Remo Croci, intervista e recensione del suo ultimo romanzo UN’OMBRA FRA GLI SCOGLI su Libero (di Massimo Emanuelli)

REMO CROCI IL GIORNALISTA DI MEDIASET

INNAMORATO DI SAN BENEDETTO DEL TRONTO 

di Massimo Emanuelli

Remo Croci è nato a San Benedetto del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno.

Come sei arrivato alla televisione?

“Da giovane, come tutti i ragazzi, giocavo a calcio, un giorno ebbi un infortunio al ginocchio e fui costretto ad interrompere, del resto non ero uno straordinario calciatore. Mio zio, proprietario di uno chalet sul mare, La Croisette, giocava a carte con Marcello Camicioni, che era da poco entrato a Telecavo, la prima tv privata sanbenedettese. Camicioni è stato un pioniere del turismo fondatore dell’associazione albergatori cittadina, animatore, negli anni ’60, di indimenticabili serata alla Palazzina Azzurra, al Cavalluccio Marino o al Kontiki, serate che ospitavano i nomi più celebri della musica di allora da Mina ai Pooh, da Fred Buongusto a Lucio Dalla. Animatore del Carnevale Sambenedettese, tifoso sfegatato della Samb, indimenticabili le sue telecronache per Telecavo. Già negli anni ’50 Marcello aveva superato un concorso indetto da Radio Rai per le Olimpiadi di Roma. Mio zio mi presentò Camicioni il quale, assorbito dai suoi impegni di albergatore e forse stanco delle telecronache, mi chiese di aiutarlo. Io risposi: perché no? Proviamo, e così iniziai come suo assistente, per poi prenderne il posto. Feci il telecronista per un breve periodo, la proprietà dell’emittente decise che avrei dovuto impegnarmi anche in altre mansioni, quindi passai ad occuparmi del tg e al mio posto, come telecronista, arrivò Giacinto Ramini.”

Remo Croci vive l’ultima fase della straordinaria avventura di Telecavo, trasformatasi in Tvp (Televisione Picena), una palestra per il suo futuro giornalistico, anni di intenso lavoro e di servizi vari fino al 1982, anno di chiusura di Tvp.

“Fra il 1980 e il 1981 mi ero anche cimentato in radio collaborando con Radio Ponte Marconi di San Benedetto del Tronto, dopo la chiusura di Tvp passai a Tvs Onda Sanbenedettese 33, altra tv locale della mia città nata nel 1983, dal 1985 al 1987 fui anche direttore responsabile dell’emittente. Nel 1987 passai a Il Messaggero.”

Quindi hai lasciato San Benedetto per Roma?

“Assolutamente no. L’allora direttore Mario Pendinelli aveva deciso di riaprire la redazione di San Benedetto, chiusa da anni e quindi restai nella mia città natale. Per cinque anni lavorai al Messaggero, poi, fra il 1992 e il 1993 iniziai a collaborare con contatti a termine con la Rai. Nella sede del Tgr Marche direttore era Tonino Carino, una figura leggendaria, un grande maestro, al di là di come è stato dipinto dalla satira, che ne ha fatto un giullare, Carino è stato per me un grande maestro, sapeva fare benissimo la cronaca giudiziaria, io l’ho sempre stimato e l’anno scorso sono stato onorato di ricevere un premio a lui intitolato. L’unico difetto che Tonino aveva era quello di essere tifoso dell’Ascoli, mentre io sono tifoso della Sanbenedettese…”

Nel 1994 Remo Croci approda a Mediaset come inviato di Spazio 5, nel 1999 viene chiamato da Enrico Mentana al Tg5 in qualità di inviato, per undici anni Croci segue per il Tg5 gli eventi del cento-sud Italia, fino al 2010.  Croci ha seguito importanti avvenimenti di cronaca, dagli sbarchi degli immigrati alla guerra in Kosovo, i terremoti in Marche e Umbria, quello a San Giuliano di Puglia e quello a L’Aquila. È stato l’ultimo giornalista italiano a intervistare l’attentatore del Papa, Ali Agca. Ha seguito i processi degli omicidi di Angelo Rizzo, quello di Meredith Kercher a Perugia e ora quello di Sarah Scazzi a Taranto.

Remo Croci ha inoltre scritto diversi libri sul mondo della pesca e del calcio e su San Benedetto del Tronto, la sua città, fra i quali ricordiamo: Un’estate fa, I guerrieri del mare, Quelli che vanno per mare, Lu cucale e i cucalini, Le ali sul mare e il recente Un’ombra fra gli scogli, il suo esordio come autore di noir.  Croci ha vinto diversi premi: premio Novemi Traini (storico direttore di Teleriviera), premio Tonino Carino, premio Internazionale Città di Firenze per la letteratura.

Dal 2010 ad oggi Croci è inviato del programma Quarto Grado, in onda su Rete4. Caposervizio di News Mediaset, nella passata stagione ha anche condotto Il giallo della settimana su TgCom.

“A dirti la verità penso di restituire questo programma, non mi piace condurre, preferisco fare l’inviato”.

Fra tutti i colleghi incontrati vuoi ricordare qualcuno?

“Beh sono tanti. Oltre al già citato Tonino Carino ricordo ovviamente Enrico Mentana che ha creduto in me, mi ha dato fiducia ed ha voluto che fossi assunto. Massimo Corcione (vice di Mentana al Tg5), Sandro Provisionato, Toni Capuozzo e Silvia Magni che mi ha dato la possibilità di lasciare l’ufficio di corrispondenza e di iniziare il lavoro di inviato, ma ho conosciuto tanti altri colleghi e colleghe meritevoli.

In tutti questi anni di televisione avrai senz’altro mille anedotti da raccontare, quale è il più curioso?

“Ho lavorato tantissimi anni con Manlio Caciurro operatore free lance, oggi in pensione, con lui ho avuto tante avventure professionali, quella che ancora oggi mi fa sorridere è inerente il terremoto in Umbria del 1997. Dormivamo in macchina, quando finalmente riuscimmo a dormire in un letto decisi di fargli uno scherzo. Mi nascosi in un armadio e simulai una scossa di terremoto, lui svenne dalla paura, in un momento tragico bisogna sdrammatizzare per sorridere…”

remo croci libero di Massimo Emanuelli

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...