Guido Stagnaro

GUIDO STAGNARO

guido stagnaroGuido Stagnaro nasce a Sestri Levante, in provincia di Genova, il 20 gennaio 1925, all’età di sei anni si trasferisce con la famiglia a Chiavari dove frequenta le scuole dell’obbligo, nel 1944, a seguito dei bombardamenti alleati, la famiglia Stagnaro deve sfollare e torna a Sestri Levante. Nell’immediato dopoguerra Guido si trasferisce a Milano per frequentare il Politecnico, nel capoluogo ambrosiano Stagnaro frequenta anche l’Accademia dei Filodrammatici, conosce Anna Maria Guarnieri, frequenta e lavora in teatro con Andreina Pagnani, Gino Cervi, Elisa Merlini. mario riva domenica del corriereNel 1954 a Milano nasce la televisione, Guido inizia a topo gigio stagnaroscrivere alcuni soggetti per la sede Rai di corso Sempione, lavora per il programma I burattini all’italiana, nel 1955 viene chiamato da Pietro Garinei e Sandro Giovannini come collaboratore/autore della loro prima trasmissione televisiva Duecento al secondo, il primo gioco a premi della televisione italiana condotto da Mario Riva, ispirato ad un format americano. Stagnaro si specializza quindi nella regia delle trasmissioni per ragazzi. Nel 1959 con Federico Caldura e Maria Perego inventa il personaggio di Topo Gigio, nel 1960 cura la regia del programma Le storie di Topo Gigio, Topo Gigio appare nei guido stagnaro 2Caroselli, a Canzonissima, allo Zecchino d’Oro. Stagnaro continua a lavorare per la tv dei ragazzi, idea Il Giornalino, crea La gallina Tric Trac, scrive e sceneggia diverse fiabe, nel 1971 firma come co-sceneggiatore il film La Betia, ovvero in amore per ogni gaudenza ci vuole sofferenza tratta dal Ruzante, per la regia di Gianfranco De Bosio. Per la televisione cura la regia della commedia La storia che stonava scritta da Raffaele La Capria con Dori Ghezzi. Nel 1972 Stagnaro cura la regia della trasmissione tv La mia morosa cara, tratto dall’omonimo spettacolo teatrale con Nanni Svampa, Lino Patruno e Franca Mazzola e La porta sbagliata, con Lucilla Morlacchi, Milena Vukotic e Gabriele Lavia;  nel 1973 Buon viaggio Paolo con Aroldo Tieri e Giuliana Lojodice.

aliceQuindi è la volta  di un varietà con Patty Pravo che arrivò in fase avanzata, ma non partì mai: “Le riunioni di lavoro si svolgevano sul lettone della stanza d’albergo dove Patty viveva, all’Hotel et de Milan di via Manzoni”.  Nel 1974 Stagnaro cura la regia de Le straordinarie sorprendenti avventure di Robinson Crosoe, quindi è la volta di Nel Paese di Alice, esperimento di sceneggiato per ragazzi, prima trasmissione a colori, con Milena Vukotic (non ancora la signora Fantozzi): “inizialmente la Rai aveva scelto Ottavia Piccolo, che poi rinunciò per precedenti impegni di lavoro, pensai a Milena per una parte minore. E quando la Piccolo diede forfatit, nel momento in cui prendevo il telefono per chiamare Milena fu lei stessa ad anticiparmi… mi chiese: perché non mi fai fare Alice?.”  Fra gli interpreti vi erano anche Giustino Durano, Umberto d’Orsi, Ave Ninchi, Franca Valeri, Nora Ricci, Duilio Del Prete, Gianni Magni, Walter Valdi, Bruno Lauzi, Ricky Gianco e Lino Patruno. Nel 1975, chiamato da Cino Tortorella, Stagnaro approda a Telealtomilanese per la regia di Aria di mezzanotte, programma condotto da Enzo Tortora;  dopo avere diretto ancora per la Rai Le care mogli, con Aldo Giuffè, Marina Fabbri e Carmen Scarpitta, Stagnaro passa ad Antenna 3 Lombardia per cui cura stagnaro ric e gianle regie dei programmi di Ric e Gian (Secondo me, e Ric e Gian Più),stagnaro rettore dove fa il suo debutto Donatella Rettore, che i due comici chiamano Rettoir, alla francese. Fra Stagnaro e la Rettore è subito amicizia, Stagnaro cura i video della Rettore, nascono così i videoclip di Splendido splendente, La mia canzone d’amore, Benvenuto, contenute negli album Brivido divino e Delirio. Stagnaro ritorna al cinema nel 1978 sceneggiando e dirigendo Puzzle con Eva Axén ed Erika Blanc.  Nel 1980, sempre per Antenna 3, cura la regia della trasmissione La storia secondo i Cetra, parodia di romanzi sceneggiati, opere liriche e pezzi della storia d’Italia (L’Odissea, I promessi sposi, Il conte di Montecristo, I tre moschettieri, Via col vento, Il fornaretto di Venezia ecc.), ne la Storia d’Italia i Cetra portano in scena anche lo stesso Stagnaro nei panni di Vittorio Emanuele III. Nel 1983 firma per la Rai la regia di Test, quiz psicologico condotto da Emilio Fede con Ramona dell’Abate e Simona Izzo, in questa trasmissione compare un Fabio Fazio agli esordi, quindi viene chiamato da Berlusconi al seguito di Ric e Gian: “appena una cosa aveva successo fuori dalla sua azienda la prendeva”. Successo ha anche Ric e Gian folies. nel 1968 cura la regia di Studio 5 e della sitcom I cinque del quinto piano; nel 1990 cura per Raidue la regia di Dudù dudù, trasmissione condotta da Pippo Caruso e Claudia Mori, fra gli autori Cino Tortorella.

Guido Stagnaro ha scritto tantissime fiabe, ha vinto il Premio nazionale di regia televisiva, è l’uomo che ha diretto Emilio Fede, Edwige Fenech all’esordio come primadonna di un varietà (Ric e Gian Folies), e che ha avuto la fortuna di lavorare nella Rai di Umberto Eco, Gianfranco Bettetini, Raffaele Crovi, Guglielmo Zucconi e tanti altri maestri della televisione.

Per saperne di più leggete il libro di Maria Teresa Melodia Guido Stagnaro, L’artigiano della tivù. Storia di un pioniere del piccolo schermo, Mursia, 2014

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