PINO CALLA’, IL REGISTA E PRODUTTORE DI SUPERCLASSIFICA SHOW, COLPO GROSSO, AZZURRO E IL FESTIVALBAR.

TeleLombardia PINO CALLA’, IL REGISTA E PRODUTTORE DI SUPERCLASSIFICA SHOW,

COLPO GROSSO, AZZURRO E IL FESTIVALBAR

di Massimo Emanuelli

(Millecanali, 2007)

callà 38 giovanissimo 18 anniPino Callà nasce a Mammola, passa l’infanzia e l’adolescenza nella Milano del secondo dopoguerra: “Era la Milano della ricostruzione, la mia prima abitazione milanese fu una casa di ringhiera in piazza Sant’Ambrogio, nel palazzo di fronte abitavano le famiglie della buona borghesia milanese. Fra i miei primi compagni di gioco c’era il figlio dell’avvocato Guido Rossi. Fino a 15 anni giocavo e scherzavo con le ragazzette assieme ai figli della buona borghesia milanese, anche se Rossi nel frattempo era già partito per l’America per studiare. Io non avevo molta voglia di studiare, dopo la scuola dell’obbligo che frequentai in via Sant’Orsola, essendo stato rimandato a settembre in tre materie, mio padre mi mandò a lavorare”.  E proprio tramite un amico del padre che faceva il tranviere, Callà trova il suo primo impiego come fattorino di un fotografo. “Fra una consegna e l’altra osservavo il fotografo lavorare nella camera oscura, decisi subito che questa sarebbe stata la mia professione. Ricordo che quando la sera tornavo a casa, in piazza Sant’Ambrogio, davanti alla caserma della Polizia c’erano molti emigranti che si fermavano a Milano per chiedere il permesso per espatriare in Belgio o in Germania. Erano tempi duri, il mio primo stipendio, invece di darlo ai genitori, lo investii in una macchina fotografica Comet. Con questa piccola macchina fotografai gli emigranti, fu praticamente il mio primo servizio fotografico”.  Callà corona il suo sogno ed inizia a lavorare con il padre di Oliviero Toscani che aveva un’agenzia fotografica fornitrice del CORRIERE DELLA SERA, Facendo l’assistente del padre di Toscani, Callà impara il mestiere, a metà degli anni ’60 Callà lavora in proprio: “fin da quando avevo 16 anni avevo firmato cambiali (nascondendo il fatto che non ero ancora maggiorenne), per comprare il primo ingranditore”.  Callà, unitamente a Ferruccio Marinello, crea una piccola agenzia che si occupa della vendita delle fotografie.  I clic di Pino abbelliscono gli articoli di cronaca, di cucina e di moda dei più importanti quotidiani e settimanali.   E’ Ferruccio Marinelli a mettere in contatto Callà con il mondo della discografia:  Callà gira per l’Europa e per l’America e fotografa i più grandi artisti mondiali in concerto. “Ricordo che effettuai le fotografie di Night the Park, con Brian Jones, Woodstock e ad altri memorabili concerti”.  Sempre nel corso degli anni ’60 Callà diventa il fotografo ufficiale del Cantagiro e di altre manifestazioni canore. Lavora quindi per diverse case discografiche realizzando servizi e alcune copertine: è il periodo durante il quale i dischi si vendevano per la copertina, oltre che per il contenuto.  Callà lavora per Marina Testori della Cgd, Alda Faidutta della Carosello, Tania Sacs (futura p.r. di Vasco Rossi) ed altri discografici,  si inventa delle copertine psichedeliche usando vetrini, borotalco e inchiostro. Fra le copertine più note ideate callà 2 cinquettida Callà ricordiamo quelle di alcuni album dei Pooh: ALESSANDRA e PARSIFAL lavora anche per le copertine dei dischi di Gigliola Cinquetti.  All’inizio degli anni ’70 accompagna in tournèe (come fotografo ufficiale) Ricky Maiocchi che aveva lasciato da poco I Camaleonti.  “Lo seguii a  Monaco di Baviera, Parigi, Amsterdam e Londra. Ricordo un servizio fotografico realizzato a Dachau, nei campi di concentramento”. Altri servizi Callà li realizza in occasione delle Olimpiadi tedesche del 1972, quindi prosegue a fare copertine e servizi fotografici per i cantanti. Nel 1973 acquista una macchina Nikkon, poi noleggia una cinepresa Rallyflex: “avevo scoperto che con la cinepresa si poteva passare dalle 8 espressioni della Nikkon ai 64 fotogrammi al secondo,  grazie al variatore di velocità che è fatto per fare il rallenty. Questo tipo di cinepresa l’aveva soltanto la Rai per realizzare i telegiornali e le partite di calcio, io la noleggiai ed iniziai a fare il primo videoclip a Demis Roussous ad Abbiategrasso.”

callà 19 da unireCallà è stato quindi il primo in Italia a realizzare i videoclip, da questo momento non si fermerà più: “ricordo Augusto Daolio e I Nomadi nella campagna emiliana, Marcella Bella, Albano e Romina Power in America, e tanti altri.   La Rai, unica emittente allora esistente, non mandava però in onda molti video musicali, pensai allora di far circolare queste immagini in vcr 35 mm (le antenate delle attuali videocassette). Mi incontrai con un dirigente della Philips, in quel periodo questa azienda realizzava dei filmati scientifici per incrementare la vendita di apparecchi vcr (apparecchi che consentivano di vedere immagini a casa propria in pellicola), realizzai una serie di video musicali. Riuscii a far accordare la Rifi, l’Ariston, la Cgd e la Rca e realizzai per loro un catalogo di vcr con otto filmati di noti cantanti”.  Callà lavora molto al montaggio e con la callà 1 salvettimoviola.  Un giorno incontra Vittorio Salvetti che aveva visionato alcuni suoi videoclip da un cantante in gara al Festivalbar. “Salvetti mi propose di lavorare per lui, di fare il regista del Festivalbar e di creare gli effetti speciale per questa manifestazione.” Dal 1964 al 1973 la Rai infatti aveva mandato in onda soltanto un breve servizio sulla serata finale di questa manifestazione con propri registi. In occasione del decennale Salvetti aveva ottenuto la messa in onda della serata finale, alla condizione che si sarebbe lui arrangiato per la regia, poichè l’unico apparecchio con il quale si poteva realizzare la regia di una manifestazione con il pubblico (l’Eidophor) la Rai l’aveva già impegnato per le riprese di un altro evento, l’unico ad averlo in Italia era Callà che lo aveva noleggiato dalla Philips. “La caratteristica principale dell’Eidophor era quella di permettere le inquadrature (a colori) sia del cantante che del pubblico”. Da questo momento ogni anno, da marzo a settembre, Callà segue il Festivalbar di Salvetti.  “Ricordo che nella piazza di Asiago c’era Claudio Baglioni, vincitore con E TU, la piazza era piccola (cinquanta metri) ed io tramite una serie di filmati preparati in precedenza con immagini, cartoni animati e disegni, alternavo queste immagini con quelle di Baglioni che cantava dal vivo… Di aneddoti sul Festivalbar ne avrei tantissimi da raccontare, ricordo  Gary Glitter che arrivava in motocallà 6 set ad Asiago.  Ma l’aneddoto più curioso risale alla prima edizione: avevamo realizzato le riprese dei cantanti stranieri, il fonico Pippo Ghezzi (prematuramente scomparso) aveva visto due belle ragazze e si era distratto. Poco dopo si accorse di avere  smarrito il registratore Nagra.  Cercammo disperati il registratore non tanto per il valore economico ma perchè vi erano registrate le immagini di artisti stranieri che erano nel frattempo partiti, immagini che avrebbero dovuto andare in onda la sera successiva. Cercammo invano il registratore per tutta la notte, alle cinque della mattina arrivò Salvetti… Io ero disperato e non sapevo come callà 4 setcomunicarglielo, gli dissi: “Vittorio mi rendo conto del danno che ho creato come responsabile”;   lui mi rispose: “Pino, in questo momento io so che il tuo dramma è più grande del mio, non ti preoccupare” grande umanità, rara nell’ambiente.  Due ore dopo al nostro albergo arrivò una telefonata dai carabinieri di Asiago che ci comunicarono in dialetto: “C’è un contadino che passando ha trovato uno strano apparecchio, l’abbiamo esaminato per verificare se era un residuato bellico, ma sembra un registratore, è per caso vostro?” Qualche ora prima avremmo pagato anche 10 milioni di lire (pensavamo l’avessero rubato) ce la cavammo con un’ombra de vin…Il Festivalbar, a differenza delle altre manifestazioni canore, non entrò in crisi nemmeno negli anni ’70, il decennio durante il quale a causa del terrorismo gli artisti stranieri e italiani evitavano di esibirsi in pubblico. Chiusero il Cantagiro, Canzonissima e molti Festival, anche il Festival di Sanremo andò in crisi, tanto è vero che per rilanciarlo chiamarono proprio Salvetti.

callà 7 vE a proposito del Festival di Sanremo, hai mai curato la regia o la produzione di questo grande evento, Pino?  “Non l’ho mai realizzato, anche perchè venne affidato a Salvetti soltanto per due anni, partecipai all’edizione del 1973 non come regista ma come prova generale per il Festivalbar. L’edizione del 1973 fu un’edizione sottotono, tanto che la Rai decise di non riprendere la manifestazione, io proposi allora alle case discografiche la ripresa dei cantanti che si esibivano per distribuire le vcr ai negozi di dischi. La Philips le distribuì a 1000 negozi di dischi italiani, non si vedeva Sanremo ma comunque si vedevano i cantanti in gara che cantavano la loro canzone. Ricordo che vennero vendute ben  3500 vcr.”.  Erano presenti le prime tv via cavo a quel festival, Pino, alcuni pionieri si contendono questo primato. Callà risponde che al Salone delle Feste non c’erano nè Peppo Sacchi con la sua Telebiella,  Pietrangelo Gregorio con la sua TeleDiffusione Italiana, erano fuori entrambi, probabilmente hanno effettuato qualche ripresa esterna, ma non entrarono dentro al Salone delle Feste.

MILLECANALI NUMERO 0Dal 1974 Callà segue le varie tappe del Festivalbar effettuando fotografie e riprese, in qualche occasione firma la regia, in altre la regia la effettuano altri suoi colleghi, Callà è comunque il produttore di moltissime edizioni della popolare manifestazione canora. “Ricordo varie tappe, quali, ad esempio, Gorizia, Pola, Trieste, Grado, avrei molti aneddoti da raccontarti, non finirei più…”.  Nel frattempo arriva l’evoluzione tecnologica: “le vcr si rompevano facilmente, stavano arrivando in Italia nuovi apparecchi e nuovi sistemi di riproduzione delle immagini. Io mi informavo continuamente leggendo le riviste specializzate, MILLECANALI era la mia Bibbia, appresi nel frattempo che stavano per nascere le radio e le televisioni private”. Gli anni fra il 1976 e il 1977 sono intensissimi: SERENATA PER GIULIETTA (aprile 1976, con Charles Aznavour, Daniel Santacruz Ensamble, Sergio Endrigo, Vinicius de Moraes, Mal, Domenico Modugno, Elettra Morini, Gianni Nazzaro, Demis Roussos, Le Orme), LA FATA MOENA (giugno 1976 con Nomadi, Matia Bazar, Luciano Rossi, Fausto Leali, regia di Enzo Trapani),  STASERA IKE E TINA TURNER (agosto 1976). E, poi, ancora:   festival di Sanremo, Carnevale di Venezia, video per i Collage, gli Homo Sapiens, Il Giardino dei Semplici, persino Patrizio Sandrelli e Paolo Frescura (chi li ricorda?, FRATELLO IN AMORE e BELLA DENTRO erano i loro successi).  Proprio su MILLECANALI Pino Callà, che nel frattempo ha dato vita alla Sava Televsion, decide di pubblicizzare la sua attività.

TV CAPODISTRIA MONOSCOPIONegli anni ’80 Callà segue Salvetti che non solo porta il Festivalbar callà 10 salvetti cecchettosulle reti Fininvest, ma crea una nuova manifestazione canora di grande successo, AZZURRO, Callà è il produttore di entrambe le manifestazioni e regista di alcune edizioni di  AZZURRO,   Ma prima del passaggio dalla Rai all’allora Fininvest oggi Mediaset) seguendo Vittorio Salvetti, vi sono due altri passaggi importanti per Callà (e per il nostro sito): quello di TeleCapodistria e quello delle radio e delle tv locali. A TeleCapodistria Callà aveva fornito alcune delle vcr canore che aveva realizzato per i cantanti, l’emittente jugoslava in lingua italiana le mandò in onda in occasione del Festivalbar:  “la novità di  TeleCapodistria fu quella dei programmi a colori, quando la Rai ancora li realizzava in bianco e nero.  Alcuni di questi video furono mandati in onda nell’ambito dei programmi condotti da Luciano Minghetti, che poi mi chiederà di realizzare altri video per il suo programma   GLI AMICI DI LUCIANO in onda su TeleLombardia e su TeleRadioFantasia.  Per TeleCapodistira realizzai anche alcuni documentari, ricordo IL TRAM OPCINA, le riprese di un concerto di Lorenzo Pilat, e ad altri speciali musicali”. E così ti avvicinasti alle ‘emittenti alternative alla Rai?  “Esattamente. Prima a TeleCapodistria, e poi alle tv e alle radio locali che avevo conosciuto tramite il mio socio Marinelli e tramite MILLECANALI.  Ferruccio Marinello nel 1977 inventò un concorso radiofonico che si svolgeva a Salsomaggiore, vi parteciparono molti dj (anche loro gareggiavano) i dj presentavano le canzoni, io ripresi la finale che andò in onda su una trentina di tv locali.  Ricordo che fra i partecipanti vi erano Gianni Riso, Luciano Minghetti, Gracy Jones, e tutti coloro che erano allora considerati i miglior dj.  La finalissima andò in onda su un circuito di emittenti locali private ricordo TeleAltoMilanese, TeleRadioFantasia, VideoSiracusa, TeleCostaSmeralda, TeleAbruzzo, Telereggio, TelePiccolo, Teleciociaria, TeleLazio. Ad un certo punto persi il conto:   registravamo il programma che veniva spedito alle emittenti sparse per la penisola, ma il programma (come poi accadrà per SUPERCLASSIFICA SHOW, che aveva quale attrazione i cantanti) veniva mandato in onda anche nei bar australiani per gli italiani che vivevano oltre Oceano…”  E nel 1976 conosci Maurizio Seymandi?.  “A dirti la verità Maurizio l’avevo conosciuto qualche anno prima quando seguiva la trasmissione radiofonica di Mike Bongiorno MIKE DI DOMENICA, in ogni puntata intervistati dei fotografi che raccontavano delle loro avventure.  Una casa discografica mi aveva segnalato a Seymandi per le copertine che avevo realizzato.  Incontrai Maurizio e, invece di parlargli delle copertine dei dischi, gli parlai di una mia avventura di qualche anno prima a Mosca.  Ero stato inviato da FAMIGLIA CRISTIANA per fare un servizio sulla chiesa cattolica di San Luigi. Questa chiesa aveva solo cento fedeli in tutta Mosca, il partito comunista sovietico la teneva soltanto per dimostrare di non essere totalitario, ma la nascondeva ai turisti, la chiesa non era nelle mete delle visite guidate, né era facilmente reperibile in una città grossa come la capitale russa. Nessuno sapeva dov’era, o, non lo diceva, io per una settimana girai in taxi per cercarla.  Il taxista era un numismatico, oltre ai rubli pretese 100 lire italiane che gli servivano per la sua collezione, rischiando per tre giorni:   alla fine mi accompagnò davanti telealtomilanesealla callà 14 superclassificachiesa”. Nel 1976 Maurizio Seymandi passato a TV SORRISI E CANZONI realizza la famosa inchiesta sulle tv locali esistenti in Italia, fra la fine del 1976 e l’inizio del 1977 ha l’idea di SUPERCLASSIFICA SHOW, ne parla a Vesigna, si decide di fare un numero zero.   Fu a TeleAltoMilanese (emittente con la quale Seymandi collaborava accompagnando alcuni cantanti e intervistandoli nell’ambito della trasmissione SETTIMO ROUND condotta da Ettore Andenna) che Callà (che accompagnava anche lui altri cantanti) e Seymandi si ritrovano.  “Maurizio mi offrì di fare il numero 0 di SUPERCLASSIFICA SHOW e ne parlò a Vesigna, Mancavano pochi mesi al Festival di Sanremo edizione 1977, e proprio perchè io dovevo già essere a Sanremo accettai”.  Nel febbraio 1977 viene quindi realizzato il numero 0 di SUPERCLASSIFICA SHOW, la puntata numero 1 va in onda nel settembre 1977. Perchè questo ritardo Pino?  Vesigna e Seymandi dovevano convincere non tanto le tv locali, che avrebbero mandato in onda subito il programma vista la presenza di molti cantanti noti e visto che dovevano riempire il loro palinsesto, ma aspettavano il benestare dai fratelli Campi, allora editori di TV SORRISI E CANZONI.  Si arrivò a marzo, si pensava di partire proprio con il Festivalbar edizione 1977 ma vi fu un altro ritardo causato da TeleAltoMilanese.  Questa emittente, che era comunque la maggiore in Italia, voleva l’esclusiva, ma Vesigna e Seymandi volevano un programma nazionale in onda su tantissime emittenti, inoltre da TeleAltoMilanese volevano affidare la regia a un noto regista che lavorava per la stessa Tam. Avevano sminuito la puntata numero 0 che era però stata apprezzata da tutte le emittenti italiane alle quali l’avevamo inviata. Il numero 0 di SUPERCLASSIFICA SHOW era si casereccio, fatto con quattro mezzi, come prova: nessuna scenografia ricercata, ma riguardandola oggi è un reperto storico proprio per la sua freschezza e per la sua genuinità.  A TeleAltoMilanese continuavano a volere un regista affermato e si domandavano: ma chi è mai questo Pino Callà?  A questo punto io proposi di realizzare alcune riprese e suggerii Enzo Trapani come regista, con Trapani, che mi chiamava Pablo, avevo già realizzato in Rai alcuni lavori.  Trapani era considerato a quel tempo un regista geniale ma scomodissimo, Trapani (che a quel tempo stava girando LA SBERLA), interessava tantissimo Vesigna che lo voleva come editorialista di SORRISI, oltre che come regista della trasmissione. Andai a Torino e convinsi Trapani a fare la regia di SUPERCLASSIFICA SHOW, Enzo aveva lavorato soltanto con la Rai e diffidava delle tv private, ma diede il suo parere favorevole per aiutarmi, e così firmò la regia delle prime otto puntate alla condizione che la maggior parte delle riprese le effettuassi io”.   Ecco svelato l’arcano sulla regia di Enzo Trapanii e/o di Pino Callà,  ad un certo punto però Callà realizza direttamente la regia sia perchè Trapani ha sempre meno tempo a disposizione poichè è impegnato con la regia di STRYXY (mitico programma Rai) sia perchè Enzo pur avendo un ottimo rapporto con me, non aveva un buon rapporto con Seymandi.

callà 20 da unireRicordo che Maurizio aveva delle scadenze da rispettare per la realizzazione della singola puntata che poi doveva essere distribuita in tempo reale alle varie televisioni. Trapani era un perfezionista, faceva rifare per ore ed ore la realizzazione di un filmato. Il casus belli avvenne quando c’erano ospiti I Pooh per realizzazione di un videoclip. Trapani per fare un video di tre minuti ne aveva impiegati circa 30, continuava a far interrompere le riprese per un problema con le luci. Seymandi si arrabbiò e Trapani replicò:  “Guarda che io ho oltre 800 ore di Rai alle spalle” e Seymandi rispose con una delle sue proverbiali battute: “forse saranno troppe”.  Maurizio, pur essendo dispiaciuto perchè considerava Trapani un genio disse che dalla puntata successiva la regia l’avrei fatta io da solo.” E così Pino Callà, che di SUPERCLASSIFICA SHOW è sempre stato il produttore dalla puntata numero 0 all’ultima, firma la regia di questo storico programma. Ma nel frattempo Callà non realizza soltanto SUPERCLASSIFICA SHOW.  Lavora anche per DRIVE IN e per altre produzioni realizzate dalla studio A per Rete4 e per Canale 5.

Una foto rara. Pino Callà ha fatto anche il cantante? Ma è una burla di Pino o è vero. Ecco un gruppo stile beat denominato Asa Generation, Asa è il nome della società di Callà, riconoscete qualcuno?

callà 26callà 24 colpo grossoNell’agosto 1985 Callà è a Parigi per La Cinq, l’emittente francese di Silvio Berlusconi: “ricordo che arrivai in Francia per realizzare tecnicamente gli studi, uno dei primi programmi che curai fu una trasmissione condotta da Jocelyin. I francesi erano invidiosi e pertanto tutti i collaboratori dovevano francesizzare i loro nomi:  Giuseppe Tattoli diventava Joseph Tattolì;  Giancarlo Pete diventava Jean Charles Pethè”. Nel 1987 si spacca Euro Tv e nasce callà 32 smailaITALIA 7 che vuole Callà come regista di MUSICA E’ (altra trasmissione realizzata da Maurizio Seymandi).  MUSICA E’ va in onda anche su altre emittenti (compresa Italia1) il sabato, la domenica resta il giorno della messa in onda di callà 34 smailaSUPERCLASSIFICA SHOW.   Euro Tv affida a Callà anche un altro incarico: quello di realizzare   un altro programma non prettamente musicale. Parte COLPO GROSSO, altro programma cult della storia della televisione.  “C’era da inventare qualcosa che lanciasse Italia7 pensai quindi ad un programma con belle ragazze”. Callà produce e cura la regia di un altro programma di Italia7, ROSSO DI SERA con Maurizio Mosca; mentre COLPO GROSSO prosegue per cinque anni non soltanto per Italia7 ma anche per emittenti tedesche, svedesi, francesi e spagnole. “A questo punto, essendo impegnato nella produzione, e non potendo seguire la regia di tutti questi programmi, affidai la regia di SUPERCLASSIFICA SHOW ai miei assistenti (Celeste Laudisio e Egidio Romio, nda). pur restando il produttore del programma.” Nella seconda metà degli anni ’90 e nel nuovo millennio Callà, cura la regia di CASA PER CASA (in onda su TeleMontecarlo) che poi diventerà SABATO 4 (Rete4), e si dedica prevalentemente alla grossa produzione, fra le sue realizzazioni LA MACCHINA DEL TEMPO condotta da Alessandro Cecchi Paone, e, successivamente con il canale Mt Channel per Sky.

Progetti per il futuro?  “Mi sta affascinando internet, sono molto interessato all’evoluzione del vostro sito”. Rimpianti?  “Nessuno, soltanto un progetto: ripercorrere la storia della canzone italiana attraverso i video realizzati nel corso degli anni, questo progetto l’avevo proposto a Vittorio Salvetti nel 1997, gli avevo scritto per gli auguri di Natale concludendo: auguri di buon Natale dal tuo fans Pino Callà. Vittorio, era già ammalato, io non lo sapevo, mi rispose: “il tuo progetto mi ha affascinato, anch’io sono un tuo fans, tu hai un patrimonio videofotografico, lo faremo senz’altro. Io non sapevo che Salvetti era gravemente ammalato, ma mi scrisse: “Caro Pino, non posso dirti di no”, un mese dopo però Salvetti morì. Spero di realizzare questo progetto dedicandolo proprio a Salvetti nel decennale della sua scomparsa. Devo molto Vittorio Salvetti, fu lui a lanciarmi rischiando.”   Immaginiamo che riordinando l’archivio Callà potrebbero riapparire le immagini di cantanti oggi noti ai loro esordi, ma anche di aspiranti cantanti che poi hanno cambiato professione, e magari riusciremo a trovare un video di Silvio Glori (o Silvio da Acore).  Callà ha confermato, non si tratta di leggende metropolitane, quel Silvio Glori (o Silvio da Arcore) era proprio Silvio Berlusconi, lo confermò anni orsono Vittorio Salvetti e Silvio Berlusconi non ha mai smentito.

Pino Callà è stato il maestro inconsapevole di molti degli attuali registi di Mediaset, fra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80 i registi (a parte quelli della Rai) non esistevano. Dopo essersi inventato lui stesso il mestiere di regista, Callà lo ha insegnato a diversi cameraman, scenografi, direttori della fotografia, direttori delle luci, ad esempio Aldo Giuttari (attuale direttore della fotografia di STRISCIA LA NOTIZIA). Celeste Laudisio (regista di X Factor),Sandra Brianza (dirigente Mediaset), il fonico Pippo Ghezzi, entrato nell’immaginario collettivo a seguito di una gaffe dello stesso Callà il quale lo davo per “prematuramente scomparso” nel corso di un’intervista radiofonica con lo scrivente. Sono centinaia i tecnici e i creativi che hanno collaborato con la sua società Asa Television, la società di Callà, sia come free lance che come dipendenti; molti di questi oggi sono tra i più ricercati professionisti da parte di Rai, Mediaset, Sky, La 7.

callà 40 fatto quotidiano colpo grosso

macchina_del_tempo_014_jpg_akgjAll’inizio del nuovo millennio Mediaset, più precisamente RTI, affida a Callà l’intera produzione del canale satellitare Sky di MT Channel, tratto dalla Macchina del tempo di Cecchi Paone per 5 anni, tutti i giorni.

Pino Callà è entrato nella grande famiglia di storiaradiotv e presto proporrà ai nostri lettori una grande sorpresa.  Per il momento caro Pino vogliamo ringraziarti anche a nome dei lettori che continuano a richiederci le tue fotografie e i tuoi video storici, e a proposito di storia, un posto a pieno diritto nella storia della televisione italiana, e quindi nel nostro sito, Pino Callà lo merita a pieno diritto.

Dal settembre 2007 anche Pino Callà entrato a far parte della grande famiglia di storiaradiotv Pino Callà, con Massimo Emanuelli e Maurizio Seymandi, ha fatto una visita nella redazione di MILLECANALI, si è pensato a lui quale regista e produttore del Gran Premio Tv, il nome e il cognome sono una garanzia.

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MASSIMO EMANUELLI, GIGI VESIGNAMAURIZIO SEYMANDI, MAURO ROFFI, PINO CALLA’ CON ALTRI GIORNALISTI A MILLECANALI.

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PINO CALLA’ E ALBANO MAGGIO 2013

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PINO CALLA’ IN FORMA SI ALLENA PER DJ SOTTO LE STELLE

Negli ultimi anni Callà ha progettato corsi di formazione professionale, cinema ecallà 37 abatantuono CALLA' CHIAVALINtelevisione, nell’ambito di cultura e spettacolo per conto della società Asa Polaris, accreditata all’albo della Regione Lombardia per l’istruzione formazione.  Unitamente a Mario Chiavalin ha prodotto Eccezionale veramente, programma condotto da Diego Abatantuono su La7. Nel settembre 2016 Callà ha partecipato alla realizzazione di Italian Business, un film nelle sale il prossimo gennaio 2017, con il ruolo di delegato di produzione e actor coach.

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L’idea di mettere in rete (impresa titanica) la storia delle radio e delle televisioni locali nasce nel 2005 per iniziativa di Gigi Vesigna (giornalista, direttore storico di Tv Sorrisi e Canzoni), Massimo Emanuelli (docente e giornalista di Millecanali, pioniere della radiofonia), Maurizio Seymandi (giornalista e mitico conduttore di Superclassifica Show), Pino Callà (regista e produttore televisivo), Enzo De Mitri (giornalista, critico televisivo de La Notte, collaboratore di Gianfranco Funari).  L’avere vissuto da angolazioni diverse (carta stampata, radio e tv) il periodo pionieristico, l’avere visto nascere e crescere tante emittenti locali, l’avere conosciuto ed intervistato molti dei protagonisti, oltre agli archivi dei fondatori, rende agevole (anche se infinito) il lavoro dei nostri.  Con il passare dei mesi i fondatori vengono contattati da molti pionieri che forniscono ulteriori testimonianze, ricordi e materiale. Si uniscono al gruppo Massimiliano Marchi, Ruggero Righini, Gianfranco Guarnieri, Agostino Rosa ed altri.  Per ogni regione d’Italia viene individuata una memoria storica/corrispondente, aumenta il numero delle interviste mensili e dei contatti del portale. Nascono intanto (giustamente e citando la fonte) analoghe iniziative a livello regionale, con scambi di link e collaborazioni proficue (particolarmente interessante il lavoro di un altro pioniere, Massimo Lualdi).  Nel 2015 scompare Gigi Vesigna, in segno di lutto e di rispetto il sito non viene più aggiornato. Dopo un lungo periodo di silenzio i pionieri superstiti decidono di riattivare il sito (è in ristrutturazione, sarà aggiornato e rilanciato con nuova grafica su un nuovo dominio). Molto è ancora il materiale da pubblicare ed inserire, molte sono ancora le interviste da fare, pian piano accontenteremo tutti.  Al momento alcune schede vengono rilanciate su due blog

https://storiaradiotv.wordpress.com/ (radio)

https://massimoemanuelli.wordpress.com/ (tv ed interviste varie)

Gradualmente sarà inserito anche materiale audio e video del nostro archivio e materiale che i pionieri ci stanno inviando.

Purtroppo qualcuno nel frattempo aveva copiato l’intera linea editoriale del portale (e non solo gli articoli) senza ritegno e non rispettando il diritto d’autore dei collaboratori che vantano tantissimi anni di lavoro e ricerca (molti degli articoli erano usciti su testate nazionali). Già in passato avevamo fatto una causa (vinta) per la copiatura di alcune schede, ma copiare l’intera linea editoriale annunciando di copiare l’intero sito è a dir poco folle. Disponibili a collaborare con chiunque citi le fonti e ci proponga scambi e confronti, non possiamo però transigere con chi plagia pedissequamente. Tutti coloro che hanno ulteriori notizie o proposte farci scrivano alla mail storiaradiotv@tiscali.it provvederemo ad integrare le schede e a citare gli autori.

RIPRODUZIONE RISERVATA. 

È vietata la riproduzione, anche parziale, e/o la diffusione dei testi e dei contenuti sonori e video di questo blog senza l’autorizzazione degli autori. Il blog è protetto dal diritto d’autore, chi ha cercato di non ottemperare a tali regole è già stato condannato con disposizione del Tribunale di Milano, con provvedimento d’urgenza ex art. 700 c.p.c. R.G. 77235/05..  Vi occorre qualcosa?  Scrivete, specificando il vostro indirizzo e il motivo della richiesta. Mail: storiaradiotv@tiscali.it

 

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