Gianfranco Guarnieri la voce di Beppe Grillo, noto televeditore, anche voce di Silio Berlusconi e Matteo Renzi

Gianfranco Guarneri nasce a Livorno il 29 agosto 1962, si diploma all’Istituto professionale di Livorno: All’Ipc di Livorno ho conseguito la qualifica professionale, un pezzo di carta reale lo possiedo mica sono Oscar Giannino ahah. Devo molto alla scuola perchè è stata il mio primo palcoscenico, da toscano ero un fine umorista, andavo in cattedra e facevo spettacolo, i miei compagni di classe ridevano, arrivavano i bidelli, tutti si divertivano quando imitavo i professori, a volte gli stessi bidelli scambiavano la mia voce per quella di un professore…”

Quale è il tuo primo ricordo radiofonico?

“Alto gradimento di Renzo Arbore e Gianni Boncompagni, impazzivo per quel programma, non mi perdevo una puntata, Alto gradimento mi ha trasmesso subito la passione per la radio, quello che volevo fare”.

E il tuo primo ricordo televisivo?

I primi ricordi sono tre: la tv dei ragazzi, il Carosello, e le prime tv libere. Penso di essere stato uno dei pochi che si sintonizzava qualche minuto prima perchè dovevo vedere prima il monoscopio (una sorta di fissazione anche adesso) il carosello l’adoravo perchè mi piaceva la pubblicità. Le tv locali sono state una folgorazione, un amore a prima vista. La sua originalità e la sua “rozzezza” era il simbolo della libertà di espressione.

Come sei arrivato al mondo delle radio locali?

Ascoltavo i programmi di dediche, iniziai a telefonare a Radio Rosa, poi mi presentai nella loro sede, Stefano Lucarelli mi propose di provare a condurre, iniziai facendo un programma musicale con imitazioni, siccome non potevo imitare i professori, sia perchè in radio era poco corretto, sia perchè bisognava imitare persone note in tutta la città, iniziai ad imitare alcuni personaggi dello spettacolo. Il primo fu Beppe Grillo conduttore del Festival di Sanremo del 1978. Successivamente organizzai degli scherzi telefonici (successivamente copiati) sempre all’interno di programmi di musica a richiesta.
I miei amici e i radioascoltatori si divertivano e un giorno decisero di iscrivermi, senza dirmi nulla, ad un concorso per imitatori indetto da Radio Monte Carlo. Un giorno arrivò a casa mia una telefonata: “Pronto qui è Radio Montecarlo, il signor Gianfranco Guarneri… Io pensai ad uno scherzo e risposi: si va beh qui è Radio Capodistria...”, e buttai giù il telefono ridendo. Pochi minuti dopo richiamarono e, chiarito che non era uno scherzo, mi invitarono nel Principato di Monaco per un provino. Passai nella sede della radio monegasca tre giorni indimenticabili ebbi modo di conoscere Awana Ghana, Luisella Berrino,Luisella Berrino, Robertino, Claudio Sottili, mio corregionale, fu un’esperienza indimenticabile, ebbi modo anche di sentire Domandalo a Grillo, programma in onda proprio in quel periodo su Radio Montecarlo. Dopo tre giorni iniziarono ad esaminare i concorrenti, c’era Awana Ghana che giudicava. Iniziai a fare le prime imitazioni ed Awana Ghana si divertiva, poi venne chiamato in ufficio, io continuai nelle imitazioni, dalla regia mi dissero di imitare Grillo, Awana Ghana, che aveva nel frattempo ascoltava la radio in ufficio pensava fosse arrivata l’ora del vero Beppe Grillo.. “

Sempre nel 1980 grazie ad un altro concorso tramite un coupon all’interno del quotidiano Il Tirreno mi fece approdare in tv, arrivai quarto con 915 cartoline postali, non c’era il televoto le persone dovevano acquistare dal tabaccaio una cartolina postale, incollare il coupon e spedirlo. Arrivai in semifinale e dovevo esibirmi in una discoteca di Livorno, ed eravamo in diretta televisiva, salii sul palco, gli altri concorrenti erano terrorizzati, mi avevano detto di essersi preparati per settimane, io non avevo preparato nulla, improvvisai, ero tranquillo. Quella tranquillità fu il chiaro segnale su cosa avrei dovuto fare da grande, sarebbe stato il mio mestiere quello della radio e della televisione. Raccontai un paio di barzellette con la mia voce, poi mi venne spontaneo fare la voce di Beppe Grillo arrivai primo e il giorno dopo esordii in tv nella trasmissione Primo Applauso su Granducato tv. naturalmente con l’imitazione di Grillo.
Gianfranco inizia a lavorare come imitatore, presentatore, dj, intrattenitore nelle discoteche, nel 1981 si conclude l’avventura di Radio Rosa con la chiusura dell’emittente, fra il 1982 e il 1983 Gianfranco svolge il servizio militare: “ho girato l’Italia, era segno del destino, lo stesso farò con il mio lavoro televisivo passando di televisione in televisione. Car a Salerno, tre mesi di corso trasmissioni a San Giorgio a Cremano, in provincia di Napoli, quindi a Firenze. Appena arrivato nel capoluogo toscano non riuscii neanche a disfare le valigie, che subito partii per il campo addestramento di Capo Teulada in Sardegna”.
Nel 1984, ultimato il servizio militare, Gianfranco inizia a lavorare per due emittenti toscane, Tvl Pistoia e Tvr Teleitalia, poi viene chiamato dall’editore di Telebarbara, Michele Bragatto. “Questa emittente era ricevibile in molte regioni del nord e del centro Italia ed aveva ospiti del calibro di Claudio Lippi, Guido Angeli, Ave Ninchi, Marisa Del Frate, Raffaele Pisu, Walter Chiari, Ettore Andenna, all’appello mancava Beppe Grillo, scritturato dalla Rai, che allora spopolava con Te lo do io il Brasile, nonostante avessi proposto, con successo, una decina di imitazioni, continuavo ad essere scambiato per Beppe Grillo. Telebarbara aveva sponsor nazionali come Fiat, Bmw, Mercedes, Citroen, Renault, Raider, Star, Parmalat; ma anche sponsor medi e piccoli. Un mese dopo il mio esordio in tv arrivò un pellicciaio negli uffici dell’editore, mi domandò se avevo mai fatto televendite, risposi di no, ma mi volle provare, come conduttore di una vendita di pellicce in tv, fu il mio esordio nelle televendite. A Telebarbara lavorai tre mesi, di a poco inizia a fare anche televendite di gioielli, poi dovetti interrompere, era diventato impossibile per me. Lavoravo Tvl Pistoia e Tvr Teleitalia di Prato, Pistoia e Prato erano facili da raggiungere, Pordenone no. Io partivo alle 17,30 in macchina, arrivavo alle 21,30 circa, cenavo, e alle 23 andavo in onda fino all’una di notte. Poi ripartivo in auto ed arrivavo a Livorno alle sei di mattina, sveglia alle 11 quindi ripartivo per Prato per essere in diretta alle 14. E’ durata tre mesi, mi è spiaciuto molto lasciare perchè Michele Bragatto è un amico, sapeva della mia passione per le tv locali e una volta mi chiamò in ufficio e mi disse: “prendi questa rivista, credo che ti possa piacere parecchio”. Aveva ragione: quella rivista era Millecanali, da allora non me ne sono perso un numero”.

Ma qualche anno dopo inizi a lavorare in Veneto:

“Si, ad Atr Rovigo, il Veneto è la mia seconda patria, li sono rimasto per bene 15 anni, con incursioni pur collaborando con tv di altre regioni. Le origini di questa emittente sono leggendarie, nacque con la denominazione di Televeneto, il fondatore Roberto Osti detto Romi per invogliare le persone a comprare le antenne portatili (che allora costavano 6000 lire) decise di proporre spogliarelli notturni, la sede dell’emittente era presso il convento dei Frati Cappuccini di Rovigo Non appena si sparse la voce in città Padre Urbano domandò ad Osti se è Televeneto a mandare in onda programmi osè, Osti negò ma poi venne colto sul fatto e la tv, trasformatasi in Atr (Azienda Televisiva Regionale) dovette cambiare sede.”

Pur lavorando a tempo pieno per questa storica tv realizzavi televendite anche per altre emittenti sparse per l’Italia.

“Certo. Ricordo ad esempio che nel 1986 ero a Sanremo per realizzare una serie di televendite per Tele Tris / Tele Radio International Sanremo,, emittente nata per iniziativa del vulcanico Antoine Interdonato che aveva sede a due passi dal Teatro Ariston. L’editore ci diede la possibilità di assistere alle prove del Festival, fui fra i primi a vedere Zucchero che cantava Donne, uscendo dall’Ariston fui, mio malgrado, protagonista di una vicenda buffa. Alcune persone mi scambiarono per Michel Platini, ci fu un capannello, io stavo per dire che non ero Platini, ma un italiano che gli assomigliava, ma siccome le persone spingevano per avvicinarmi finsi di essere Platini…”

Nel 1989 Gianfranco fonda il ” Rubino” il mio brand indipendente” una società specializzata nelle televendite dei gioielli, della quale dal 1990 è anche l’amministratore delegato fino al 1998, quando ne esce vendendo le sue quote.
Per Atr Gianfranco conduce anche un tg satirico, in questo periodo collabora anche con alcune syndication nazionali: Rete A, Elefante tv, Tele 90, Retemia, Canale 2000, Tivùitalia, e con Pan Tv. nell’ottobre 1994 la prestigiosa rivista Millecanali dedica ben cinque pagine a Gianfranco.

1992 Tg Pasqua
http://www.youtube.com/watch?v=w3hTwzZr38o

1994 Tg Natale Atr conduce Gianfranco Guarneri
http://www.youtube.com/watch?v=RKBAa8wKvYg

Negli anni ’90 Gianfranco lavora per il circuito Cinquestelle cura nell’ambito del programma Casa Mosca con Maurizio Mosca lo spazio Il Rubino, sponsor unico della trasmissione.

A partire dal 1995 ha inizio il suo migrare da una tv all’altra realizzando televendite di gioielli delle quali è uno dei massimi esperti in Italia: Canale 39, Canale 10, Telecentro (Li) Canale 50, RTTR, Toscana tv, Tef Perugia, Telepordenone, Tele Max. Rete Amica, Telemondo 2000 (Si), New Television (Bientina), GBR, Telemodena Video Star, Telelupa, Grande Italia tv, Serenissima Televisione, Antenna 5, Telefriuli, Telegenova, Teleducato, Canale 6 (Mi), Video Firenze, Italia 9 Rovigo, Tele 10 Rovigo, Telenova, Telecentro Emilia Romagna, Telesanterno, Telestense, Triveneta, Teleambiente, Teledonna, Telemondo (Bientina), Tv7 Lombardia, Più blu Lombardia, Cinquestelle Sardegna,
Dal 1998 ad oggi Gianfranco presenta spettacoli commerciali e di intrattenimento e collabora con diverse emittenti e aziende nel settore delle televendite occupandomi della conduzione delle stesse per lo sviluppo di un suo progetto (Televendite garantite) al quale sta lavorando dei riflessi positivi in tema di professionalità, garanzia, serietà, correttezza fra azienda e cliente.
Nel nuovo millennio Gianfranco lavora per Telecampione, Canale Italia, La 9 Padova, Antenna 3, dal 2000 al 2006 realizza televendite per Telemondo, nel 2007 approda Telenord Genova.

Gianfranco nel 2000 a Telecampione
http://www.youtube.com/watch?v=oRJmn_gdA3M

Nel 2012 Gianfranco compie 50 anni di vita ed oltre trenta nel settore delle televendite, le imitazioni di Beppe Grillo restavano solo uno sbiadito ricordo, ma ecco all’improvviso riapparire il fantasma di Grillo, complici l’aria di Genova (Guarneri collabora con Telenord), lo stesso Grillo, che sa intercettare lo scontento delle persone e Massimo Emanuelli che in radio raccoglie le proteste della gente. In più di un’occasione studenti, insegnanti, radioascoltatori, e anche alcuni grillini, non riuscivano a capire se Emanuelli chiacchiera con il vero Beppe Grillo o con Gianfranco Guarneri che lo imitava. Le cosa andarono così, vero Gianfranco?

“Certo, dopo l’avvento di facebook c’eravamo ritrovati, già leggevo su Millecanali e sul blog le tue storie di radio e tv locali e le tue interviste a personaggi radiotelevisivi. Ogni tanto ti ascoltavo. Un giorno eri in onda ed hai fatto una battuta rivolta a qualche politico di destra o di sinistra ed io in chat ti scrissi: “questa mi sembra una battuta alla Grillo“.  Tu mi hai risposto: “Gianfranco te la sentiresti di rifare Grillo imitandolo con la sua voce?  Come ai vecchi tempi, i testi te li scrivo io, a te, non a Grillo come sostengono alcuni politici della casta, poi casta sono diventati anche Grillo e i grillini, io e te siamo diventati di regime…”

Gianfranco Guarneri a L’ANGOLO DELLA SCUOLA.

Sempre più frequenti sono le incursioni di Gianfranco su Radio Free e sulle altre emittenti che replicano i programmi di Emanuelli, ecco le voci di Beppe Grillo, Adriano Celentano, Roberto Benigni, Raimondo Vianello, Pippo Baudo, ma la sua imitazione più riuscita resta ancora quella di Beppe Grillo perchè con gli anni si è affinata e perchè ogni volta che si sente la voce di Grillo a L’ANGOLO DELLA SCUOLA viste le campagne di informazione contro la casta del conduttore Emanuelli, ancora non si capisce se trattasi di Beppe Grillo o di Gianfranco Guarneri che lo imita. Nel frattempo era partita Stile italiano, la storia della canzone italiana raccontata dai suoi protagonisti, altro mio format nel quale intervistavo i cantanti che hanno fatto la storia della musica leggera italiana, era arrivato Matteo Renzi, che fin da quando era Presidente della Provincia di Firenze aveva acquistato spazi su Tele 37 e Rete 37, che tu avevi ribattezzato Tele Renzi. All’imitazione di Grillo si aggiunse quella di Renzi, non mancava nemmeno Berlusconi, tutti i politici magistralmente imitati da Guarnieri.

“Di zingarate ne abbiamo fatte tante in questi anni, impossibile ricordarle tutte, mi limito alle più spassose.  Quando tu, Emanuelli, intervistasti per secondo, il primo fu Enrico Mentana, un grillino, dopo il loro silenzio stampa, partisti con il prof. Nicola Morra, allora capogruppo del Movimento 5 Stelle al Senato, eravamo in onda su Radio Free con L’angolo della scuola nel pomeriggio, la sera invece era in onda Stile italiano con una replica della puntata con ospite Nicola Di Bari. Nella puntata successiva de L’Angolo io partii con la voce di Grillo: “Emanuelli che cazzo fai, tu fai casino, i miei grulli poi si confondono e chiedono a Nicola Morra di cantare Il cuore è uno zingaro, e a Nicola Di Bari di fare discorsi in Parlamento, fanculo Emanuelli.  Nella puntata di Sitle italiano con Tony Santagata imitai ancora Grillo rivolgendomi a Toni, eravamo in collegamento con il pubblico che diffondeva la trasmissione in piazza Navona, dove c’era Toni Santagata, il pubblico e lo stesso Santagata pensavano fosse veramente il vero Grillo, se ne accorsero solo quando videro sullo schermo gigante il vero Grillo intervistato da un tg nazionale…”

Ma verso il 2014 iniziarono i primi screzi con i grillini, mi ricordo durante le elezioni europee che io avevo previsto (era una previsione non augurio) che il Movimento 5 Stelle non avrebbe vinto, lo slogan VINCIAMO NOI era assurdo, inoltre i docenti (ma non solo loro) dicevano che avrebbero votato Renzi, per loro il salvatore della Patria e della scuola pubblica italiana…

“Tu eri in onda con Stile italiano e intervistavi Gino Paoli, il discorso finì su Paoli senatore indipendente per il Pci negli anni ’90 e sulla politica attuale, a quel punto partii con la voce di Grillo: vinciamo noi, vinciamo un cazzo… le elezioni le vince il Pd! e indovinammo anche se i grillini ci massacrarono. Da quel momento aumentarono gli screzi con gli attivisti pentastellati e con lo stesso Movimento, fino a quando facevamo satira su destra e sinistra eravamo icone, poi finimmo nel mirino dei pentastellati…”

Dopo le europee del 2014 ti invitai ad imitare con maggiore assiduità Renzi nel quale ormai credevano oltre il 40% degli italiani, ma non noi due..

“Le polemiche coi grillini vennero smussate ma ti tolsero la replica su Moviradio, emittente grillina… In merito a Renzi devo ammettere che è molto più facile imitarlo, toscano come me… I grillini si placarono, ma poi esplose il caso Milano, ti definirono una persona senza curriculum, un qualunquista che faceva politica parlando e scrivendo di scuola con il web e con un blog… Poi scoppiò il caso Genova mediante il quale scomunicarono la tua co conduttrice Marika Cassimatis, un’amica, il caso Pizzarotti, si tu eri colpevole di avere intervistato Pizzarotti ed io di averlo imitato… Fino ad arrivare ai tentativi di censura ed altre cose brutte che preferiscono non ricordare. Devo dare atto a Renzi, a Berlusconi e a tutti i vari politici e supporter di destra e sinistra che hanno sempre accettato la satira, nessuno di loro ha mai tentato di oscurarci.”

Gianfranco Guarneri è anche membro della giuria di qualità del meeting nazionale della radiofonia Dj sotto le stelle, la prestigiosa manifestazione che ogni anno assegna gli ambiti Oscar della radio.

In tutti questi anni di radio e tv locali avrai senz’altro mille aneddoti da raccontare, quale è il più curioso?

“Senz’altro quello del tg satirico di Pasqua e Natale da me inventato come attrattiva come apertura delle mie televendite. l’idea nacque a cena con Antonio Pescarolo che insieme a me diventò autore di quella cosa. Antonio mi convinse a rispolverare i vecchi cavalli di battaglia delle mie imitazioni… visto che erano sempre di moda.. La cosa nacque per scherzo, per poi diventare un piccolo cult andato in onda per vari anni. Fu un vero successo.. ascolti da capogiro… Un imprenditore indipendente ci assegnò pure un premio a sue spese. .Mi fece arrivare una targa in ufficio con scritto. “Al miglior programma autoprodotto delle tv locali”. Quando portai a far vedere la targa ad Atr. Antonio Pescarolo scoppiò a piangere. Antonio Pescarolo mori nei primi anni 2000. Io gli mandai un sms di auguri di fine anno, stava malissimo. Non rispondeva a nessuno Ma a me rispose lo stesso .ricordandomi che quella cosa era la più bella che aveva fatto in assoluto. Quando mori nonostante i miei impegni in giro per l’Italia andai al suo funerale: volevo portare quella targa e metterla nella tomba, poi ebbi un sogno. Mi apparse lui che mi diceva: .tienila tu quella targa in fondo è merito tuo io ho solo collaborato. Così portai dimostrare a tutti cosa abbiamo fatto insieme. Non dimenticarmi eh? Quella targa servirà anche a questo. La conservo ancora come una reliquia, per me vale più di un Oscar.

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