Paolo Villaggio

PAOLO VILLAGGIO

di Massimo Emanuelli

La carriera televisiva di Paolo Villaggio inizia in Rai, per poi approdare in Mediaset, ma nel 1980 Villaggio sta per approdare ad Antenna 3 Lombardia emittente diretta da Renzo Villa.  Tv Sorrisi e Canzoni dà l’annuncio e il titolo dello spettacolo (IL MASCALZONE. horror  “quiz”) nell’inserto dedicato alle televisioni locali, ma poi l’accordo salterà.

Paolo Villaggio nasce a Genova il 30 dicembre 1932, il padre Ettore è un geometra di origine palermitana, la madre Maria, veneziana, è in insegnante di tedesco, Paolo ha un fratello gemello, Piero, futuro docente di scienza delle costruzioni all’Università di Pisa, durante la seconda guerra mondiale la famiglia Villaggio vive in ristrettezze economiche: “In quel periodo facevo una dieta, dettata non dalla voglia di apparire, ma dalla povertà”.  Paolo frequenta il liceo classico Andrea Doria di Genova, quindi inizia gli studi universitari, facoltà di giurisprudenza, che presto però abbandona. Inizia a lavorare come cameriere, poi fa lo speaker per la Bbc, quindi l’impiegato per l’Italsider, da questa esperienze in ufficio trarrà poi ispirazione, osservando il mondo degli impiegati macchiette, per i personaggi di Giandomenico Fracchia e Ugo Fantozzi.  Negli anni giovanili Villaggio si esibisce anche come cabarettista ed intrattenitore sulle navi da crociera, con lui ci sono anche Fabrizio De Andrè, Silvio Berlusconi e Fedele Confalonieri che li accompagna al piano. Paolo Villaggio fa parte della Compagnia Goliardica Mario Baistrocchi di cui è autore dei testi di diverse edizione fra il 1956 e il 1966, scrive anche le canzoni Il fannullone Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers per Fabrizio De Andrè, autore delle musiche, si esibisce in alcuni teatri genovesi, segnatamente al Teatrino di Piazza Marsala, dove presenta personaggi anticipatori di Fracchia e Fantozzi. Viene scoperto da Maurizio Costanzo che nel 1967 gli consiglia di esibirsi in un cabaret romano. Dopo essersi esibito a Roma Paolo Villaggio esordisce in radio in Il sabato del villaggio (1967/1968), seguito da Gran varietà nel quale affianca Raffaella Carrà nella conduzione, testi di Dino Verde e Antonio Amurri per la regia di Federico Sanguigni (1967-68). Poi è la volta dell’esordio televisivo in Quelli della domenica dove dà modo di far conoscere sia un tipo di comicità più legato alla “fisicità”, come nel caso dell’aggressivo e sadico Professor Kranz, legato a gagslapstick e surreali, e del suo primo personaggio umiliato e sottomesso, Fracchia, con la sua voce sfiatata nei suoi colloqui con il cast della trasmissione (come Gian, o Pozzetto), sia un tipo di comicità verbale inedito, con monologhi caratterizzati da una voce impostata e da un lessico iperbolico e surreale. In questi monologhi, Villaggio si ispira alle sue esperienze di vita, con volute esagerazioni e citando moltissimi personaggi conosciuti realmente. Tra questi: Fantozzi, il compagno di lavoro di Villaggio quando era impiegato all’Italsider, confinato in un sottoscala; Fracchia, che diventerà il nome del servile personaggio televisivo; Filini e altri nomi di impiegati che in seguito, sul grande schermo, avranno un volto. Altre figure dimenticate, come Semenzi, dopo una fugace apparizione nel primo libro di Fantozzi, spariranno nell’oblio. Inoltre vi sono elementi che poi verranno ripresi in seguito dall’attore genovese: la Corazzata Petemkin,  la nuvola da impiegati, i megadirettori. Tipica del Villaggio di questo periodo sono una voce impostata, una aggressività e una cattiveria di fondo che caratterizza i suoi sketch. Un’altra novità è quella del presentatore che insulta il pubblico. Nel 1969 Villaggio è i nuovo in tv con E’ domenica ma senza impegno spettacolo con la partecipazione di Cochi e Renato, Ombretta Colli, Il Quartetto Cetra, Gianni Agus e Oreste Lionello. In questa trasmissione Villaggio reinterpreta Fracchia, che appare qui, ormai, nella sua forma pressoché definitiva; gli sketch di Fracchia hanno già tutti gli elementi che renderanno famoso il personaggio nell’immaginario collettivo: la poltrona a sacco in cui non riesce a sedere, l’autoritario capufficio (impersonato da Gianni Agus), la voce “sfiatata” (della quale al momento è l’unico possessore), e certi tormentoni verbali, tra i quali «Com’è buono, lei!» e «Mi si sono intrecciati i diti” 

http://www.youtube.com/watch?v=WNqRuoRf2Rs

http://www.youtube.com/watch?v=tVtVuHO2a3U

http://www.youtube.com/watch?v=Hxb9lPEd26Q&feature=related

Dopo altre trasmissioni radiofoniche (Formula Uno del 1971, ancora Gran varietà nella stagione 1974/1975), Villaggio partecipa come ospite a diverse trasmissioni popolari fra le quali spiccano Il killer, Signore e signora, Canzonissima Senza rete di cui conduce l’edizione del 1971.

http://www.youtube.com/watch?v=RAo8UQq3a7s

All’inizio degli anni ’70 inizia a collaborare con i settimanali L’Europeo (rubrica La domenica di Fantozzi), Paese sera (diretto da Giorgio Cingoli) e L’Espresso per i quali pubblica racconti che hanno quali protagonisti i ragionieri Giandomenico Fracchia ed Ugo Fantozzi, perseguitati dal “megadirettore” e dalla “megaditta”. Nel 1971 questi racconti vengono pubblicati nel libro Fantozzi, che diventa un bestseller e spinge Villaggio a scriverne un seguito, Il secondo tragico libro di Fantozzi.  Nel 1972 Paolo Villaggio affianca Mike Bongiorno nella conduzione del Festival di Sanremo, ma intanto ha iniziato a fare il cinema. Dopo l’esordio nel 1968 in Mangiola dove si esibisce al fianco di Vittorio Gassmann, Paolo Villaggio aveva recitato in piccole parti in Eat it di Francesco Casaretti (1978), Il terribile ispettore di Mario Amendola (1969), I quattro del Pater Noster di Ruggero Deodato (1969), Pensando a te di Aldo Grimaldi (1969), La torta in cielo di Lino Del Fra (1970), inizia ad avere ruoli maggiori in Brancaleone alle crociate di Mario Monicelli (1970), Senza famiglia nullatenenti cercano affetto di Vittorio Gassmann (1972), Beati i ricchi di Salvatore Samperi (1972), Che c’entriamo noi con la rivoluzione? di Sergio Corbucci (1972), Non toccare la donnabianca di Marco Ferreri (1974), Sistemo l’America e poi torno di Nanni Loy (1974),    nel 1974 è protagonista di Alla mia cara mamma nel giorno del suo compleanno film che segna l’esordio alla regia di cinematografica di Luciano Salce. Nel frattempo i libri di Fantozzi hanno avuto un successo tale da spingere Luciano Salce, nel 1975, a trarne un film, Salce, dopo avere scartato i candidati al ruolo del ragioniere Ugo Tognazzi e Renato Pozzetto, sceglie lo stesso Villaggio che, grazie anche alla bravura degli sceneggiatori Leo Benvenuti e Piero de Bernardi, oltre a comparire nei panni del ragioniere più sfortunato d’Italia, è la voce narrante del film, riprendendo così con questa tecnica i monologhi delle trasmissioni televisive. Sempre nel 1975 Villaggio interpreta in televisione Giandomenico Fracchia con Gianni Agus e Ombretta Colli, ma nonostante il successo ormai si dedica per parecchi anni al cinema, quindi è ancora in radio con Dolcemente mostruoso (1975). 

http://www.youtube.com/watch?v=O-Neun8Sj2E

Interpreta Di che segno sei? di Sergio Corbucci (1975), La mazurka della santa del barone e del fico fiorone di Pupi Avati, Signori e signore buonanotte di Ettore Scola, Luigi Comencini, Luigi Magni e Mario Monicelli (1976), ripete il successo con un’altro film dedicato al suo ragioniere: Il secondo tragico Fantozzi (1976).  Ancora altri successi: Quelle strane occasioni di Nanni Loy (1976), Il signor Robinson, mostruosa storia d’amore e d’avventure,versione fantozziana di Robinson Crusoe diretta da Sergio Corbucci (1976),  Tre tigri contro tre tigri di Sergio Corbucci e Steno (1977), Il Belpaese sempre per la regia di Luciano Salce (1977), Io tigro tu tigri egli tigra di Giorgio Capitani (1978), Quando c’era lui caro lei di Giancarlo Santi (1978), l’episodio diretto da Luciano Salce di Dove vai in vacanza? (1978), Professor Kranz tedesco di Germania di Luciano Salce (1979), Dottor Jekyll e gentile signora di Steno parodia del famoso romanzo di Stevenson (1979), Rag.Arturo De Fanti, bancario precario per la regia di Luciano Salce.

Anche negli anni ’80 Villaggio è mattatore sul grande schermo:  Fantozzi contro tutti di Paolo Villaggio e Neri Parenti (1980), La locandiera di Paolo Cavara (1980), Il turno di Tonino Cervi (1981), Fracchia la belva umana(1981), Pappa e ciccia di Neri Parenti (1982), Bonnye e Clyde all’italiana di Steno (1982), Sogni mostruosamente proibiti di Neri Parenti (1982), Fantozzi subisce ancora di Neri Parenti (1983), Fantozzi subisce ancora di Neri Parenti (1983), A tu per tu di Sergio Corbucci (1984), I pompieri di Neri Parenti (1985), Fracchia contro Dracula di Neri Parenti (1985).

Nel 1985 Villaggio torna in tv: (aveva già partecipato a Ciao gente condotto da Corrado) nel cast della seconda edizione di Risatissima in onda su Canale5 con Edwige Fenech, Lino Banfi, Massimo Boldi, Lino Toffolo, Celeste, Loredana Bertè e Carmen Russo. Sempre nel 1985 Villaggio partecipa alla serie televisiva Sogni e bisogni di Sergio Citti nell’episodio Amore e cieco. Nel 1986 Villaggio è su Canale5 in Grand Hotel con Franco Franchi, Ciccio Ingrassia, Gigi e Andrea, Carmen Russo, Piero Mazzarella, Anna Mazzamauro, Massimo Ciavarro, Cristina Moffa, Gegia, Mauro Di Francesco.  Nel 1987 presenta Che piacere averti qui in onda su Italia1 per la regia di Silvio Ferri con Patrizia Rossetti e I Trettrè, in ogni puntata Villaggio presenta una sorta di “il meglio di” con gli spezzoni dei programmi più fortunati di Canale5, Italia1 e Rete4 e ripropone uno dei suoi personaggi più riusciti, Giandomenico Fracchia, impegnato in nuove e demenziali avventure.  Sempre nel 1987 è fra i mattatori di Un fantastico tragico venerdi su Rete4 con Carmen Russo, I Gatti di Vicolo dei Miracoli, Carlo Pistarini, Gianni Ciardo, Cino Riveccio, Fabrizia Carminati, Guido AngeliNunzio Filogamo, Joe Sentieri, Carla Boni, Achille Togliani, Giorgio Consolini, autori Terzoli e Vaime, regia di Antonio Gerotto, una parodia dei varietà classici a base di balletti, sketch ed ospiti d’onore, un mega show dal costo di 350 milioni di lire a puntata presentato da un Villaggio in gran forma che, fedele al suo ruolo di atipico del piccolo schermo, tenta con ironia  Nunzio Filogamo, il primo presentatore della televisione italiana.  Ancora nel 1987 Villaggio è mattatore della seconda edizione di Grand Hotel stavolta ha al fianco Gigi e Andrea, Sydne Rome, Massimo Boldi, Teo Teocoli, Alfredo Papa, Mauro Di Francesco, Roberto Gervaso, Sabrina Salerno, Vittorio Marsiglia, Gianna Martorella, Karim McDonald, Ivana Gianfredi.

Ma è sempre il cinema ad impegnarlo anche nella seconda metà degli anni ’80: Scuola di ladri di Neri Parenti (1986), Grandi magazzini di Castellano & Pipolo (1986), SuperFantozzi (1986), Roba da ricchi di Sergio Corbucci,Rimini Rimini di Sergio Corbucci, Scuola di ladri II parte di Neri Parenti (1987), Com’è dura l’avventura di Flavio Mogherini (1988), II volpone di Maurizio Ponzi (1988), Fantozzi va in pensione (1988) di Neri Parenti, Ho vinto la lotteria di capodanno (1989) di Neri Parenti. Nel 1987 si candida alle elezioni politiche nelle liste di Democrazia Proletaria.

Versatile attore, nonostante i ruoli “fantozziani”, ha recitato in ruoli più drammatici, partecipando a film di registi come Federico Fellini, Marco Ferreri, Lina Wertmuller, nel 1990 ha ricevuto David di Donatello per il miglior attore protagonista ne La voce della luna, nel 1992 riceve il Leone d’Oro alla Carriera al Festival del Cinema di Venezia, nel 1994 Nastro d’Argento come attore protagonista per Il segreto del bosco vecchio nel 1994, Pardo d’onore alla carriera al Festival internazionale del film di Locarno nel 2000, David Donatello nel 2009.  Negli anni ’90 torna a scrivere per giornali: L’Unità allora diretta da Walter Veltroni.  Villaggio si è cimentato anche nel ruolo di doppiatore: ha infatti doppiato la voce di Miky Ubbriaco il bambino protagonista dei filmSenti chi parla e Senti chi parla 2  ed ha fatto anche da narratore nella versione italiana del film comico Ma che siamo tutti matti?

Gli anni ’90 si aprono con Fantozzi alla riscossa di Neri Parenti (1990), ma nello stesso anno è chiamato da Federico Fellini appunto per La voce della luna, Villaggio inizia ad alternare ruoli comici e ruoli drammatici e ad essere diretto anche da registi classici: dopo Le comiche 2 di Neri Parenti, viene chiamato da Lina Wertmuller in Io speriamo che la cavo (1992), Ermanno Olmi in Il segreto del bosco vecchio tratto da un racconto di Dino Buzzati (1993), Fantozzi va in paradiso di Neri Parenti (1993), Cari fottutissimi amici di Mario Monicelli (1994), Le nuove comiche di Neri Parenti (1994), Io no spik inglish di Carlo Vanzina (1995), Camerieri di Leone Pompucci (1995), Palla di neve di Maurizio Nichetti (1995), Fantozzi il ritorno di Neri Parenti (1997), Banzai di Neri Parenti (1997), Un bugiardo in paradiso di Enrico Oldoini (1998), Fantozzi 2000 la clonazione di Domenico Saverni (1999).  Nel 1994 torna nuovamente in politica candidandosi (non eletto) nella Lista Pannella, nella stagione 1996/97 torna in tv per la quale conduce Striscia la notizia in coppia con Massimo Boldi, e quindi torna in teatro interpretando il ruolo di Arpagone ne L’avaro di Moliere diretto da Giorgio Strheler, nel 1999 è di nuovo in tv in Un angelo di seconda classe.  Negli ultimi anni partecipa ad alcune fiction televisive: Angelo di seconda classe di Lina Wertmuller (1999), Carabinieri (2002-2008 compare nel ruolo di Giovanni, un professore che ha perso la memoria, e nelle ultime edizioni un prete, fratello gemello di Giovanni), San Giovanni (2002),Renzo e Lucia (2004) nella quale ha interpretato il ruolo di Don Abbondio, Finalmente èNatale (2007), Finalmente a casa (2008), L’uomo dalla bocca storta (2009). Ritorna in teatro nel 2007 con Serata d’addio e con Il fumo uccide ispirato a Il tabacco fa male di Anton CechovUna vita all’asta ispirato a Il canto del cignosempre di Cechov, e L’ultima fidanzata ispirato a L’uomo dal fiore in bocca di Luigi Pirandello; rivisitati nel suo stile, si fondono forte drammaticità e sorrisi.

Villaggio è attivo anche nel nuovo millennio ne cinema, in teatro, in televisione, nel giornalismo e nella scrittura. Sul grande schermo propone: Azzurro di Denis Robaglia (2000), Denti di Gabriele Salvatores (2000), Heidi di Markus Imboden (2001), San Giovanni l’apocalisse di Raffaele Mertes (2002), Invaxon – alieni in Liguria di Enzo Perrone e Massimo Morini (2004), Gas di Luciano Melchionna (2005), Hermano di Giovanni Robbiano (2007), Liolà di Gabriele Lavia (2007), Questione di cuore di Francesca Archibugi (2009), Generazione mille euro di Massimo Venier (2009). Nella stagione 2001/2002 porta in teatro Deliri di un povero vecchio stupendo monologo autobiografico per la regia di sè stesso nel quale ricorda Fabrizio De Andrè, Vittorio Gassmann, altri suoi amici e la sua Genova. Villaggio racconta pubblicamente che un’anziana astrologa incontra a Roma gli ha predetto la morte il 14 dicembre 2002 in una casa bianca sul mare. Ma il giorno dopo, però, l’autore è ospita alla trasmissione televisiva Domenica In condotta da Mara Venier e lo spiega ai telespettatori.  Nel 2004 e nel 2005 scrive per L’Indipendente diretto da Giordano Bruno Guerri. Dal 2005 al 2008 è ancora in teatro in Vita, morte e miracoli. spettacolo al quale seguirà nel 2007/2008 Serata d’addio, un monologo costituito in 3 atti; tratti da opere di Anton Cechov e Luigi Pirandello, quindi è la volta de Il profumo delle lucciole.  Il 28 giugno 2009 riprende a collaborare con L’Unità nel ruolo di editorialista immaginandosi un Fantozzi leghista,   Nel 2011 fanno scalpore alcune sue frasi denigratorie nei confronti del Sud Italia, come l’intervista a Sky Tg 24 in cui Villaggio accusava il Sud e la mentalità borbonica radicata in esso di essere la piaga di tutta l’Italia, nonchè la teoria, riproposta in un’infelice battuta televisiva all’inizio del 2012 secondo cui il problema delle poche nascite in Sardegna è da attribuire al fatto che i pastori si “accoppino solo con le pecore”. Nel 2011 è di nuovo in teatro in A ruota libera.  Il 10 dicembre 2011 sulla rete compare una falsa notizia Paolo Villaggio morto, lo dice l’Ansa ma è una bufala. Iniziava così la news rimasta on line per pochi minuti, ma il passaparola di internet è stato così veloce che cancellarla a tempo record non è bastato. Il link che collegava alla notizia dell’Ansa inizia a girare velocemente per il web. A dare la smentita è lo stesso Villaggio con una telefonata.

Notevole la sua attività di scrittore, iniziata proprio con un libro su Fantozzi al quale seguiranno altri sei sul ragioniere, e altri libri di carattere satirico.  Fra i libri scritti da Paolo Villaggio ricordiamo: Fantozzi (1971), Come farsi una cultura mostruosa(1972), Il secondo tragico Fantozzi(1974), Le lettere di Fantozzi (1976), Fantozzi contro tutti (1979), Fantozzi scrive ancora (1983), Caro direttore ci scrivo. Lettere del tragico ragioniere (1993), Fantozzi saluta e se ne va (1994), Vita morte e miracoli di un pezzo di merda(2002), 7 grammi in 70 anni l’odissea di un povero obeso(2003), Sono incazzato come una belva (2004), Gli fantasmi(2006), Storia della libertà di pensiero (2008), la sua autobiografia e diversi altri volumi, tra cui Storie di donne straordinarie (2009),  Fantozzi totale e Crociera Lo Cost (2010); con Rizzoli Gli fantasmi (2006) e con Feltrinelli Storia della libertà di pensiero. Del 2011 sono Mi dichi-prontuario comico della lingua italiana (Mondadori), Giudizio universale (Feltrinelli) e La vera storia di Carlo Martello(Baldini Castoldi Dalai Ed.).  Il 25 marzo 2012 gli viene conferito il Premio Chiara alla carriera, per l’originalità con cui, attraverso la sua grottesca e dissacrante ironia, ha saputo evidenziare, in scritti, al cinema, in teatro, in televisione, vizi e virtù degli Italiani”.   “E’ il terzo premio che ricevo per la scrittura e non per il cinema. I premi più umilianti sono quelli dove prendi i soldi, non è il valore della persona ma quanto si pretende da un pubblico pagante” dichiara Villaggio.  Nel 2012 porta in teatro La corazzata Potemkin, nell’aprile 2012 esce La tragica biografia del Ragionier Fantozzi (Mondadori).

Nel 2013 Villaggio porta in scena Siamo nella merda, anche la Corazzata Potemkin è affondata, viene intervistato da una giornalista di TeleAlearcobaleno.

Nella stagione 2015/2016 è ancora a teatro con Mi piacerebbe tanto non andare al mio funerale. Paolo Villaggio ci lascia il 3 luglio 2017.

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