50 ANNI DI STORIA ITALIANA ATTRAVERSO LA TV

Il libro di Massimo Emanuelli  è edito per i tipi della Greco & Greco Editori, è uscito nel 2003 in occasione di molti anniversari, non soltanto dei 50 anni storia della televisione in Italia e cioè di 50 anni di storia della Rai. Nelle pagine di 50 ANNI DI STORIA ITALIANA ATTRAVERSO LA TV vi è anche la storia del giornalismo radiotelevisivo, di molte emittenti private, e i quei programmi culturali (storici, pedagogici, letterari, educativi e didattici) che mancano alla tv attuale.

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Riportiamo la recensione di Fabrizio Soletti, allora giornalista della redazione romana di Tv Sorrisi e Canzoni, al libro di Emanuelli, la prefazione di Gigi Vesigna (direttore storico di TV SORRISI E CANZONI) e l’introduzione di Massimo Emanuelli.

L’opera di Emanuelli si può definire una storia d’Italia attraverso la radio, le canzoni e la televisione. Il libro esce in un periodo di anniversari: 50 anni di televisione pubblica, 50 anni di TV SORRISI E CANZONI, 30 anni di televisioni private, 20 anni di Fininvest.

L’autore, storico ed esperto di comunicazione, ricostruisce la storia d’Italia della seconda metà del XX secolo attraverso i suoi mezzi di comunicazione: stampa, radio e televisione. L’opera è infatti, al contempo, una storia del giornalismo popolare italiano, una storia della radio, e una storia della televisione italiana.

Nei primi dodici capitoli l’autore ricostruisce, attraverso le pagine di TV SORRISI E CANZONI, la storia della Rai e di Mediaset. Ma, per non fare torto a nessuno, e per obiettività storica, nonché grazie alla sua memoria di ferro e alle sue indagini, l’autore è riuscito a ricostruire le vicende di molte emittenti locali lombarde, e dei grandi settimanali popolari. Vi è anche spazio per testate come il TV RADIOCORRIERE, ONDA TV, FILM TV, e per i magazine dei grandi quotidiani, IL TELEVENERDI’ e TV SETTE. L’opera contiene infine un indice di tutte le televisioni italiane, locali, interregionali, e regionali, censite oggi in Italia.

Leggendo il libro di Emanuelli ci si accorge come i più grandi comunicatori italiani del XX secolo siano sono stati Gabriele D’Annunzio (a cui l’autore attribuisce giustamente la paternità del primo tentativo di giornale popolare in Italia, già alla fine del XIX secolo), Edilio Rusconi (l’inventore della stampa popolare italiana nel secondo dopoguerra), Gigi Vesigna (inventore della stampa radio-televisiva), Mike Bongiorno (primo personaggio della televisione italiana, colui che ha insegnato la lingua italiana agli italiani più di Dante e Manzoni), e Silvio Berlusconi.

Fabrizio Soletti, ex giornalista della redazione romana di TV SORRISI E CANZONI

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PREFAZIONE

di Gigi Vesigna

Le canzonette e lo spettacolo hanno sempre accompagnato la vita degli italiani, soprattutto nei momenti più tristi, popolo di navigatori, santi ed eroi, ma anche di artisti e cantanti. Il mondo della canzonetta è sempre stato considerato minore rispetto, ad esempio, a quello della musica classica e della musica lirica, ma ha contribuito indirettamente a cementificare la nazione fin da quando gli italiani impazzivano per le canzonette dell’Eiar. Il cinema e il teatro sono stati nobilitati dall’istituzione di cattedre universitarie, dalla stesura di parecchi testi, dall’assegnazione di tesi di laurea, ma, ad eccezione del lavoro di Aldo Grasso, e di qualche altra monografia, nelle università italiane mancano le cattedre di STORIA DELLA TELEVISIONE. Analogamente le cattedre di STORIA DEL GIORNALISMO si occupano poco di storia dei rotocalchi, non esisteva fino a questo momento una storia della stampa radiotelevisiva, anche le cattedre di STORIA CONTEMPORANEA prendono poco o per niente in considerazione la storia dello spettacolo.

In questi ultimi anni sono apparse in Italia molte monografie su artisti del cinema, della radio, della televisione, della musica leggera, opere enciclopediche e dizionari su cinema, radio e televisione, ma non era mai stata pubblicata la storia di un giornale di spettacolo, e una sintetica storia della stampa radiotelevisiva. La storia del giornalismo italiano è stata finora concepita come studio dei giornali quotidiani d’informazione e politici, e, in alcuni casi, dei settimanali d’informazione, poco spazio è stato dedicato alla storia della televisione, ad eccezione delle opere di Aldo Grasso, al giornalismo televisivo, e ai rotocalchi definiti “leggeri” ma che sono i più letti dagli italiani. La stampa radiotelevisiva e in primis TV SORRISI E CANZONI sono entrati nel costume e nella cultura degli italiani che ne hanno fatto l’unico settore a non avvertire la crisi, gli stessi quotidiani per incrementare le misere vendite hanno dovuto proporre l’inserto settimanale radiotelevisivo.

Il boom della stampa periodico è esploso subito dopo la fine della seconda guerra mondiale: accanto ai quotidiani sorsero i periodici che furono subito più letti degli stessi quotidiani. Uno strepitoso successo lo ottennero GRAND’HOTEL, sorto nel 1945, la DOMENICA DEL CORRIERE, le riviste di Longanesi, ed una serie di rotocalchi sorti sempre nel dopoguerra come OGGI, e, più tardi, BOLERO FILM, GENTE, EPOCA, NOVELLA 2000, EVA EXPRESS e STOP. Ognuna di queste testate si è specializzò in un determinato settore: chi nei fotoromanzi, chi nel pettegolezzo, chi nella cronaca nera, chi nello scandalo (solo i più giovani non ricorderanno la mitica ABC), chi nell’attualità vista dal suo lato mondano.

Fino al 1952 però nessuno aveva avuto l’idea di dar vita ad una rivista di musica che colmasse ad un’assurda lacuna in un paese di cantori come l’Italia, che fosse autorevole come lo erano le riviste letterarie e scientifiche nel loro settore. L’unico esempio esistente in Italia era MUSICA E DISCHI, un mensile fondato nel 1945 da Aldo Mario De Luigi, un editore musicale, già addetto stampa de LA VOCE DEL PADRONE, MUSICA E DISCHI era un mensile di quattro pagine in formato quotidiano, il primo numero riportava in copertina la foto di Arturo Toscanini, MUSICA E DISCHI era però una rivista per addetti ai lavori, per patiti della musica classica, lirica, sinfonica, poco era lo spazio che dedicava alla musica leggera e ai suoi divi, soltanto con il passare degli anni, soprattutto dopo la nascita di SORRISI, MUSICA E DISCHI allargherà il suo interesse anche alla musica leggera. L’unico settimanale esistente nel settore dello spettacolo era allora BOLERO FILM, rivista di fotoromanzi e divi fondata nel 1947 da Luciano Pedrocchi, ma BOLERO FILM non dava molto spazio alla radio, e, successivamente alla televisione. L’idea di dare vita ad una rivista di musica che colmasse la lacuna esistente nel mercato italiano viene all’inizio degli anni ’50 ad Agostino Campi, figlio di Giuseppe, editore di canzonieri, testi e spartiti musicali. La Campi Editore era sorta a Foligno alla fine dell’800 stampava i testi delle canzoni, gli oroscopi di Barbanera, che venivano venduti dagli ambulanti per le piazze d’Italia. All’inizio degli anni ’50 i fratelli Campi pensarono di dar vita ad un giornale contenente esclusivamente i testi delle canzoni richieste dai lettori, tale fu la fisionomia del primo ed unico numero del giornale uscito nel 1952 con il titolo di SORRISI E CANZONI D’ITALIA, e dei numeri successivi usciti nel secondo semestre del 1953 dopo nove mesi di silenzio forzato nel corso dei quali l’editore Campi aveva maturato la decisione di fare uscire il giornale, che originariamente doveva essere mensile, con cadenza settimanale. I primi lettori erano infatti interessati esclusivamente ai testi delle canzoni che imparavano diligentemente a memoria, che ritagliavano ed incollavano diligentemente su quaderni a righe, col passare del tempo i gusti del pubblico si modificarono e SORRISI, che intanto aveva aumentato il numero delle proprie pagine, estese il proprio interesse anche alle trasmissioni radiofoniche, a rubriche fisse, e a servizi vari dedicati alla vita dei cantanti. Il primo direttore di SORRISI E CANZONI D’ITALIA, che di li a poco si chiamerà semplicemente SORRISI E CANZONI, fu stesso Agostino Campi,che manterrà la direzione fino al 1956, anno in cui la cederà al figlio Giuseppe, l’intento del fondatore della rivista era quello di presentare anche l’altra faccia della medaglia dell’Italia che oltre a lavorare sodo per la ricostruzione di un paese uscito distrutto dalla seconda guerra mondiale ha intenzione di divertirsi. SORRISI E CANZONI è la prima rivista italiana esclusivamente musicale, fin dalla sua nascita si rivela una fortunata iniziativa editoriale a cui arride il favore del pubblico di fedeli e qualificati lettori che aumenterà sempre di più nel corso degli anni successivi portandolo a livelli mai raggiunti da una pubblicazione in Italia e al quarto posto delle pubblicazioni europee. Non è un caso che SORRISI viene ideato lo stesso anno in cui nasce il festival di Sanremo, il primo numero apparirà nell’ottobre 1952, un anno dopo l’inizio del festival, sarà a 20 pagine, in bianco e nero, e ha il sottotitolo di SETTIMANALE DI RADIOCANZONI E VARIETA’, col passare dei mesi infatti SORRISI dalla pubblicazione dei soli testi delle canzoni estende la sua attenzione ad un colloquio diretto coi suoi lettori, non solo per quanto riguarda le canzoni, e da così vita a rubriche fisse, compaiono inoltre i palinsesti delle stazioni radiofoniche, e servizi sulla vita dei cantanti, essendovi così meno spazio per pubblicare i testi di tutte le canzoni, l’editore Campi farà uscire dei supplementi mensili con i soli testi delle canzoni, supplementi che saranno pubblicizzati sulle stesse pagine di SORRISI E CANZONI, che veniva venduto sia nelle edicole, sia attraverso gli ambulanti nelle piazze dei paesi e delle città d’Italia.

SORRISI degli anni ’50 era comunque profondamente diverso da quello da me diretto e da quello odierno, che hanno incentrato il loro interesse prevalentemente sulla televisione. Negli anni ’50 aveva 20 pagine in bianco e nero, pubblicava i testi delle canzoni, i programmi della radio, e interviste ai cantanti, ma già iniziava a proporre concorsi per i lettori. Le copertine degli anni ’50 erano dedicate a Claudio Villa, Nilla Pizzi, Gino Latilla, Luciano Taioli, Flo Sandon’s, Katina Ranieri. I cantanti in quegli anni in cui non c’era la televisione erano solo una voce, la maggior parte degli italiani li conobbe visivamente grazie alle fotografie pubblicate da SORRISI, che negli anni ’50 celebrava l’estrazione modesta dei divi della canzone e il successo che premia, come nelle fiabe, il talento e l’onestà. Erano in molti a credere alle belle favole proposte da SORRISI che patrocinava concorsi canore per dilettanti e che aumenta così il numero delle copie vendute settimana per settimana.

Con il 1954 SORRISI E CANZONI, che di li a poco aggiungerà nella testata la parola TV, pur mantenendo le caratteristiche avute fin dalla sua nascita, si trasforma in un settimanale portavoce del mondo dello spettacolo in generale e di quello della televisione in particolare. La rivista assiste in diretta alla nascita della televisione, annuncia il grande evento e gli da spazio proprio mentre i grandi quotidiani nazionali e gli altri periodici ignorano la notizia della nascita del nuovo media, o la collocano nelle pagine centrali all’interno delle “brevi”. SORRISI inizia a pubblicare i programmi televisivi, seppur all’inizio ancora in coda a quelli radiofonici, fin da quando la televisione è nella sua fase sperimentale. Con il 1956, anno in cui la direzione di SORRISI passa da Agostino Campi al figlio Agostino, i protagonisti del giornale oltre ai cantanti diventano i personaggi del piccolo schermo: Mike Bongiorno Ugo Tognazzi, Walter Chiari, Raimondo Vianello, Erminio Macario, Enzo Tortora, Mario Riva. SORRISI è una sorta di NOVELLA 2000 della musica leggera e dello spettacolo: non c’è pettegolezzo che gli sfugge, non c’è nessun contratto milionario di cui non sia al corrente. Nel 1957 le pagine salgono a 24, aumenta anche il prezzo di copertina, passato dalle 30 lire dei primi numeri alle 40 attuali, le copertine iniziano ad essere stampate a colori.

Fin dalla sua nascita SORRISI si presenta indipendente da qualsiasi forza politica e da qualsiasi condizionamento e cerca di essere il più obiettivo possibile schierandosi soltanto dalla parte del pubblico coinvolgendo con referendum e concorsi sui cantanti e sui divi dello spettacolo, SORRISI già nel corso della seconda metà degli anni ’50 si schiera per una televisione privata accanto a quella pubblica e polemizza contro la burocrazia e l’oscurantismo dei funzionari della televisione di Stato, in più di un’occasione il giornale si fa promotore di varie campagne stampa aventi quale unico obiettivo quello di favorire gli interessi dei telespettatori, memorabili le campagne per la riduzione del canone di abbonamento e contro la censura, nonchè le critiche ad alcuni programmi televisivi, battaglie fatte soltanto al fine di indurre funzionari, attori e presentatori a migliorare qualitativamente e quantitativamente il livello della nostra televisione.

Di ben diversa intonazione è il pastoso e burocratico RADIOCORRIERE, organo ufficiale della Rai, che è soltanto un bollettino dell’azienda televisiva di Stato, che non inoltra logicamente alcuna polemica nei confronti della Rai, e che lascia poco spazio ai servizi sulle canzoni, occupandosi solo di radio e di televisione, oltre a non avere delle rubriche, come quelle di SORRISI, che danno ai lettori un dialogo diretto con il giornale.

Con l’avvento della televisione e, a seguito del successo di SORRISI E CANZONI, si registra in Italia un vero e proprio boom di testate radiotelevisive, alla fine del 1954 nasce su iniziativa dell’editore Setra SETTIMANA RADIO TV, che verrà rilevato dall’editore Pulzoni, negli anni ’60, e dall’editore Peruzzo, negli anni ’70, SETTIMANA RADIO TV vivrà fino al 1978, anno in cui chiuderà, ma avrà un’importante funzione nella storia della stampa periodica radio-televisiva italiana: quella di essere stato per alcuni decenni l’unico concorrente di TV SORRISI E CANZONI. Ricordo con nostalgia SETTIMANA RADIO E TV poiché proprio scrivendo per quel settimanale iniziai la mia carriera giornalistica, che mi porterà successivamente alla direzione di TV SORRISI E CANZONI.

Con l’inizio degli anni ’60 SORRISI E CANZONI, diventato nel frattempo TV SORRISI E CANZONI, avverte i cambiamenti in atto nel pubblico italiano, e si schiera subito in favore degli urlatori e dei nuovi cantanti che stanno mandando in pensione i melodici. La direzione di TV SORRISI E CANZONI passa da Giuseppe Campi a Tarquinio Maiorino, il giornale rinnova la sua veste grafica ed i contenuti, Maiorino inizia a dedicare spazio all’attualità non solo inerente il mondo dello spettacolo, partono grandi inchieste, proseguono i concorsi, il giornale inizia ad uscire con alcune pagine a colori, oltre alla copertina, le pagine a colori aumenteranno sempre di più col passare degli anni fino a quando il giornale sarà interamente stampato a colori. Gli effetti della direzione Maiorino si iniziano subito a sentire già all’inizio degli anni ’60 TV SORRISI E CANZONI tocca la cifra record di 1.575.000 copie di tiratura ed è il giornale più letto dagli italiani. TV SORRISI E CANZONI offre l’esclusiva della pubblicazione dei testi delle canzoni in gara al festival di Sanremo, servizi e reportage di attualità, interviste in esclusiva, articoli di divulgazione scientifica, rubriche varie, ed è inoltre il primo giornale in Italia a presentare le emittenti televisive private americane. Le inchieste proposte da TV SORRISI E CANZONI sono anche un utile strumento per comprendere i gusti e le preferenze degli italiani di allora, per ricostruire la storia del nostro costume, di quell’Italia uscita dalla ricostruzione e che si avvia al boom economico. TV SORRISI E CANZONI è il primo giornale ad effettuare sondaggi, dapprima inerenti i cantanti e i programmi televisivi preferiti dai lettori, poi ad altri settori. Il giornale alla redazione romana ne affianca una milanese e si da una rete di corrispondenti in città come Napoli, Torino, Palermo, Bologna, Firenze, Genova, una pattuglia di inviati speciali è sempre in movimento, TV SORRISI E CANZONI ha anche una folta schiera di corrispondenti all’estero. Le firme famigliari ai lettori degli anni ’60 sono quelle di Rodolfo D’Intino, curatore dei servizi sui programmi televisivi, dell’esperto musicale Maso Biggero, di Antonio Lubrano, curatore di interessanti inchieste di costume, Marcella Lorenzetti Guidi, corrispondente da New York, Mino Colao da Parigi, ed altri corrispondenti esteri, oltre allo stesso direttore Tarquinio Maiorino che con la sua rubrica OSSERVATORIO instaura un dialogo diretto con i lettori. TV SORRISI E CANZONI è diventato giornale della famiglia: il pubblico femminile trova il suo spazio grazie ai pettegolezzi, alla rubrica BELLEZZA, curata da Luisina Magrini, per il pubblico maschile vengono presentati articoli sullo sport (pugilato, calcio, ciclismo, Olimpiadi) firmati da Sandro Ciotti, Maurizio Barendson e Gastone Caron, ma è anche giornale per i giovani che possono leggere i servizi sui Beatles, sui Rolling Stones, sui cantanti stranieri grazie ai servizi di Gianni Minà ed Ennio Caretto. Gianni Boncompagni, Rita Pavone ed altri beniamini degli anni ’60 diventano collaboratori di SORRISI curando settimanalmente rubriche fisse, inizia a comparire anche una rubrica religiosa curata da Padre Ugolino, il frate del mondo dello spettacolo che ha celebrato le nozze di alcuni divi. Grazie a tutte queste novità TV SORRISI E CANZONI, che ha intanto portato il numero delle pagine a 64, soddisfa i lettori di tutte le età, ed ha aumentato anche il numero dei lettori arrivando sfiorare la tiratura di 2.000.000 di copie alla settimana, e di un numero di lettori stimabile sui 10.000.000. Il numero dei lettori è cresciuto anche grazie alla comparsa della rubrica I PIU’ VENDUTI, classifica settimanale dei dischi più venduti curata inizialmente da Rodolfo D’Intino e poi affidata alla S & G, società di sondaggi, anche la vita politica inizia ad interessare SORRISI, uomini politici vengono presentati ai lettori parlando della loro vita privata e dei loro gusti musicali, poi in merito ai loro interventi in favore dello spettacolo, quindi in merito alla loro attività politica. Giulio Andreotti confessò di avere letto SORRISI dal suo barbiere. In quegli anni SORRISI non ha concorrenti, ha distaccato di gran lunga il RADIOCORRIERE TV, ha milioni di lettori e introiti dalla pubblicità che viene raccolta dalla Rizzoli che, diventata socia dei fratelli Campi, cura anche la stampa del giornale.

Per cercare di porre un argine a SORRISI nel 1966 due concorrenti (BOLERO FILM e TELETUTTO) si fondono, nasce BOLERO FILM TELETUTTO, ma la nuova testata non sottrae lettori a SORRISI, negli anni ’70 BOLERO FILM TELETUTTO diventerà semplicemente BOLERO TELETUTTO, poi semplicemente BOLERO, oggi TELEBOLERO, passando attraverso diverse proprietà editoriali, ma senza mai scalfire il colosso SORRISI.

Sul finire degli anni ’60 ha inizio una nuova era per TV SORRISI E CANZONI, a seguito delle dimissioni di Tarquinio Maiorino, lasciano il giornale alcuni veterani come Maso Biggero Rodolfo D’Intino, Sandro Ciotti, Maurizio Costanzo, Maurizio Barendson (passati a lavorare in radio e in televisione), a SORRISI dopo un breve periodo di interregno di Giorgio De Fonseca, socio dei fratelli Campi, e di Antonio Lubrano, qualcuno aveva pensato di togliere dalla testata la parola SORRISI trasformandola in TV ILLUSTRAZIONE. TV senza SORRISI? Impossibile! Il giornale ebbe infatti un calo di vendite, e tornò poco dopo ad essere TV SORRISI E CANZONI. Sul finire degli anni ’70 giunse alla direzione Dario Baldi.

Baldi rinnova il corpo redazionale e porta con se alcuni giornalisti che caratterizzeranno un nuova fase della storia del giornale: Cesare Carassiti, Carlo Berti, Emilio De Rossignoli, Gianni De Chiara. Dario Baldi mi convinse a lasciare BOLERO FILM e ad occuparmi della redazione milanese di SORRISI, fui io a dargli gli spunti per la creazione di alcune fortunate iniziative che aumentarono la popolarità di SORRISI: la trasformazione della rubrica I PIU’ VENDUTI nelle SUPERCLASSIFICHE dei dischi più venduti (45 giri, 33 giri e nastri), la creazione di VOTA LA VOCE, referendum fra i lettori del giornale sui cantanti più graditi, che ricevono una targa d’oro, prima, e, successivamente i famosi Telegatti, e il GRAN PREMIO DELLA TV (attuale premiazione con i Telegatti).

L’origine dell’Emmy Italiano (GRAN PREMIO INTERNAZIONALE DELLA TV o serata dei Telegatti che dir si voglia) risale al 1969. Dal 1960 all’Hotel Astoria di Reggio Emilia, e successivamente a Salsomaggiore, si svolgeva un premio per la regia televisiva organizzato dalla Rai che, nell’ambito di una manifestazione presentata da Daniele Piombi, premiava le migliori trasmissioni televisive e i migliori personaggi del piccolo schermo, il giudizio veniva espresso da una giuria composta da giornalisti. A partire dal 1969 TV SORRISI E CANZONI decise di organizzare sempre a Salsomaggiore, a fianco della manifestazione ufficiale della Rai, una premiazione analoga ma tramite una giuria popolare che è quella composta dai lettori di SORRISI che potranno esprimere le loro preferenze inviando alla redazione un’apposita scheda pubblicata sullo stesso giornale. SORRISI organizzerà a Salsomaggiore una serata di gala nel corso della quale i divi preferiti dai lettori saranno premiati con una targa d’argento. Con il 1969 al premio ufficiale di Salsomaggiore si contrappone da questo momento quello dei lettori di SORRISI, tale premio, appunto perchè fatto con i voti dei lettori di SORRISI, darà fastidio alla Rai perchè sottrae lettori al RADIOCORRIERE TV, organo ufficiale della Rai. Dopo quattro edizioni, precisamente a partire dal 1972 il premio di SORRISI cambia: dall’iniziale targa d’argento, diventata d’oro con il 1970, si passa alla premiazione con un Telegatto d’argento, il Telegatto proprio nel 1972 è diventato la mascotte di SORRISI il suo disegno infatti compare nella rubrica LETTERE AL DIRETTORE.

Nel 1979 il Telegatto d’argento diventa d’oro, nel 1980 la cerimonia di premiazione viene trasferita da Salsomaggiore nei giardini di Naxos, nel 1981 la cerimonia dei Telegatti, che fino ad allora consisteva in un articolo e in una pagina di fotografie pubblicate su SORRISI, viene ospitata in televisione nell’ambito di DOMENICA IN. Nel 1984 la manifestazione organizzata da SORRISI, giunta alla sua sedicesima edizione, compie un’ulteriore salto di qualità, il definitivo. A partire da tale anno, per non creare confusione con il premio nazionale per la regia televisiva organizzato dalla Rai, SORRISI decide di cambiare la data e il luogo della cerimonia di premiazione. Mentre la Rai continuerà ad organizzare la sua manifestazione ai giardini di Naxos in giugno (salvo poi trasferirla a Sanremo e anticipandola ad aprile nel 1996) SORRISI organizza la propria manifestazione, che viene trasmessa la sera successiva sugli schermi di Canale5, al Teatro Manzoni di Milano. Nel 1985 la manifestazione si trasferisce dal Teatro Manzoni al Teatro Nazionale (sempre a Milano) e nel 1987, per distinguersi definitivamente dal premio per la regia televisiva organizzato dalla Rai, viene modificato il nome da GRAN PREMIO NAZIONALE DELLA REGIA TELEVISIVA in GRAN PREMIO INTERNAZIONALE DELLA TV. La scelta milanese e non romana non è casuale: Milano nel corso degli anni ’80 è la città più internazionale d’Italia, oltre ad essere la città dove si è affermato definitivamente il settore terziario e pubblicitario. Anche la scelta del mese di maggio non è casuale: in queste periodo infatti si tirano le somme della stagione televisiva, si registra la chiusura delle maggiori trasmissioni, parte la programmazione estiva, e le emittenti iniziano a lavorare per la programmazione della successiva stagione. La cerimonia dei Telegatti è anzi l’ultima grande trasmissione della stagione televisiva. I Telegatti di SORRISI hanno ormai la valenza degli Emmy, i prestigiosi premi assegnati negli Stati Uniti agli attori e ai programmi televisivi, e la stessa cerimonia del GRAN PREMIO INTERNAZIONALE DELLA TV diventa una sorta di “notte degli Oscar” della televisione italiana. A condurre la serata di premiazione sono chiamati Mike Bongiorno, Corrado, Pippo Baudo, Paolo Bonolis, o altri noti presentatori che rappresentano la storia televisione italiana, i quali a volte si trovano nell’imbarazzante situazione di doversi autopremiare, non a caso in testa alla classifica generale dei Telegatti c’è Mike Bongiorno, che al 2002 ha conquistato 16 Telegatti. Ad affiancare il conduttore c’è sempre un’anchorwoman affermata, a turno Alba Parietti, Milly Carlucci, Raffaella Carrà, Mara Venier. Con gli anni al fine di accontentare più autore, conduttori e personaggi televisivi i programmi e i personaggi vengono suddivisi in varie categorie, si passa così dagli iniziali due Telegatti d’oro agli attuali due d’oro e tredici in bronzo placcato in oro.

La notte dei Telegatti è contemporaneamente festa di SORRISI, festa della televisione, festa dei divi della televisione, e festa dei lettori di SORRISI che possono mediante il referendum votare, alcuni di essi partecipare, ed uno anche essere premiato proprio col Telegatto. Tutti i lettori che votano, anche coloro che non sono premiati e che non possono presenziare si sentono coinvolti soltanto inviando la cartolina inserita nel giornale, ma c’è anche chi insinua che i vincitori dei Telegatti siano decisi a tavolino: nell’edizione 2000 su 18 Telegatti ben 15 sono stati assegnati a programmi e a trasmissioni Mediaset, di contro ai soli 3 andati alla Rai.

Ma la notte dei Telegatti è anche un galà infinito di star, dalla Deneuve ad Andreotti, da Sylvester Stallone ad Enzo Biagi, da Ambra ad Emilio Fede, dal Gabibbo al sindaco di Milano Gabriele Albertini, dai divi di BEAUTIFUL a Mara Venier. Milano per una sera si trasforma in Hollywood, in diciotto anni sono stati assegnati 36 telegatti d’oro e ben 400 in bronzo dorato, il sempreverde Mike Bongiorno e l’inossidabile Enzo Biagi al 2001 sono i personaggi più premiati. Per i pochi fortunati che possono accedere al Teatro Nazionale quella dei Telegatti è una serata memorabile, i posti in sala sono limitatissimi perchè sono invitati tutti i vip della televisione, anche quelli che non hanno vinto: l’importante è partecipare. Chi non può partecipare si consola guardando la kermesse in televisione, il calore con cui il pubblico televisivo segue da anni la cerimonia conferma la validità di un appuntamento che è entrato, come il festival di Sanremo, Miss Italia e i campionati mondiali di calcio, a far parte della storia del costume italiano. Dodici milioni di italiani (stando ai dati Auditel riferiti all’edizione 2000) si sono seduti davanti al televisore e si sono goduti minuto per minuto questa luccicante passerella di volti noti.

Un’altra manifestazione storica di SORRISI è VOTA LA VOCE, un referendum popolare fra i lettori del settimanale che dovranno scegliere il cantante uomo, la cantante donna, il complesso e il cantante straniero che preferiscono, scrivendone i nomi su un apposito tagliando pubblicato da SORRISI. Fra coloro che avranno inviato la scheda verranno estratti alcuni fortunati che si aggiudicheranno ambiti premi. I cantanti vincitori del referendum fra i lettori di SORRISI vengono premiati con il Telegatto nell’ambito di una manifestazione che si svolge al termine dell’estate a Montecatini. Nel 1975 giunta alla sua terza edizione VOTA LA VOCE, che SORRISI organizza ora con Radio Montecarlo, emittente radiofonica alternativa alla Rai e caratterizzata da un ascolto giovanile, si trasferisce da Montecatini a Salsomaggiore, la cerimonia di premiazione viene condotta da Daniele Piombi. Con l’edizione 1977, anno contrassegnato dal boom delle radio libere che trasmette musica 24 ore su 24, i lettori di SORRISI che partecipano a VOTA LA VOCE, possono votare, oltre che per i cantanti, per la loro radio libera preferita, al primo posto si classificherà Gbr di Roma, al secondo posto Radio Stramilano di Milano, e al terzo Radio Montestella di Milano. Con il 1978 la cerimonia di premiazione del concorso VOTA LA VOCE, giunto alla sua sesta edizione, si svolge a metà settembre al Palasport di Bologna, davanti a 12.000 spettatori. L’edizione 1979 di VOTA LA VOCE, la settima, la terza consecutiva che si svolge al Palasport di Bologna, viene trasmessa per la prima volta in televisione da 80 emittenti private locali, più o meno quelle che abitualmente mandano settimanalmente in onda anche il programma SUPERCLASSIFICA SHOW. A partire dal 1985 la serata finale di VOTA LA VOCE condotta da Claudio Cecchetto viene trasmessa sugli schermi di Canale5, con il 1989 la serata finale, sempre trasmessa da Canale 5, si trasferisce dal Palasport di Bologna al teatro romano di Fiesole. Nel corso degli anni ’90 la finale di VOTA LA VOCE, sempre trasmessa da Canale5: è condotta da Red Ronnie affiancato da una partner femminile. Ombretta Colli, Enrica Bonaccorti, Alba Parietti, Mara Venier e Maria Grazia Cucinotta, sono le soubrette che si alternano nel corso degli anni ’90 al fianco di Red Ronnie. Nel settembre 1996 nuovo trasloco per la finale di VOTA LA VOCE dal teatro romano di Fiesole alla piazza Grande di Arezzo. Il referendum per la scelta dei migliori cantanti scelti dai lettori di SORRISI è giunto alla sua trentesima edizione nel 2001, ad oggi è il complesso dei Pooh ad avere avuto il maggior numero di vittorie e quindi di Telegatti.

Sempre durante la mia direzione che è stata ventennale iniziai a parlare della televisione a colori ancor prima dei funzionari della Rai, fu lo stesso giornale ad accelerare l’inizio delle trasmissioni a colori pubblicando i palinsesti dei programmi televisivi a colori. Ricordo che allorquando divenni direttore, anno 1973, aumentari lo spazio dedicato alle rubriche fisse, il giornale iniziò ad occuparsi anche di politica, attualità e sport, e durante l’estate si trasformava in guida turistica illustrando con interessanti servizi le località turistiche.

SORRISI non prese mai un orientamento politico, ricordo che nel 1972 comparve una pubblicità elettorale per la DC e per il PRI, ciò suscitò la protesta dei lettori, ma questi partiti erano visti alla stregua delle ditte che volevano pubblicizzare i propri prodotti. Sempre a metà degli anni ’70 decisi di pubblicare i palinsesti delle emittenti televisive straniere che trasmettevano in lingua italiana, e a battermi per la pluralità delle antenne. Decisi inoltre di spostare la redazione centrale a Milano, città che allora era la capitale discografica, intravedevo inoltre che il futuro sarebbe stato delle televisioni private (erano da poco nata le emittenti via cavo) che avrebbero trovato terreno fertile proprio nel capoluogo ambrosiano.

Assunsi un gruppo di giornalisti che fecero la fortuna del giornale: Maurizio Seymandi (già collaboratore della Rai), Gherardo Gentili (proveniente da BOLERO FILM), Rosanna Mani (proveniente da BOLERO FILM), Gustavo Musumeci e Danilo Maggi. Decisi di fare una ripartizione dei lavori tayloristica: Maurizio Seymandi e Gherardo Gentili si sarebbero occupati dei servizi musicali e delle superclassifiche), Gustavo Musumeci dei palinsesti televisivi), Rosanna Mani delle iniziative radio-televisive, Carlo G.Dansi di cinema, Gabriele Damiani e Paolo Cucco di attualità).

TV SORRISI E CANZONI alla fine degli anni ’70 supererà i 2.000.000 di copie di tiratura, quando il RADIOCORRIERE TV non superava le 500.000 copie settimanali, più o meno la stessa cifra di BOLERO TELETETUTTO, mentre a partire dal 1976 sorgeva una nuova testata, GUIDA TV, creata dalla Mondadori, che però non riusciva neanch’essa a scalfire SORRISI. La concorrenza mi spinse comunque a rinnovare ulteriormente SORRISI: iniziai a pubblicare, primo in Italia, i palinsesti delle televisioni private, dapprima sotto forma di inserto, poi accanto ai palinsesti dei programmi Rai. Iniziai a stringere alleanze con le emittenti private producendo un programma SUPERCLASSIFICA SHOW, curato da Maurizio Seymandi, in onda su 32 emittenti, pubblicità all’emittente su SORRISI, in cambio di pubblicità a SORRISI sui palinsesti. Decisi di essere sempre vicino al pubblico con giochi, sondaggi e referendum che coinvolgevano settimanalmente i lettori, e, novità, pubblica cartoline per partecipare ai programmi televisivi, incremento delle vendite e possibilità di tastare il polso ai lettori, comprendendo con immediatezza i gusti, gli umori e gli interessi televisivi e musicali del pubblico. Con il 1977 anche il concorrente RADIOCORRIERE iniziò a pubblicare i palinsesti delle tv private, ma nonostante ciò proseguirà inesorabilmente nella sua crisi. Il TV RADIOCORRIERE negli anni ’80 scese a 360.000 copie, ad un certo punto gli allora dirigenti della Rai mi contattarono e mi proposero di dirigerlo, ma io rimasi a SORRISI.

La crisi del RADIOCORRIERE era dovuta a SORRISI e ai giornali concorrenti che nascevano come i funghi. Nel 1978 erano infatti nate ONDA TV e TELESETTE, ma nonostante ciò portai, nel 1984, e cioè poco prima dell’acquisto di SORRISI da parte di Silvio Berlusconi, a 2.400.000 copie settimanali. Con la seconda metà degli anni ’70 decisi di spostare il giornale verso la televisione, stavano infatti nascendo le prime emittenti private, fermo restando l’interesse per le canzoni, che restava immutato nella stagione estiva (quando solitamente iniziano le repliche) e per il festival di Sanremo. Ho seguito 42 edizioni di Sanremo, come giornalista, e come direttore, ho fatto anche parte della Commissione Selezionatrice e ho condotto il Dopo Festival, ancora oggi le emittenti televisive mi invitano a commentare il festival e a svelare in anticipo chi sarà il vincitore, memori forse di quanto accadde nel 1982, allorquando decisi di pubblicare con una settimana d’anticipo sulla copertina di SORRISI la fotografia di Riccardo Fogli che poi avrebbe vinto il festival. Successo il finimondo: qualcuno accusò il festival di essere pilotato con decisioni di vittorie finali prese in anticipo a tavolino, da questo momento decisi, al fine di evitare inutili polemiche, di non indovinare in anticipo il vincitore, ma, in modo equanime, di pubblicare sulla copertina di SORRISI antecedente la settimana del festival una sola foto con tutti i partecipanti alla manifestazione. In questo modo nessuno si lamenterà più, però, salvo rarissime eccezioni (una sola, praticamente, quella dell’anno successivo) il vincitore di Sanremo lo conoscerò in anticipo. Esperienza? Arti divinatorie? No, semplicemente conoscenza del mondo della canzone, delle strategie dei discografici, e, soprattutto, dei motivi per i quali un cantante straffermato decide di giocarsi la popolarità perdendo, e non vincendo, a Sanremo…”

Con Silvio Berlusconi editore non ha mai avuto alcun problema nella conduzione del giornale, mi lasciò infatti carta bianca, potei proseguire a fare il direttore con la stessa libertà che avevo avuto negli undici anni precedenti. Fin dalla seconda metà degli anni ’70 avevo condotto una battaglia in favore dell’emittenza privata perché sono sempre stato per la pluralità d’informazione, e perché i gusti del pubblico fin dall’inizio andare incontro ai network e alle piccolo antenne locali. La difesa che feci nel 1984 contro il decreto di alcuni pretori che oscurarono le reti Fininvest non era una piaggeria nei confronti del mio editore, ma la logica prosecuzione di una battaglia che conducevo da anni.

Sono molto grato ad Emanuelli per avere ricostruito le vicende di SORRISI e, al contempo, per avere ricostruito la storia della televisione e dello spettacolo in Italia, che è anche la mia storia professionale.

Emanuelli ricorda anche i successi editoriali: SORRISI raggiunse i 2.500.000 copie nel 1985, 2.700.000 nel 1986, per raggiungere le 3.200.000 nel 1987 e toccare l’ineguagliato record di 3.300.000 sul finire degli anni ’80. Emanuelli mi attribuisce la paternità di un modello di giornalismo televisivo, ciò fu possibile per il successo stesso della televisione. Divenni amico personale di Silvio Berlusconi, mio terzo editore dopo i Campi e i Rizzoli, ciò fu un collante decisivo. Diventai consigliere di amministrazione del Milan, la mia squadra del cuore, ogni domenica ero allo stadio col Presidente che mi diede carta bianca. Poteì così creare nuove rubriche, chiamai come collaboratori Ruggero Orlando, Giulio Andreotti, Enzo Biagi, Luigi Veronelli, Luisa Rivelli, Piero Angela, Carlo Luna, Santi Licheni, tornò a collaborare con SORRISI Antonio Lubrano.

Emanuelli mi attribuisce una scuola di giornalismo, pur non aprendo una vera e propria scuola feci crescere professionalmente Maurizio Seymandi (conduttore di SUPERCLASSIFICA SHOW), Carlo G.Dansi (poi direttore di CIAK), Giorgio Lazzarini (poi a CHI) e molti dei giornalisti ancora oggi in forza a SORRISI. Troppa bontà del caro Emanuelli, ritengo doveroso aggiungere, non per ricambiare la cortesia, ma per verità storica, io aggiungerei il nome dello stesso Emanuelli nella generazione dei giornalisti più recente. In realtà i veri maestri li ho avuti io a SORRISI: Enzo Biagi, Piero Angela, tanto per citarne qualcuno, sono stato io, allievo, a dirigere i veri maestri di giornalismo, e questo ha fatto la mia fortuna, e quella del giornale.

Dalle costole di SORRISI nacquero TUTTO, rivista specializzata in musica, e CIAK, rivista mensile di cinema, NOI, TELEPIU’, altro periodico radio-televisivo, il settimanale degli italiani, l’odierno CHI. All’inizio degli anni ’90 erano sorti nuovi concorrenti: i grandi quotidiani avevano iniziato a proporre un magazine settimanale con i programmi della televisione, e sul quotidiano stesso commentavano i programmi televisivi della sera precedente avvalendosi della collaborazione di un critico specializzato. Nonostante ciò l’ammiraglia SORRISI proseguì nel suo successo e arrivò a 3.300.000 copie, l’allora Presidente della Repubblica Francesco Cossiga mi inviò un telegramma di congratulazioni, Giovanni Paolo II mi ricevette in Vaticane. Nel 1992 festeggiai i 40 anni di SORRISI intitolando ASSOLUTAMENTE PRIMI, organizzai una mostra celebrativa, decisi infine di aumentare la foliazione e di ripartire equamente l’informazione radiotelevisiva e l’attualità.

Toccato l’apogeo verso la metà degli anni ’90 qualcosa si ruppe: la concorrenza dei settimanali radio-televisivi si faceva sempre più incalzante, stavo pensando ad innovazioni per far restare SORRISI assolutamente primo. Oggi SORRISI, seppur molto diverso dal mio, rimane primo, anche se ha perso molti lettori, cioè è dovuto alla concorrenza dei magazine TV SETTE e TELEVENERDI’, ad altre testate sorte (FILM TV, DI PIU’ TV, STAR TV ecc.), e al fatto che non c’è giornale che non parli di televisione.

Ho deciso di fare il free-lance e lavorare per FAMIGLIA CRISTIANA e per altri giornali, collaboro ancora con qualche emittente televisiva locale, ma solo per divertirmi. La mia è una concezione giornalistica antica ma genuina, lavoro solo per divertimento, divertimento che si ha, unitamente anche ad un’inevitabile nostalgia per il giornalismo e la televisione di una volta, leggendo il libro di Emanuelli. Mi auguro che questa lezione sia tenuta presente dalle future generazioni giornalistiche e televisive.

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INTRODUZIONE

di Massimo Emanuelli

Dedicato a chi avrà 20 nel 2050, che riderà di questa televisione del passato, ma che ha insegnato molto ai divi di oggi, che dovrebbero tenere presente coloro che in futuro si occuperanno o faranno la televisione.

La mia idea originaria era quella di fare una storia d’Italia attraverso TV SORRISI E CANZONI, il settimanale più letto dagli italiani. Strada facendo, sia per non fare torto alle altre riviste, sia per le testimonianze e il materiale raccolto in quasi tre anni di lavoro, ho deciso di ampliare l’opera.

Pertanto ricostruisco la storia del costume italiano basandomi sulla stampa popolare, nel primo capitolo relativo ai primi anni ’50 mi soffermo sulle riviste, sulle canzoni e sui programmi della radio, poiché la televisione allora, era considerata un fenomeno secondario poiché non arrivava nelle case di tutti gli italiani. Nei capitoli dal quarto al dodicesimo, seguo la storia del costume italiano, sempre attraverso SORRISI e gli altri settimanali italiani, da qui inizia la storia della tv che si unisce e confonde con quella della stampa popolare. Ho naturalmente dedicato (non dimenticandomi che faccio anche l’insegnante) di parlare della tv didattica e pedagogica.

Nell’ultimo capitolo ho cercato di censire le televisioni locali e regionali esistenti in Italia, essendo il nostro paese ricco di emittenti, credo che vi saranno omissioni, ciò non è per cattiva volontà, ma per la mole del lavoro.

I lettori troveranno quindi molte mancanze, alcune originate da sofferte scelte, altra dall’irreperibilità delle notizie. spero che nessun personaggio della televisione non citato se ne risenta. Mi rendo perfettamente conto dell’incompiutezza del mio lavoro, che, come al solito, sarà il punto di partenza per ulteriori ricerche. Sarebbe interessante scrivere anche una storia d’Italia attraverso le pagine di tutti i settimanali popolari. Oppure ricostruire la storia di tutte le televisioni private italiane, regione per regione, ma l’impresa è titanica.

Qualcuno obietterà che ho usato SORRISI come fonte privilegiata in questa ricostruzione storica. Innanzitutto perché è stato l’unico settimanale che ho potuto consultare interamente, e a tale proposito ringrazio la signora Carmela Zagarella dell’archivio di SORRISI. Poi perché c’è famiglia italiana che non abbia comprato, almeno una volta, TV SORRISI E CANZONI, popolare e colorato settimanale bandiera dello spettacolo italiano.

A parte alcuni interessanti articoli apparsi su PRIMA COMUNICAZIONE o su qualche altro newsmagazine la stampa radiotelevisiva non è mai stata tenuta sotto controllo dai mass-media, sia in generale che in particolare per quanto riguarda TV SORRISI E CANZONI, il periodico leader di tale settore. Su TV SORRISI E CANZONI e sulla stampa popolare i massmediologi e gli storici del giornalismo si sono soffermati sulle cifre di vendita, nessuno però ha mai approfondito il perchè di questo travolgente successo. D’altra parte i direttori e gli editori di periodici famigliari fanno poche indagini di mercato (a parte il caso dell’Audipress) visto che mantengono un filo di collegamento speciale con i propri lettori attraverso le varie iniziative editoriali (posta, concorsi, sondaggi) che SORRISI ha introdotto da anni.

Questo lavoro si propone di comprendere il perchè del successo di TV SORRISI E CANZONI e della stampa radio-televisiva in generale, motivi che non sono così banali come si crede a prima vista: si parlerà di numeri e di cifre, ma, soprattutto, la stampa radiotelevisiva sarà “smontata” nelle sue parti editoriali e nei suoi elementi ricorrenti, e di ognuno di essi verranno analizzate le correzioni che hanno subito nel tempo. Parallelamente si esaminerà la storia del costume e dello spettacolo italiano, e si giungerà a capire come e perchè gli italiani sono cambiati negli ultimi 50 anni. Si cercherà infine di comprendere come si è arrivati alla televisione di oggi, partendo da quella del passato, e di comprendere l’odierno offerta televisiva.

La stampa radio-televisiva è da anni nel panorama editoriale italiano una garanzia di successo editoriale, lo è al punto che nell’ultimo decennio persino i quotidiani, al fine di aumentare le proprie vendite non molto consistenti, hanno deciso di pubblicare dei magazine settimanali dedicati alla televisione, alcuni con successo, altri meno. Per avere successo non basta dare con precisione i palinsesti della settimana cercando di rendere patinato il disordinato flusso televisivo, occorre anche informare i lettori sull’attualità televisiva, presentare i personaggi del piccolo schermo, ed avere coi lettori con dialogo continuo. TV SORRISI E CANZONI è il capostipite del genere e non a caso è stato preso a modello a TV SETTE del CORRIERE DELLA SERA e dal TELEVENERDI’ de LA REPUBBLICA. SORRISI è un settimanale di attualità e di intrattenimento vario che accompagna la storia quotidiana dell’Italia dal 1952, attraverso le annate di SORRISI si ritrovano le “buone cose di pessimo gusto” del costume e del vivere quotidiano di quattro generazioni di italiani. Non a caso nel 1992, in occasione dei festeggiamenti del proprio quarantennale, SORRISI ha organizzato una mostra e realizzato una pubblicazione, intitolate NECESSARIO INDISPENSABILE, che ripercorrevano quattro decenni di oggetto di uso quotidiano. Dai sui albori SORRISI rappresenta il nostro costume e la cultura popolare meglio di qualunque altro periodico nazionale, ed è diventato con gli anni “un’icona pop” dell’editoria nostrana.

Nel corso della sua storia cinquantennale SORRISI ha avuto continui rimaneggiamenti, sia nel suo aspetto estetico, che in quello contenutistico, per adeguarsi alle esigenze dello spettacolo italiano e, soprattutto, per accontentare il suo enorme e variegato pubblico, che lo ha reso il best seller dei periodici italiani e la quarta pubblicazione più venduta in Europa. La sua evoluzione è costituita da varie fase d’assestamento, ripercorribili solo attraverso un’analisi attenta delle sue annate: i cambiamenti del giornale sono stati sempre molto meditati e lunghi, e anche quando sono cambiati gli editori e i direttori, SORRISI non ha subito particolare restyling proprio per nontraumatizzare i suoi lettori.

Parlare di SORRISI per me è parlare di qualcosa che amavo da ragazzo quando lo comprava mia madre, aspettavo con ansia il giovedì giorno in cui usciva SORRISI. Leggevo i testi delle canzoni, ma anche i servizi di attualità e le pagine dedicate ai programmi della televisione. Era una televisione diversa da quella di oggi: soltanto due canali, monopolio dello Stato, di emittenza privata non si parlava. Io sono cresciuto fra Ettore Andenna, Cino Tortorella (il mitico mago Zurlì), Febo Conti, con la tv didattica e pedagogica di Ettore Bernabei. I giovani di oggi invece crescono con altri miti, aiuto… Da bambino vedevo il poeta Eugenio Montale in centro a Milano, in tv vedevo anche alcuni programmi di evasione (non sono nato intellettuale) condotti da personaggi allora considerati “frivoli” ma che se paragonati ad alcuni dei miti giovanili di oggi sembrano Einstein.

Qualche anno dopo esplose il fenomeno delle radio locali che mi vide indirettamente protagonista poiché iniziai a condurre programmi su alcune radio locali, compravo SORRISI augurandomi che l’emittente da dove trasmettevo venisse menzionata dal settimanale, in quell’occasione conobbi Gigi Vesigna, mio grande maestro e amico. Qualche anno dopo dalle radio private si passo alle televisioni private. Telealtomilanese, Telelombardia, Telenova, Antenna 3 Lombardia, ricordo che cercavo di riceverle con un vecchio antennino, non si parlava ancora di antenna paraboliche. Intuii l’effetto dirompente delle televisioni private, che esplosero poi negli anni ’80.

Nel frattempo avevo lasciato l’emittenza radiofonica per studiare e lavorare, avevo poco tempo per guardare la televisione o per sentire la radio, l’unica lettura settimanale, oltre a quelle dei libri scolastici, e di un paio di quotidiani, era quella di TV SORRISI E CANZONI. Laureatomi ed iniziata l’attività di docente casualmente mi ritrovai a tornare in radio dopo anni di assenza per condurre un programma sulla scuola, e a curare cineforum didattici, mi accorsi che le generazioni degli studenti degli anni ’80 e ’90, le generazioni tecnologiche e multimediali, comprendevano benissimo e con minor peso concetti storici, letterari e geografici attraverso le immagini, e la musica. Continuai sia per ragioni di amicizia, che per ragioni professionali, a frequentare attori, registi, cantanti, protagonisti del mondo dello spettacolo, della radio, della televisione, e del giornalismo radio-televisivo. Molte sono le persone a cui sono debitore per la realizzazione di questa storia, innanzitutto Gigi Vesigna, mitico direttore di TV SORRISI E CANZONI, ha diretto il giornale per vent’anni, e che è stato l’ideatore del giornalismo radio-televisivo in Italia, l’inventore di tante iniziative (Telegatti, VOTA LA VOCE, concorsi ecc.) che ancora oggi proseguono su SORRISI, e di altri periodici fra cui TUTTO, CIAK, TELEPIU’.

Vesigna ha portato SORRISI al successo grazie ad una ricetta nazional-popolare: i divi televisivi sempre felici e giovialoni in copertina, ma sulle copertine di SORRISI sono iniziati a comparire anche politici giovaloni, neonati dai cognomi famosi sparati in copertina, figli dei divi, oggi a loro volta divi. Vesigna ha sempre dimostrato di conoscere alla perfezione i gusti del pubblico, è stato il perfezionatore e l’inventore di un giornalismo definito “effimero”, ma a livello industriale è stato un maestro.

Ringrazio anche l’amico Maurizio Seymandi, mito della televisione italiana, gli ex direttori di SORRISI Dario Baldi e Tarquinio Maiorino, gli ex giornalisti Paola Tucci, il compianto Giorgio Lazzarini, Fabrizio Soletti, Enzo De Mitri, il pubblicitario Marco Mignani, Cesare Cadeo, Paolo Romani, Massimo Boldi, Enrico Beruschi, Teo Teocoli, e tutti gli artisti, giornalisti citati nel libro che mi hanno concesso testimonianze e mi hanno fornito ricordi o aneddoti.

Molti non si ricordavano in quante pagine di TV SORRISI E CANZONI nel corso degli anni, tutti sono rimasti colpiti dal mio lavoro di archiviazione e di catalogazione delle notizie che mi ha permesso di sapere dire con esattezza ad un personaggio pubblico non solo del mondo dello spettacolo, quante sono state le copertine e a lui dedicate, e i servizi da SORRISI e dagli altri giornali radio-televisivi. Conservo infatti gelosamente sia SORRISI che altre riviste radio-televisive dagli anni ’50 ai nostri giorni, anche se ho il grande rammarico di avere smarrito durante un trasloco molte copie di TV SORRISI E CANZONI che mi hanno impedito di avere la raccolta completa. E’ stato come perdere una parte dell’album di famiglia, della mia storia, della nostra storia collettiva, si perché rileggendo a distanza d’anni le vecchie riviste ci accorgiamo di come sia cambiata l’Italia negli ultimi 50 anni. Anche se i personaggi nazional-popolari, evergreen sono sempre Mike Bongiorno, Raffaella Carrà, Pippo Baudo, Adriano Celentano e Mina, anche i miei studenti più giovani, che non li amano, che hanno gusti musicali e televisivi diversi, li conoscono e in parte li apprezzano.

TV SORRISI E CANZONI ha raccontato la nostra vita, quella della radio, della televisione e del mondo, ha seguito i personaggi che amiamo dal loro debutto, è stato il capostipite di tutti i periodici radio-televisivi, è stato negli anni uno dei settimanali più seguiti dalle famiglie italiane, per alcune era l’unica rivista regolarmente presente in casa. Primo nella classifica dei giornali più venduti in Italia SORRISI è anche il più letto: una sua copia acquistata coinvolgeva tutta la famiglia: dal nonno, al padre, al figlio, al nipote, una volta entrata in casa è letta da tutti, a seconda dei loro gusti ed interessi. Non c’è famiglia italiana nella cui casa non sia entrata, almeno una volta, questa popolare rivista.

In questo mio lavoro ho ripercorso la storia degli ultimi 50 anni d’Italia attraverso la stampa radio-televisiva parlando di tutti i periodici, se mi sono soffermato su SORRISI (ai concorrenti è dedicato il solo capitolo finale) è perchè esiste da 40 anni, per possibilità di accedere archivio, ma anche altri giornali hanno fatto la storia, mi auguro in futuro lavoro di esaminare le stesse vicende viste con l’ottica degli altri giornali e dedicarli a FILM TV, ONDA TV, ecc. Ho cercato inoltre di ricostruire per sommi capi la storia della televisione italiana perché gli italiani sono cambiati radicalmente dopo l’avvento della televisione

SORRISI ha fatto scuola, molti giornalisti che hanno qui iniziato la propria carriera sono poi passati alla televisione, sono inviati all’estero per quotidiani nazionali, apprezzatissimi critici televisivi, o direttori di altre testate radio-televisive e quotidiane. Dal 1952 ad oggi hanno lavorato per SORRISI: Lietta Torbabuoni, Gianni Minà, Mino Damato, Adriano Aragozzini, Carla Stampa, Antonio Lubrano (per un breve periodo anche direttore), Luca Goldoni, Maurizio Barendson, Maurizio Costanzo, Rosanna Vaudetti, Daniele Piombi, Maurizio Seymandi, Gherardo Gentili, Lello Bersani, Mario Poltronieri, Roberto Gervaso, Pippo Baudo, Gianni Boncompagni, Adriano De Zan, Claudio Lippi, Giulio Andreotti, Alberto Lupo, Raffaella Carrà, Ruggero Orlando, Mike Bongiorno, Giorgio Lazzarini, Gianfranco Funari, Enzo De Mitri, Enzo Biagi. Nessun altro giornale italiano quotidiano o periodicio, eccezion fatta per il CORRIERE DELLA SERA, ha avuto mai nella sua storia nomi così prestigiosi ed un numero così elevato di lettori.

Sulle pagine di SORRISI hanno scritto giornalisti meno noti al grande pubblico ma di ottima levatura, ognuno di loro ha caratterizzato un periodo, ha segnato un modo di fare giornalismo: Giorgio Berti, Rodolfo D’Intino, Maso Biggero, Giovanni Mottola, Paolo Grisanti, Alfondo Madeo (attuale inviato per il CORRIERE DELLA SERA), Tarquinio Maiorino, Gigi Movilla, Pino Josca (attuale inviato negli Stati Uniti per il CORRIERE DELLA SERA), Cate Messina, Vito Neri, Ennio Caretto (altro inviato a New York per il CORRIERE DELLA SERA), Giorgio Moretti, Manlio Fantini, Antonino Buratti, Emilio De Rossignoli, Graziella Peron e Paola Dessy (prematuramente scomparse), Carlo Berti, Gabriele Damiani, Luigi Campi (anch’egli prematuramente scomparso), Paolo Cucco (attualmente ancora in forza a SORRISI dopo avere diretto TELEPIU’), Gabriele De Luca, Maurizio Seymani, Danilo Maggi (poi direttore di ONDA TV), Gustavo Musumeci, Luigi Bianco, Gastone Caron, Albero Carloni, Luigi Bianco, Simona Morini, Gherardo Gentili (futuro direttore di TUTTO), Fabrizio Soletti, Virginia Ciuffini, Carlo G.Dansi (futuro direttore di CIAK), Fabio Santini, Peppo Del Conte, Ivo Singer (attuale direttore di TELEPIU’), Massimo Lastrucci (ora giornalista a CIAK), Paolo Martini (autore dei testi di Paolo Limiti), Pierangela Rossi Sala, Paola Zivelli (ancora in forza oggi a SORRISI), Daniele Soragni (in forza ancora a SORRISI), e Giorgio Lazzarini (attualmente in forza a CHI e autore di una stupenda biografia su Mike Bongiorno). Hanno scritto per SORRISI: Enzo Biagi, Luca Goldoni, Adriano Aragazzoni, Piero Angela, Bettino Craxi, Giulio Andreotti, Lucio Dalla, Federico Fellini, Rosanna Vaudetti, Pippo Baudo, Beppe Grillo, l’idea di Vesigna di chiamare grandi nomi del video come editorialisti di SORRISI è uno dei tanti segreti del successo del settimanale.

La storia di SORRISI è la storia di cinquant’anni di vita italiana costruita con “i volti più amati della tv”, la classifica dei più simpatici ed antipatici, le rubriche di Giulio Andreotti, di Maria Rita Parsi, di Antonio Lubrano, di Enzo Biagi, di Luca Goldoni, di Enrico Ghezzi, di Piero Angela, i palinsesti televisivi, le grandi inchieste di SORRISI, e le immancabili parole delle canzoni che fecero la fortuna della rivista negli anni ’50.

Anche analizzando soltanto le copertine dei 50 anni di storia di TV SORRISI E CANZONI è possibile fare una storia del costume italiano. Le copertine di SORRISI hanno ritratto i protagonisti del mondo dello spettacolo e, a loro volta, hanno influenzato lo stesso mondo dello spettacolo con il loro potere. La copertina di un giornale è come la vetrina di un negozio: qui il direttore concentra su un esiguo spazio l’agenda delle principali notizie e dei personaggi del momento. A differenza degli altri settimanali popolari la copertina di SORRISI non ha mai presentato foto “rubate”, ma sempre “ritratti ufficiali” di cantanti, soubrette, presentatori televisivi, e vedette del cinema. Il formato 21 x 26,5 centimetri permette di mettere in rilievo al massimo due o tre personaggi, trasmissioni, eventi musicali o film di successo, o lieti eventi familiari delle star come matrimoni o nascite di figli, tale è stata la scelta di SORRISI nella sua cinquantennale storia. Dal 1952 ad oggi TV SORRISI E CANZONI non ha quasi mai messo in copertina un avvenimento politico, le poche volte che ciò si è verficato (meno di una decina su 2600 copertine) ciò è avvenuto soltanto in occasione di elezioni o di referendum, ma si è preferito mettere un’immagine allegorica, come è accaduto, ad esempio, in occasione delle elezioni politiche del 1994 con un neonato a celebrare il “nuovo che avanza”. Soltanto in occasione delle elezioni politiche del 1996 SORRISI ha mostrato sulla propria copertina Silvio Berlusconi e Massimo D’Alema insieme.

Per un personaggio dello spettacolo la copertina di SORRISI è un fondamentale punto d’arrivo: Gigi Sabani non gradì una copertina su PREMIATISSIMA con tutti i protagonisti tranne lui al punto che ruppe il contratto in esclusiva con la Fininvest. Gigi Vesigna, direttore storico di SORRISI, era spesso ospitato nelle trasmissioni di Raffaella Carrà e di Loretta Goggi, presentatrici Rai riconoscenti delle loro copertine. Mostrando soltanto gente di spettacolo i direttori di SORRISI sono stati spesso accusati di servirsi della copertina per le proprie, occulte, politiche editoriali. Quasi una roba da “quarto potere”, anzi a metà fra quarto e quinto potere, cioè fra stampa e televisione. E’ però accertato che i “santi” dello storia dello spettacolo italiano, sia quelli odierni che quelli del passato, abbiano avuto molte copertine di SORRISI, vi è una sorta di equazione che suona così: “tante copertine di SORRISI equivalgono a tanta popolarità e tanto successo, così come tante popolarità e successo equivalgono a tante copertine di SORRISI”. Spesso negli articoli di TV SORRISI E CANZONI vengono riprodotte vecchie copertine, questo “amarcord” visivo vuole dare, oltre alla constatazione del tempo che passa, l’idea che SORRISI l’aveva già mostrato: che già fa parte della storia della società o dei personaggi amati dal pubblico: SORRISI c’era, c’è, e quindi ci sarà. Fra i personaggi che detengono il record di copertine a loro dedicate da SORRISI abbiamo al primo posto naturalmente Mike Bongiorno, hanno superato le 20 copertine nel corso degli anni Mina, Raffaella Carrà, Pippo Baudo, Adriano Celentano, Claudio Villa, Gerry Scotti, Gianni Morandi, Gigliola Cinquetti, Ezio Greggio, Ornella Vanoni, Maurizio Costanzo, Corrado, Patty Pravo, Nilla Pizzi, Marcella, Milva, Domenico Modugno, Loretta Goggi, Heather Parisi, Rita Pavone, Jonny Dorelli, Massimo Ranieri, Chaterine Spak, Iva Zanicchi, Ambra, Lorella Cuccarini. Non solo però personaggi del mondo dello spettacolo in copertina, anche se con minore frequenza sono apparsi sulla copertina di SORRISI Papa Wojtla, Michail Gorbaciov, Francesco Cossiga, Giulio Andreotti, Sandro Pertini, Bettino Craxi, Silvio Berlusconi, Massimo D’Alema, Francesco Rutelli. Spesso i divi dello spettacolo sono stati ritratti in copertina nei loro momenti famigliari, un matrimonio, una nascita, quali, ad esempio, Corrado nonno, Lorella Cuccarini mamma, Mina e Massmiliano detto “Paciughino”. Anche nei servizi all’interno del giornale è stato dato grande spazio al gossip: Vesigna aveva il pregio di parlare di matrimoni di cantanti ed attori e da come ne parlava sembrava fossero notizie di politica estera, credeva totalmente in quello che pubblicava, se aveva un’indiscrezione su un fidanzamento o su una gravidanza, lo diceva come se fosse un segreto militare.

Qualcuno sostiene che, sotto sotto, hanno fatto più SORRISI E CANZONI e Vesigna per una certa parte politica che non altri giornali, ma questo non risponde al vero in quanto Vesigna arrivò a SORRISI prima che il giornale fosse acquistato da Silvio Berlusconi, e si dimise nel 1994, anno della prima vittoria elettorale del suo ex editore. Anche in merito all’acquisto di TV SORRISI E CANZONI da parte di Silvio Berlusconi ho raccolto indiscrezioni, leggende metropolitane, o magari rispondenti al vero, ma sul quale il diretto interessato non si è mai pronunciato per suffragarne la verità. Qualcuno mi ha raccontato che una zia suora del futuro Presidente del Consiglio, accanita lettrice di TV SORRISI E CANZONI, disse al nipote, in dialetto milanese, “hai tre televisioni, compra anche SORRISI, solo comprando questa rivista sarai arrivato”. Qualcun altro, con faziosità o con ironia, non comprendendo il fenomeno di costume che è stato il settimanale più letto dagli italiani, all’indomani della prima vittoria elettorale di Silvio Berlusconi ha commentato: “ha vinto l’Italia della tv, dei sorrisi e delle canzoni”, manifestando con tali affermazioni i limiti di una classe intellettuale o intellettualoide chiusa in una torre d’avorio, lontana dai gusti degli italiani perché lontana dalla lettura, di giornali ritenuti ancora oggi “frivoli”. Sono le stesse persone che non appena hanno saputo di questo mio lavoro l’hanno subito considerato uno “scivolone di stile e di immagine” poiché sono passato da testi impegnati a TV SORRISI E CANZONI.

Attraverso la lettura dei giornali radiotelevisivi ho invece cercato di ricostruire una storia degli italiani, dei loro vizi, delle loro virtù, delle loro passioni, dei loro gusti cinematografici, musicali, radiofonici e televisivi. Leggendo questo mio libro si potrà capire come sono cambiati gli italiani in questi ultimi 50 anni. La storia di TV SORRISI E CANZONI e degli altri settimanali radio-televisivi finisce con l’essere la storia degli italiani: passando in rassegna le annate dei giornali in questione ci potremo accorgere di come sono cambiati i divertimenti nazionali: dal teatro in radio alle telenovelas, dai fotoromanzi al cinema, dalla televisione vista nei bar alla televisione vista a casa, alle videocassette. In questi anni l’Italia da paese agricolo è diventato paese industriale, prima, e terziario, poi, in questi anni l’Italia da giovane Repubblica è passata alla seconda Repubblica. La stessa politica da qualche decennio è diventata politica-spettacolo, ma TV SORRISI E CANZONI aveva anticipato ciò, ancor prima del suo acquisto da parte di Berlusconi.

Lo spettacolo talvolta anticipa la società, TV SORRISI E CANZONI in molte occasioni ha intuito gli umori degli italiani, ha fotografato un Italia frivola, modesta, popolana e paesana, di contro all’Italia ufficiale della cultura, impegnata, politicizzata, faziosa, e sempre più lontano dai bisogni, dai problemi e dalle esigenze della gente. Il giornale di cui ricostruisco la storia è sempre stato dalla parte della gente, fin dagli anni ’50, si spiega così oggi anche il successo di Berlusconi fra la “ggente”.

Anche i mass-mediologi, gli operatori della comunicazione, il mondo universitario ha sempre sottovalutato il giornalismo radio-televisivo, SORRISI in primis, ciò è stato un errore perchè anche una sola riga sulle sue pagine è destinata a 3.000.000 di persone, che se lo trovavano sotto il carrello della tv per tutta la settimana, ha avuto un peso enorme.

TV SORRISI E CANZONI è nato nel 1952, due anni prima dell’avvento in Italia della televisione, ma ha subito intuito come la televisione avrebbe cambiato gli italiani, il giornale ha seguito lo sviluppo della televisione. La televisione negli anni ’50 era un elettrodomestico parlante, oggi è un complesso mezzo di comunicazione, la televisione ha dapprima chiamato gli italiani nelle piazze, nei bar e nei teatri, poi è entrata nelle loro case portandovi le immagini del mondo. La televisione – hanno scritto Umberto Eco e Tullio De Mauro – ha unificato linguisticamente la penisola laddove non vi era riuscita la scuola. Lo ha fatto nel bene e nel male: non ha unificato l’Italia con il linguaggio di Dante o di Manzoni, ma con quello di Mike Bongiorno, delle cronache sportive, del festival di Sanremo, degli spettacoli abbinati alla lotteria di Capodanno, e del telegiornale. La televisione ha anche modificato le campagne elettorali, si è passati dai comizi degli anni ’50, dal contatto diretto fra candidati ed elettori, alla politica-spettacolo all’americana. Lo spazio occupato dalla televisione nella vita quotidiana è aumentato: da quattro ore al giorno degli adulti, ad un numero di ore quotidiane maggiore per i bambini che passano la maggior parte della loro giornata davanti all’apparecchio. Ciò ha avuto aspetti positivi (maggiore informazione) ma e aspetti negativi (perdita di altri valori). Con questo mio lavoro non intendo elogiare la televisione, ne demonizzarla. Vi è televisione e televisione, ma, al di la degli aspetti critici, va elogiata sia la televisione culturale che anche quella leggera, il problema non è la televisione ma chi la vede e come la si vede, bisogna sapere guardare la televisione. Bisogna capire ciò che si vede, collegare le immagini al contesto storico, capire ciò che si vede, mi auguro che con questo lavoro possa dare un contributo, seppur modesto, ad una buona visione della televisione.

Dopo dormire, lavorare, e, in alcuni casi, mangiare, il guardare la televisione è diventata la terza attività dell’uomo moderno. La televisione ha rivoluzionato la nostra vita, negare la televisione, demonizzarla, significa essere avulsi dalla realtà.

Il calendario solare è scandito da eventi ben precisi che accompagnano gli italiani nel corso dell’anno stesso, si tratta di avvenimenti collegati alla storia che racconto: gennaio finale dello spettacolo abbinato alla Lotteria di Capodanno, febbraio festival di Sanrem, maggio gran premio della televisione, festival del cinema di Cannes, giugno giro ciclistico d’Italia, luglio e agosto: festivalbar, VOTA LA VOCE, il disco per l’estate, il cantagiro, concorso VOTA LA RADIO, edizioni di GIOCHI SENZA FRONTIERE, settembre ripresa della stagione televisiva, festival del cinema di Cannes, inizio del campionato di calcio, 30 ORE PER LA VITA, THELETON, ottobre inizio di DOMENICA IN, BUONA DOMENICA, e dello spettacolo abbinato alla Lotteria di Capodanno, dicembre festa del disco. SORRISI ha accompagnato gli italiani e presentato loro le varie campagne elettorali, i mondiali e gli europei di calcio, le Olimpiadi, le grandi prime cinematografiche che rivivremo in queste pagine.

SORRISI ha fatto scuola ai magazine dei grandi quotidiani che oggi si occupano di televisione: TV SETTE del CORRIERE DELLA SERA, TELEVENERDI’ de LA REPUBBLICA, ONDA TV de IL GIORNO, ecc.

 

QUARTA DI COPERTINA

Chi non ha mai ascoltato le canzoni di Mina, Adriano Celentano, Domenico Modugno, Gianni Morandi, Lucio Dalla, Eros Ramazzotti, e Anna Oxa? Chi non ha mai letto, almeno una volta, TV SORRISI E CANZONI, il RADIOCORRIERE TV, o un altro settimanale popolare? Chi non ha mai visto in televisione Mike Bongiorno, Pippo Baudo, Raffaella Carrà, e Gerry Scotti? Chi non ha mai visto Silvio Berlusconi o Francesco Rutelli nel salotto di Bruno Vespa? L’autore racconta 50 anni di storia d’Italia, attraverso la storia della televisione, del festival di Sanremo, dei mondiali di calcio, della stampa radiotelevisiva, di TV SORRISI E CANZONI e degli altri settimanali popolari italiana (GRAND’HOTEL, FAMIGLIA CRISTIANA, RADIOCORRIERE TV, fino ai magazine TV SETTE, SETTE e IL VENERDI’). Il libro contiene la storia delle emittenti nazionali Rai e Mediaset, e di molte emittenti locali, interviste e schede biografiche di conduttori, attori, cantanti, giornalisti e volti noti del piccolo schermo e delle sette note. Completa l’opera un censimento di tutte le emittenti televisive esistenti oggi in Italia.

TUTTO QUANTO AVETE LETTO E’ STATO SCRITTO NEL 2002 E PUBBLICATO NEL 2003, SONO PASSATI ALCUNI ANNI, COME PASSA IL TEMPO. MOLTE ALTRE COSE SONO ACCADUTE, MA QUESTA E’ UN’ALTRA STORIA. CHE UN GIORNO O L’ALTRO RACCONTERO’ IN VOLUME E/O ATTRAVERSO QUESTO BLOG.

 

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