Luigi Tenco

luigi tencoLuigi Tenco nasce a Cassine il 21 Marzo del 1938 da una relazione extraconiugale tra la madre, Teresa Zoccola e un giovane ragazzo di soli 16 anni. L’incontro avvenne mentre la madre prestava servizio come cameriera presso una famiglia benestante di Torino. Qui conobbe Ferdinando Micca con cui ebbe una relazione. Dopo poco venne allontanata dalla famiglia e ritornò a Cassine dal marito Giuseppe Tenco, con cui precedentemente aveva avuto già un altro figlio. Il piccolo Luigi trascorre l’infanzia tra Cassine e Riscaldone, per poi trasferirsi in Liguria nel 1948. Frequenta con buoni risultati il liceo Ginnasio Andrea D’Oria e in seguito il liceo scientifico.  La musica però comincia ad entrare nella sua vita. Nel 1953 fonda un gruppo musicale, la Jelly Roll Boys Jazz Band in compagnia di Danilo Dègipo, Bruno Lauzi, Alfred Gerard. Nel 1957 comincia a suonare il sax dopo essere stato chiamato da Marcello Minerbi per prender parte al Trio Garibaldi, per cui compone anche la sua prima canzone, sigla d’apertura. Nel 1958 fonda il gruppo de I Diavoli del Rock con Graziano Rossi alla batteria e Gino Paoli alla chitarra. Decide di iscriversi all’università: prima si orienta verso ingegneria per poi passare a scienze politiche. Nello stesso periodo entra a far parte del Modern Jazz Group di Mario De Sanctis.  Nel 1959 la svolta: si trasferisce a Milano dove, complice lo zampino dell’amico Piero Ciampi entra in contatto con il mondo della discografia e partecipa come session man alla registrazione luigi tenco 2di “Le tue mani” di Gino Paoli  e di “Se qualcuno ti dirà” di Ornella Vanoni. Dopo poco tempo conquista il primo contratto discografico con la Dischi Ricordi ed esordisce nel 1959 con il gruppo I Cavalieri composto da Gianfranco Reverberi, Paolo Tomelleri, Enzo Jannacci e Nando De Luca. Proprio con loro incide il primo EP con quattro brani Mai/Giurami tu/ Mi chiedi solo amore/ Senza parole intitolato a suo nome.  L’esordio da solista arriva due anni dopo, nel 1961, col primo 45 giri dal titolo “I miei giorni perduti”. Nel 1962 partecipa nel film La cuccagna di Luciano Salce, in cui canta il brano La ballata dell’eroe, scritta dall’amico Fabrizio De Andrè. Nello stesso anno pubblica il primo 33 giri, che contiene i successi Mi sono innamorato di te, Angela e la censurata Cara maestra. Negli anni sessanta incontra il poeta anarchico Riccardo Mannerini.  Tra i due nasce un’amicizia complice e speciale, mentre nel 1963 rompe la sua amicizia con Gino Paoli a causa della relazione con una giovane Stefania Sandrelli. Intanto altri due brani, Io si e Una brava ragazza vengono bloccate e censurate e lascia la casa discografica Dischi Ricordi per passare alla Jolly.

Nel 1965 partecipa nuovamente ad un film, questa volta musicale, dal titolo 008: Operazione ritmo di Tullio Piacentini. Poco dopo mesi parte per il servizio militare a lungo rinviato. Nel 1966 incide per la RCA Italiana il brano Un giorno dopo l’altro, che viene scelto come sigla dello sceneggiato tv Il commissario Maigret. Di questi anni sono altri successi come Lontano lontano, Uno di questi giorni ti sposerò, E se ci diranno, luigi tenco e dalidaOgnuno è libero.   A Roma conosce la cantante francese Dalida, di cui si innamora follemente. Nello stesso anno collabora col gruppo beat The Primitives, capitanato da Mal, per cui scrisse in italiano il testo di due canzoni Yeeeeeeeh! e Johnny no!. Nel 1967 partecipa al Festival di Sanremo con la canzone Ciao amore ciao cantata in duo con Dalida. In realtà il brano si intitolava Li vidi tornare, ma per l’occasione sanremese Tenco modificò testo e significato. Il brano non superò la selezione del Festival e non fu ammesso alla serata finale. Arriva solo dodicesimo posto nel voto popolare, sconfitto dal ripescaggio anche da La rivoluzione di Gianni Pettenati. Tenco non manda giù questa eliminazione.   Poche ore dopo venne ritrovato morto, proprio da Dalida, nella sua camera dell’Hotel Savoy di Sanremo. Nella stanza dell’hotel venne ritrovato anche un biglietto, le cui perizie calligrafiche hanno consentito nel tempo di luigi tenco 3attribuire allo stesso Tenco, in cui scriveva:” Io ho voluto bene al pubblico italiano e gli ho dedicato inutilmente cinque anni della mia vita. Faccio questo non perché sono stanco della vita ( tutt’altro) ma come atto di protesta contro un pubblico che manda Io tu e le rose in finale e ad una commissione che seleziona La rivoluzione. Spero che serva a chiarire le idee a qualcuno. Ciao. Luigi”.  Questo biglietto fece subito pensare al suicidio come causa della morte. Un anno prima lo stesso cantante aveva acquistato un’arma da fuoco per difesa personale. Nonostante ciò per molti anni la questione Tenco ha animato la stampa nazionale, visto che il proiettile che ha causato la sua morte non è mai stato rinvenuto.  Proprio il 12 Dicembre del 2005, a ben trentotto anni di distanza dalla morte, la procura generale di Sanremo ha disposto la riesumazione della salma del cantante per effettuare nuove perizie ed analisi. Il 15 Febbraio del 2006 i risultati degli esami hanno confermato definitivamente la tesi del suicidio chiudendo il caso, anche se sono tante le tesi alternative al suicidio. A noi resta la sua musica, la sua voce, le sue poesie. Tanti e diversi sono i tributi a lui dedicati da parte di amici, estimatori, colleghi e musicisti, che nel corso di tutti questi anni hanno omaggiato l’arte di Tenco riuscendo così a vincere la morte.

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