America per una campagna pubblicitaria, e per condurre per una rete privata televisiva americana (li si che le emittenti private hanno fortuna) un programma, PANORAMA ITALIANO, dedicato agli italiani d’America. Moretti decide a questo punto di vendere Telemilanocavo, ne parla col suo socio Giacomo Properzy il quale non se la sente di andare avanti da solo.  Moretti e Properzy decidono di vendere, qualche mese prima, consigliati da Ugo La Malfa, era stata fatta richiesta di conversione dal cavo in terrestre. E così, ancora prima di passare al terrestre, Moretti e Properzy decidono di vendere.  Ma chi sarebbe mai stato quel “matto” che avrebbe rilevato una televisione piena di debiti, senza alcuna speranza, visto il monopolio della Rai e la concorrenza di altre tv locali che intanto stanno nascendo come funghi?  Franco Moccagatta, manager e conoscente di Moretti, dice ad Alceo:  “non ti preoccupare ho trovato io l’acquirente, è un giovane e intraprendente imprenditore, si chiama Silvio Berlusconi”.  Moretti è sull’aereo che lo porta negli Stati Uniti e dice a Moccagatta: “contento lui, se è giovane poi tanto meglio, magari riuscirà a portarla avanti questa televisione”.  Silvio Berlusconi stesso non immagina che l’acquisto di tale televisione sarà l’inizio della sua fortuna.  Berlusconi intende acquistare Telemilanocavo solo per dare un servizio aggiuntivo ai suoi acquirenti di case, unitamente al supermercato e al cinema,  solo due anni dopo si accorgerà che l’affare vero è quello della televisione.  Berlusconi acquista Telemilanocavo per la cifra simboli di 50.000 lire, accollandosi tutti i debiti (200 milioni di allora),  appuntamento per la stipula del contratto nell’ufficio di Properzy, al posto di Alceo Moretti, che è già in America, c’è suo nipote Franco Giannelli, che ha avuto la procura dallo zio”.

Per dieci anni Moretti ha curato l’immagine del gruppo editoriale del Corriere della Sera. Socio fondatore, Presidente esecutivo ed onorario della Ferpi (Federazione Relazioni Pubbliche Italiane), ha editato riviste come Liberalsocialismo diretta da Guido Calogero., con collaboratore Carlo Azeglio Ciampi. Moretti è stato segretario regionale per la Lombardia del Partito Repubblicano e consigliere nazionale del Pri.  Ha svolto più di 200 campagne promozionale e comunicative in Europa, America del Sud, America del Nord ed Asia, ha vinto numerosi premi nazionali ed internazionali fra cui la Rosa d’Oro europea, il Premio Mondiale Columbia Pictures di New York, il Leader One a Buenos Aires, la via della Seta a Tokyo, e le Chiavi della Città a Miami.  Nella seconda metà degli anni ’70 Moretti vive fra l’America e l’Italia, è lui a curare la campagna elettorale dell’emergente esponente politico liberale Renato Altissimo, “chiesi – ricorda sempre Moretti ad anni di distanza – il permesso ad Ugo La Malfa, Altissimo era un liberale, e vi era concorrenza fra repubblicani e liberali, il vecchio Ugo mi rispose: caro Alceo, se tu fossi un medico opereresti solo i repubblicani? Fai pure il pubblicitario, occupati pure della campagna elettorale di Altissimo.”  Nelle mani del comunicatore Moretti Renato Altissimo va benissimo: è eletto con moltissimi voti di preferenza e farà il ministro”.

Dopo l’exploit elettorale di Altissimo, Alceo Moretti riparte per gli Stati Uniti, altri anni di intenso lavoro e di soddisfazioni, rientra in Italia all’inizio degli anni ’80, Telemilanocavvo intanto si è trasformata in Telemilano58, prima, e in Canale5, poi, Silvio Berlusconi è diventato l’editore di Italia1, Rete4 oltre che di Canale5.  Le sue trasmissioni non sono più condominiali, stile street radio, come durante la gestione Properzy-Moretti e i primi mesi della gestione Berlusconi, ma è passata molta acqua sotto i ponti, Berlusconi ha trovato l’uomo giusto in Mike Bongiorno.  E Moretti?  Dopo essere stato in Argentina dove aveva curato l’immagine dei famosi magazzini londinesi Alceo_Moretti sandro ciottiArrod’s, all’inizio degli anni ’80 torna nelle natie Marche, in quel di Ancona, dove crea un impero, fonda il Gruppo Moretti, un centro di consulenza per le relazioni pubbliche e le iniziative editoriali (tv, carta stampata e libri), a cui si deve, tuttora, l’edizione del periodico regionale di politica, economia cultura e società, “MarcheTV CENTRO MARCHE 2 Domani”. Produce e conduce il programma su Antenna 3 Marche e poi su Tv Centro Marche, GLI INCONTRI DI ALCEO MORETTI.  Un talk-show da lui ideato, prodotto e condotto, e che pertanto nel titolo porta il suo nome in onda ogni giovedì sera su Tv Centro Marche e in replica la domenica sera sulla stessa emittente. GLI INCONTRI DI ALCEO MORETTI dura 30 minuti, è l’unico programma che non viene interrotto dalla pubblicità. Nel salotto di Alceo Moretti sono passati in 30 anni di trasmissioni migliaia di personaggi, Moretti ha scritto anche alcuni libri nei quali riporta il meglio dei suoi INCONTRI, in 30 anni di trasmissione Moretti ha intervistato personaggi del mondo politico, imprenditoriale, sportivo, culturale, fra cui i politici Renato Altissimo, Mario Capanna, Armando Cossutta, i capi governo Arnaldo Forlani e Giovanni Goria, campione dello sport come Giacomo Agostini, Gino Bartali, Livio Berruti, Ercole Baldini, Manuel Fangio, Giacinto Facchetti, Emerson Fittipaldi, Niki Lauda, GIlles Villeneuve, Sara Simeoni, Zico, il ct della Nazionale brasiliana Claudio Cloutinho e della Nazionale argentina Menotti, personalità come Sandro Ciotti, Innocenzo Cipolletta, Claudio De Mattè, Diego Della Valle, Bernie Ecclestone, Joao Havelange, Corrado Passera, Francesco e Vittorio Merloni, Valeria Moriconi, Carlo Marcelletti, Gianni Petrucci, Raf Vallone e Paolo Villaggio, Alessio Vlad e Maria Paola Merloni. Gli ospiti si sono dati appuntamento incalzati dal fare sornione e arguto del giornalista vecchio stile, tutti i principali esponenti del mondo della cultura, della politica, dell’economia e dello sport marchigiano e non solo.

Alceo_Moretti sandro ciotti

ALCEO MORETTI E SANDRO CIOTTI IN UNA PUNTATA DE GLI INCONTRI DI ALCEO MORETTI

Alceo Moretti mi ha rilasciato questa intervista un giovedì sera, quando ha da poco terminato di intervistare Francesco Merloni per GLI INCONTRI DI ALCEO MORETTI, puntata che andrà in onda fra qualche ora su Tv Centro Marche..  Il nome di Alceo Moretti, come quello di Peppo Sacchi, è indissolubilmente legato alla storia  della televisione italiana, se il fondatore di TeleBiella fu il primo, si può dire che Moretti fu il primo a Milano, o meglio in provincia, ha intuito l’importanza della tv nelle campagne elettorali, i tempi però non erano maturi.   Il nome di Alceo Moretti è giustamente citato, unitamente a quello di Giacomo Properzy, nella STORIA DELLA TELEVISIONE ITALIANA di Aldo Grasso, ma sarà senz’altro sconosciuto all’”esimia docente” di storia della televisione di un’altra università milanese, colei che ha scambiato Peppo Sacchi per Arrigo Sacchi, ex allenatore del Milan, e che insegna per alcune baronie che fanno male all’Università italiana.

Alceo Moretti ha ricevuto la cittadinanza  onorario di Tropea e di Bagno di Romagna, la sua città d’adozione, Ancona, l’ha insignito della civica benemerenza con il Ciarichino d’argento. Colpito da un ictus nel 2010 si era ripreso e, mai domo, aveva dato alle stampe Quella volta che… avventure e ricordi di Alceo Moretti, autobiografia scritta a quattro mani con Giancarlo Trapanese, pioniere delle tv locali marchigiane ed oggi giornalista del Tg3 Marche.  Nel 2009, in occasione dell’uscita del mio libro dedicato a Gianfranco Funari Alceo Moretti mi aveva contattato per invitarmi a Gli incontri di Alceo Moretti, purtroppo a causa di altri impegni non mi sono potuto recare ad Ancona (Alceo era buono e comprensivo e mi perdonerà) ma aveva comunque recensito il libro alceo moretti sergio zavolisu Marche Domani. Alceo nonostante una malattia che lo aveva colpito, ha continuato a lavorare, nell’estate 2010 mi aveva telefonato e inviato il libro biografia scritto da Giancarlo Trapanese con prefazione di Sergio Zavoli, Quella volta che… sua biografia, ci teneva molto ad una mia recensione su Millecanali. Nel corso di quella telefonata mi disse: “sono il redivivo Alceo Moretti, professore tu sei uno spirito libero e sai poi che Berlusconi l’ho inventato io”, “non è stata una bella invenzione” gli avevo risposto ironicamente, e avevamo iniziato a scherzare e a discutere sul futuro delle tv locali. Passati i 90 anni era ancora dinamico e arzillo, uomo in anticipo sui tempi aveva capito già due anni orsono la triste sorte delle tv locali, che oggi sono quasi al capolinea grazie agli uomini politici, avevamo chiuso la telefonata parlando dei tempi pionieristici e dei laici, repubblicani, liberali, socialisti: “una volta essere repubblicano, liberale o socialista era un insulto, oggi si dicono liberali, ACEO MORETTI QUELLA VOLTA CHEdemocratici e socialisti gli ex fascisti e gli ex comunisti che con la seconda Repubblica hanno distrutto l’Italia. Così lo presentava il suo grande amico, Sergio Zavoli: “Alceo Moretti ha il cervello a sonagli, muove la testa e subito, per dir così, risuona un gran numero di idee, tutte nuove e sorprendenti. La sua vita, colma di talento e di sfide, è uno sgorgare di invenzioni, sempre con un seme. Questo libro è la narrazione fedele di come si può spendere un’esistenza ascoltando il suono di qualcosa che prima non c’era.” Nel corso di una delle sue ultime interviste Alceo così si era congedato: “mai fare delle cose inutili, mai fare spendere dei soldi a vuoto, mai copiare una cosa d’altri”.

Alceo Moretti è morto la notte del 14 settembre 2012 nella sua abitazione di Ancona, così è stato ricordato dal Presidente della Regione Marche Gian Mario Spacca: “ora che Alceo ha raggiunto il cielo, credo che anche lassù continuerà il suo lavoro editoriale e darà il via ad un nuovo giornale, magari lo chiamerà Paradiso Domani, e li aprirà il confronto tra tutte le anime, desiderose di offrire la loro luce e la loro energia alla maggiore gloria del Signore. Alceo ti siamo grati, per i tuoi insegnamenti, che hai diffuso in ogni angolo della terra, dal Brasile agli Stati Uniti, dall’Argentina all’Europa. L’impegno saldo per difendere e diffondere il valore della democrazia, è stato testimoniato coraggiosamente con i tempi più bui che l’Italia avesse mai attraversato.” Giancarlo Trapanese, oggi al Tg3 Marche, pioniere dell’emittenza privata marchigiana, amico ed autore della biografia di Moretti, così lo ricorda: “Era una persona con le idee”avanti ” ed il cuore “indietro” in un epoca dove una stretta di mano era più di un contratto, dove l’amicizia era una valore assoluto. Ovviamente dopo la sua straordinaria famiglia”.

L’emittente televisiva Etv ha reso omaggio ad Alceo Moretti con una serata a lui interamente dedicata, riproponendo l’intervista che Alceo rilasciò per il talk-show delle Marche Punti vista – Quella volta che…

Massimo Emanuelli e la redazione di storiaradiotv, sono vicini agli amici di Tv Centro Marche e alla famiglia Moretti (a Giorgio, Sergio e Chicca) ed esprimono sentite condoglianze.

i funerali si sono svolti sabato 15 settembre alle ore 15 alla Chiesa di San Domenico ad Ancona in piazza del Plebiscito. Così Don Lamberto Pigini, prete e imprenditore di successo, lo ha salutato nella sua omelia: “Vorrei avere un minimo di quella capacità che aveva Alceo nel comunicare. Dio ad Alceo ha donato tanti talenti e li ha utilizzati per migliorare la società, per innovare, per creare benessere, per dare quindi il pane a chi è affamato. Ora Alceo l’intervista è con il Signore.”

Questo il ricordo di Giancarlo Trapanese, pioniere delle tv locali marchigiane, oggi vice-caporedattore al Tg3 Marche: “Caro Emanuelli, in questo momento non ho parole. Credo che il libro possa dire tutto. Alceo era una persona con le idee “avanti” ed il cuore indietro, in un’epoca dove una stretta di mano era più di un contratto, dove l’amicizia era una valore assoluto. Ovviamente dopo la sua straordinaria famiglia”.

Riproponiamo un’intervista a Moretti di qualche anno fa ALCEO MORETTI E SILVIO BERLUSCONI, COME NACQUE L’IMPERO TELEVISIVO DI BERLUSCONI.

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